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Palermo, Bani: “Sono qui per vincere, ad Arezzo per dimostrare di essere grandi”

Un Mattia Bani a tutto tondo quello intervistato dal Corriere dello Sport. Il difensore e capitano del Palermo, fa il punto sul suo percorso in rosanero, tappa importante della sua carriera. Ma anche sulle aspettative intorno la squadra siciliana, chiamata ad essere protagonista in Serie B. Ruolo che, per Bani, non è un problema assumersi.

Bani: “Felice di di ritrovare Perin a Palermo, Barzagli…”

Bani ripercorre le tappe precedenti a Palermo, sin dalle sue origini toscane. Ricordando per altro un legame simbolico (e non solo) con un ex capitano rosanero: “Non ho mai giocato per la Fiorentina, anche se per i viola feci un provino. Ho cominciato nel mio paese e alla fine scelsi di andare nel settore giovanile del Genoa. Io come Barzagli? Beh anche lui fiorentino come me ma non ha giocato con i viola. Ho sfidato Andrea quando era nella Juventus, siamo amici ma non mi è capitato di parlare di questo. Vuol dire che Palermo ha un destino”.

Poi il passaggio nella sponda rossoblù di Genova, dove si è formato come professionista. Insieme ad un nuovo arrivato in Sicilia: “Sono felicissimo di ritrovare Perin in rosanero. Un acquisto che la dice lunga sui propositi della società. Quella era una squadra piena di talenti, che aveva vinto il titolo di categoria con Juric in panchina. Ma tra gli allenatore che hanno lasciato un segno c’è Mihajlovic. L’ho avuto a Bologna, eccezionale. Espressivo e sincero, soprattutto per noi difensori i suoi insegnamenti sono stati unici; ero giovane, mi ha aiutato tanto, aumentando la mia autostima”.

Bani e gli anni al Genoa: “Tornare in A non fu facile”

Al Genoa, Bani ha vissuto un’esperienza che lui stesso non ha definito facile. Soprattutto per i risultati in campo. Ma il ricordo più bello resta la promozione in A: “Avevo mercato e il Bologna decise di cedermi, sono tornato al Genoa che per me era un richiamo fortissimo. Sono stati anni non semplicissimi ma un percorso che mi ha portato anche ad essere capitano di un club storico. Finimmo in B ma c’era una proprietà nuova, ansiosa di mettersi in mostra. Venne costruita una squadra fortissima per risalire subito: Coda, Gudmundsson, Strootman. La retrocessione era una macchia da cancellare subito. Non partimmo bene, a Palermo perdemmo 1-0, e a me fu annullato un gol ed un altro salvato sulla linea da Brunori. Sapeste quante gliene ho dette quando ci siamo ritrovati compagni”.

Prosegue il difensore: “Alla fine però fu promozione, ma con tante difficoltà; all’inizio stentammo, nonostante fior di campioni arrivammo secondi. Da quando sono arrivato spiego che se la Serie A è “leggibile”, in B non funziona così. È una lotta senza esclusione di colpi, ogni giornata accadono sorprese ed è inutile fare progetti a lungo termine. Forse è una banalità ma è molto importante la continuità”.

Palermo, Bani: “Infortuni alle spalle, dobbiamo sfruttare un vantaggio”

Continuità come parola d’ordine per Bani, che mette in guardia i compagni e li invita a tenere a mente un vantaggio che pochi altri hanno: “Il Palermo deve avere la capacità di mantenere l’equilibrio interno. Organico a parte, partiamo con un bel vantaggio per il livello di conoscenza che abbiamo dopo un anno con Inzaghi. Abbiamo cambiato modo di giocare con la difesa a 4, ma c’è lo stesso staff e il gruppo portante è quello dello scorso campionato. Poi le avversarie sono partite male, però chi scende dalla A è sempre un passo avanti come bagaglio d’esperienza. Ricordiamo il Venezia, che è partito sesto ed ha fatto il vuoto”.

La forma fisica del capitano rosanero è oggi al top. Ma scattano sempre dei campanelli d’allarme quando si ferma. Per Bani è un’abitudine: “Nella scorsa stagione ho avuto due piccoli problemini che mi hanno tenuto fermo, l’ultimo purtroppo il giorno prima dell’ultima di campionato a ridosso dei playoff. Naturalmente, per il vissuto e l’età che ho, in certi momenti devo gestirmi negli allenamenti. Ma comunque ho fatto 32 presenze e adesso sto bene”.

Bani: “La fascia non cambia il mio carattere, voglio la Serie A coi rosa”

“Essere il capitano del Palermo è un grande riconoscimento” dice Bani, che festeggerà quest’anno il primo anniversario dell’ottenimento della fascia. Il difensore spiega cosa ha provato quando l’ha ottenuta e, più in generale, cosa l’ha convinto a scegliere Palermo: “Il mister mi ha nominato che avevo fatto solo 10 partite con questa maglia. C’è un enorme senso di responsabilità, ma la fascia non ha mai cambiato il mio modo di essere; a Genova accadde la stessa cosa. Però qui c’è qualcosa in più. Non avevo mai giocato al Sud prima di Palermo. Questo modo di vivere il calcio, simile ma non uguale a Genova, è proprio l’emozione che volevo provare professionalmente quando il club mi ha chiamato. Ci sono troppe aspettative? Io sono venuto in rosa esattamente per questo, per vincere e andare in Serie A, facile o difficile che sia da raggiungere”.

“Il calore delle persone che qui si tocca ogni giorno con mano, aumenta il mio desiderio. Al calciatore arriva questa voglia della città di fare stare bene un “non palermitano”. E tu senti il dovere di ripagare l’affetto con le prestazioni in campo”, dice Bani.

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Bani: “Ecco la forza del CFG. Arezzo? Conosciamo certi tranelli”

Alle spalle del Palermo c’è una società di alto profilo, che sta facendo espandere il marchio Palermo: “La forza del City Group è la credibilità del progetto: non parlo solo del mercato ma del centro sportivo, dell’investimento sullo stadio e soprattutto della tournée in Australia con Inter, Milan e Juventus. Una sensazione fantastica, non è normale che una società di B sia messa al pari dei top club storici italiani”.

Focus, infine, sul prossimo avversario: “Arezzo? Da 19 anni aspettano di rigiocare la Serie B, saranno carichi a palla. Però siamo una squadra esperta che conosce certi tranelli. Questi sono i test che dobbiamo passare per dimostrarci grandi”.

Redazione Sporticily
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