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Acireale, Foti: “Convinto dalla serietà della società, ce la giocheremo ovunque”

Salvatore Foti, allenatore dell’Acireale, è stato intervistato dal quotidiano La Sicilia per celebrare una sorta di ritorno a “casa”. Lui che proprio nel settore giovanile granata ha mosso i suoi primi passi e che adesso vuol far risalire quanto prima gli acesi in Serie D. Nella chiacchierata c’è anche modo di scoprire alcune caratteristiche del tecnico, formatosi nel gruppo di grandi allenatori e calcando palcoscenici di prim’ordine.

Acireale, Foti: “Dobbiamo far rinnamorare la gente, qui per un impegno preciso”

Foti torna ad Acireale dopo aver dato la sua parola e lo fa con profondo senso di consapevolezza: “Avevo la necessità di mantenere un impegno. Di fronte a una parola data non ho guardato alla categoria o a quello che poteva essere il pensiero degli altri. So che tornare ad Acireale è una responsabilità. È una piazza importante, con una tifoseria che ha fame di calcio. È una città che vuole tornare ai vecchi fasti, anche se sono passati tanti anni. L’obiettivo e il sogno della proprietà sono questi e io sto cercando, insieme a tutta la dirigenza e soprattutto ai giocatori, che sono i veri protagonisti, di realizzare questo piccolo sogno”.

Per lui le pressioni non sono un problema: “Sentire il peso è normale per chi fa questo lavoro. Devi metterlo in preventivo: ci sono sempre responsabilità alte. Farlo a casa, poi, ancora di più. Però per me quello che conta di più è stare in campo, cercando di fare bene e, soprattutto, di far rinnamorare la gente. A quel punto il peso diventa relativo”.

Foti: “Ecco come mi ha convinto Palella. Savonarola? Una bandiera”

Foti racconta come è nato il suo ritorno ad Acireale e cosa l’ha spinto ad accettare. Con un curioso retroscena: “La serietà della proprietà, delle persone che la rappresentano e del direttore Savonarola, che conosco da quando siamo bambini. Questo mi ha spinto a ritornare. Con il patron Palella è nato tutto quasi come un gioco. lo ero qui in Sicilia a trovare i miei genitori, a fine aprile, e lui mi ha detto se volessi venire ad allenare. Io gli ho detto ‘Perché no?’, e adesso sono qui”.

Savonarola si prende gli elogi del tecnico, e non solo per il lavoro svolto: “Il direttore ha costruito una squadra che andrà a giocarsela su tutti i campi, cercando di ottenere il massimo. Lui è una bandiera dell’Acireale, ce l’ha nel sangue e ogni giorno trasmette cosa significa rappresentare questa società. Ancor più di me, perché lui l’ha rappresentata in campo per tantissimi anni. Noi dobbiamo imparare da lui e mettere ognuno il proprio lavoro al servizio della società. La cosa più difficile sarà far rinnamorare non soltanto i tifosi che ci sono sempre stati, ma anche quelli che negli ultimi anni si sono allontanati, giustamente, per le varie vicissitudini che ci sono state”.

Foti: “Giampaolo mi ha insegnato il mestiere, Mourinho maniaco dei dettagli”

Foti spiega anche che tipo di allenatore vorrebbe essere: “Nel calcio di oggi non puoi essere soltanto bravo in un settore. Il campo è importante, ma servono anche la gestione e la capacità, in questo caso, di aiutare una società appena nata a fare i passi giusti, con l’obiettivo di crescere. Ho avuto due grandi maestri. Giampaolo per quello che mi ha insegnato del mestiere, anche perché ho iniziato a 26 anni ed avevo ancora la testa da giocatore. Mi ha aiutato tantissimo. Ma anche un’esperienza che non capita tutti i giorni, quella di lavorare con Mourinho mi ha segnato. Lui è uno dei cinque allenatori più forti della storia”.

Prosegue il tecnico: “Mi hanno insegnato ad essere me stesso. Ma anche di essere credibile e giusto con i calciatori. Bisogna fare delle scelte, in base a quello che vedi durante la settimana. E devi essere credibile davanti a tutta la squadra. Il sistema di gioco? Dipende dalle caratteristiche dei giocatori. Molte volte si parte in un modo e si finisce in un altro. Devi essere bravo a capire le caratteristiche dei tuoi calciatori e quello che possono darti in campo, per farli sentire a proprio agio. 4-3-3 o 3-5-2? Nessuno dei due preferisco il 4-2-3-1”.

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L’ esperienza nella Capitale ha segnato profondamente il prosieguo della carriera di Foti: “Mourinho è sia un genio che un maniaco del dettaglio. Spero di avergli rubato qualcosina, anche se è difficile rubare qualcosa a una figura iconica. La maniacalità del dettaglio, la cura dei particolari. Quello spero di averlo rubato. Roma è lo spogliatoio più bello mai vissuto. Ricordo la trasferta folle con Sheriff Tiraspol, in Moldavia, in Europa League. E rigiocherei domani Roma-Siviglia. Il mio difetto più grande? Non spetta a me dirlo, ma sono testardo. E se perdo, quando torno a casa posso non essere simpatico”.

Redazione Sporticily
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