Al termine della stagione 2023-24, è tempo di bilanci e pagelle in casa Messina. I giallorossi, dopo la sconfitta col Monopoli, si è assestato al 14° posto in classifica con 45 punti in classifica. Un piazzamento che ha regalato la salvezza diretta senza troppi patemi d’animo. La stagione ha riservato tante sorprese, che avrebbero potuto condurre i peloritani a ben altri risultati. D’altronde, dopo una partenza complicata, la squadra di Giacomo Modica si è stabilita a centro classifica, sempre ad un passo dalla zona playoff. Un traguardo che per il gioco espresso sarebbe stato probabilmente meritato. Andiamo però più nello specifico, per vedere i voti dei giocatori e dell’allenatore nelle pagelle del Messina.
Messina, le pagelle dei giallorossi
Nelle pagelle del Messina che riassumono la stagione della squadra, fioccano i buoni voti. Diversi giocatori si sono messi in luce, altri hanno mostrato grande impegno e dedizione alla causa. Qualche insufficienza c’è ed è fisiologica, ma la salvezza del Messina è un’impresa di un gruppo, che va premiata come tale nelle pagelle. La copertina se la prendono certamente Ermanno Fumagalli e Marco Zunno, senza però dimenticare gente come Marco Manetta, Giulio Frisenna e Michele Emmausso, che hanno fatto una stagione molto buona. Ma non sono i soli a meritare una nota positiva.
I portieri
E. Fumagalli 7,5 – È stato uno dei pilastri fondamentali della stagione del Messina. Sia nei momenti negativi che in quelli migliori, le parate di Fumagalli hanno sempre tenuto a galla i suoi. L’estremo difensore (che a 42 anni ha superato le 700 partite in carriera) ha chiuso questa stagione con 36 presenze e 45 gol subiti, con 9 clean sheet portati a casa. Numeri che fanno invidia a tanti colleghi della categoria.
Piana 6+ – Da un monumento della categoria a uno dei più giovani ed inesperti del gruppo, il risultato cambia poco. Il portiere scuola Udinese, squadra da cui è arrivato in prestito, ha disputato le sue prime 2 partite da professionista, incassando 4 reti e senza mai tenere la porta inviolata. Ma questo è uno dei casi in cui i numeri non raccontano tutto: Piana ha dato prova delle sue ottime doti, soprattutto tra i pali (basti pensare a quanto dimostrato contro il Monopoli). Chiunque dovesse puntarci l’anno prossimo in questa categoria potrebbe fare un affare.
La difesa
Lia 6+ – Per larghi tratti è stato una certezza per il Messina, partendo spesso da titolare e lavorando benissimo sulla catena di destra. Ma tanti infortuni e uno stato di forma non sempre perfetto ne hanno limitato l’utilizzo. Termina la stagione con 22 presenze e un assist a referto.
Salvo 6,5 – Uno dei motivi per cui Lia ha trovato meno spazio nel girone di ritorno è da rintracciare nell’esplosione di questo talentino. La sua corsa inarrestabile, abbinata ad una buona tecnica e ottimi tempi d’inserimento, l’hanno consacrato come uno dei giovani migliori da mettere in vetrina. Senza dimenticare che è stato proprio il messinese Salvo (in continuità con la recente tradizione giallorossa) a siglare la rete che ha certificato la salvezza. Un gol, quello siglato contro il Potenza, che vale la ciliegina sulla torta, fatta di 24 presenze di grande sostanza.
Manetta 7 – Le sue prestazioni sono state quasi sempre impeccabili, tanto da rappresentare spesso un muro invalicabile per gli avversari. Quando era in campo, la difesa aveva un leader che comandava la difesa e la tirava spesso fuori dai pasticci. Quando è mancato, il Messina ha fatto sempre tanta difficoltà. Tanto che i giallorossi, senza Manetta sul terreno di gioco, non ha mai vinto (4 pareggi e 2 sconfitte). La sua stagione si conclude con 32 partite e una rete messa a segno nella vittoria con l’Avellino.
Polito 6 – Inizialmente si pensava che fosse l’ex Potenza a fare coppia con Manetta al centro della difesa. Ma la crescita di Pacciardi e l’arrivo di Dumbravanu ne hanno limitato l’utilizzo. Il difensore non si è mai tirato indietro, delle volte adattandosi largo sulla corsia di sinistra. Ma, in alcune circostanze, si è permesso qualche eccesso di confidenza in impostazione d’azione che ha messo in difficoltà il Messina. Per lui 27 presenze e un gol importantissimo contro il Crotone in un momento complicato della stagione.
Pacciardi 6 – La sua stagione non è facile da valutare. In più di un’occasione ha fatto tremare i tifosi peloritani con alcuni interventi fuori tempo e qualche prestazione negativa. Ma nella fase centrale del 2023-24 è cresciuto tanto, migliorando sensibilmente il suo rendimento. Peccato che, sul più bello, un infortunio alla schiena abbia interrotto questo percorso. L’annata si chiude con 22 presenze e una rete.
Dumbravanu 6,5 – il moldavo ha piacevolmente colpito tutti e si è preso praticamente subito il suo posto nell’undici titolare. Le 14 partite disputate, talvolta anche sulla fascia sinistra per compensare l’assenza di Ortisi, lo hanno sempre visto ordinato e pulito negli interventi. Una grande personalità messa a servizio di una retroguardia a caccia di punti fermi.
Ortisi 6+ – dopo un girone di andata molto positivo, è un po’ calato in quello di ritorno. Resta il fatto che la sua stagione è trascorsa occupando un ruolo non suo, quello del terzino sinistro. Ruolo che ha svolto egregiamente per 31 partite stagionali, con un gol in Coppa Italia contro il Catania.
Zona 5 – solo 5 presenze per il calciatore, arrivato a gennaio come alternativa ad Ortisi. Modica non lo vede mai e nei pochi spezzoni (seppur consistenti) non ha dimostrato molto. Tornerà a ad Arezzo senza troppi rimpianti.
J. Fumagalli s.v. – una menzione nelle pagelle del Messina per il giovane difensore, figlio di Ermanno che ha avuto modo di esordire nel recupero della gara col Potenza. Un record che in pochi possono vantare e che certamente regalato una gioia al ragazzo e al suo illustre papà.
Il centrocampo
Frisenna 7 – Il centrocampista, alla prima stagione tra i professionisti, dimostra già di avere qualità utili anche categorie superiori. Non solo per i 3 gol (tutti di pregevolissima fattura) e i 3 assist in 33 partite, ma per la straripante personalità mostrata. Un ragazzo che a 22 anni ha fatto sedere in panchina gente ben più esperta di lui. Inoltre, la sua dinamicità, unita alla sapienza tattica, ne hanno fatto un’arma illeggibile per gli avversari. Potrebbe essere uno dei punti forti da cui ripartire l’anno prossimo.
Firenze 6- – Dopo il gol all’esordio contro il Cerignola sembrava poter prendere in mano il centrocampo del Messina. E per buona parte di stagione, in effetti, è l’uomo capace di creare costantemente pericoli con i suoi calci piazzati. Col passare del tempo è uno dei pochi che non è stato valorizzato dal passaggio al 4-2-3-1. Un rapporto non sempre idilliaco con Modica ha fatto il resto, ma la sua stagione è tutt’altro che da buttare. Chiude con 24 presenze, un gol e 3 assist.
Franco 6,5 – È stato uno dei titolarissimi del centrocampo di Modica, visto che era deputato al ruolo di uomo d’ordine del reparto. Un regista vecchio stile, che ha dato una grande mano alla difesa ma che ha saputo dettare i tempi del gioco del Messina. Un giro palla e dei cambi di fronte dettati dal numero 16 necessari per innescare la batteria di velocisti dei giallorossi. Franco si congeda dalla stagione 2023-24 con 31 partite, una rete e un assist.
Giunta 6 – Stagione sufficiente per il calciatore, arrivato dalla Serie D come primo rimpiazzo alle spalle dei titolari. Come nel caso di Polito, anche lui si è sempre fatto trovare pronto, mettendosi in luce in alcune partite anche in ruoli diversi dalla mezzala. A segno nel 3-3 contro il Crotone, ha coronato il sogno di giocare con la maglia del suo cuore e dare il proprio apporto alla salvezza. La prima stagione in giallorosso è terminata con 25 partite.
Scafetta 5,5 – Come per Firenze, anche il calciatore in prestito dal Bari ha visto ridursi il minutaggio progressivamente. Un peccato per questo giocatore, che nasce esterno d’attacco ma ha spesso fatto la mezzala nel 4-3-3 iniziale studiato da Modica. Chiude con 30 presenze, la metà delle quali da subentrato e per pochi minuti.
Civilleri s.v. – Col minutaggio accumulato in 9 presenze da gennaio alla fine della stagione si accumulano poco più di 100 minuti. Troppo poco per poter dare una valutazione.
L’attacco
Rosafio 6,5 – Insieme a Dumbravanu è l’acquisto che cambia il volto del Messina nel girone di ritorno. Il calciatore era tornato in riva allo Stretto per superare i mesi difficili passati alla Spal. Il giocatore cresce col passare delle giornate e diventa una spina nel fianco degli avversari, duettando spesso con il già citato Salvo. Classe ed esperienza che non possono non essere premiate in queste pagelle del Messina. In giallorosso 16 partite nel girone di ritorno, praticamente sempre presente, con 2 gol e 4 assist a corredo delle sue prestazioni.
Ragusa 6 – Il capitano che ha guidato il Messina nel 2022-23 alla salvezza ha vissuto una stagione complicata. L’infortunio patito ad inizio anno lo ha condizionato fortemente per uno stato di forma che faticava a migliorare. Delle 35 presenze stagionali solo 21 sono arrivate da titolare. Ma Modica ha riferito recentemente che ha apprezzato tantissimo il grande spirito di sacrificio di Ragusa, che si è messo sotto col lavoro ed è tornato a livelli ottimi nel girone di ritorno. Al netto delle sole 2 reti messe a segno c’è l’esperienza e la tecnica che ha aiutato non poco la sua squadra.
Emmausso 7 – Ha segnato 10 gol in 34 partite, ma poteva farne molto di più. Ha dato sfoggio della sua classe con giocate sopraffine ma si è anche lasciato andare in alcune prestazioni inguardabili. Per di più corredate da tante ammonizioni e un’espulsione. È stato croce e delizia per tutta la piazza e per il suo tecnico. Ma nessuno più di Modica sa tirare fuori il meglio da questo calciatore, col più classico bastone e carota. E non si può dire che la strategia non abbia pagato. Emmausso ha chiuso come capocannoniere della squadra ed è stato spesso il leader tecnico di questa squadra. Se dovesse essere più costante nella prossima stagione, potrebbe regalare un sogno al Messina.
Cavallo 5 – Praticamente un desaparecido nel girone di ritorno, giocando appena 66 minuti in 19 partite. Nella prima parte di stagione aveva spesso trovato spazio, senza mai brillare eccessivamente. L’esplosione di Zunno, l’arrivo di Rosafio e la grande generosità di Ragusa e Plescia lo marginalizzano.
Zunno 7,5 – Il calciatore copertina del Messina 2023-24, senza ombra di dubbio. Partito in sordina nel girone d’andata, è stato quello che ha più beneficiato del cambio modulo. La crescita è stata costante, con giocate sempre più decisive ed esteticamente favolose. Le difese del Girone C hanno faticato a contenere il suo strapotere tecnico, per un giocatore che potrebbe tornare utile alla Cremonese in Serie B l’anno prossimo. I numeri non rendono giustizia a quanto fatto vedere da Zunno quest’anno: 7 gol e 3 assist in 33 partite, ma potevano essere ancor più positivi.
Signorile s.v. – L’ex Audace Cerignola ha visto il campo con il cannocchiale, con appena 4 presenze all’attivo. Non molto per poterlo giudicare.
Plescia 6 – Prima di parlare delle due punte, è bene fare una precisazione: il 4-2-3-1 ha premiato molto di più la batteria di trequartisti in tema di gol realizzati. Gli attaccanti centrali, in questo modulo, avevano più compiti di manovra e di liberare spazi ai compagni che si inserivano alle spalle. Uscendone così penalizzati. Plescia ha fatto il suo, pur non sempre apparendo tra i migliori in campo. Anche tenendo conto dell’infortunio alla mano che l’ha condizionato. Certo non sono molti 5 gol in 34 presenze, ma in altre circostanze il bottino poteva essere ben diverso.
Luciani 6 – Anche per lui vale quello che si è detto prima su Plescia per quanto riguarda il modulo. A questo si aggiunga lo scarso minutaggio, che certo non gli ha permesso di imporsi all’interno delle gerarchie. Anche se le prestazioni migliori è sembrato fornirle proprio da subentrato. Si contano 25 presenze, di cui 8 dal primo minuto. Le reti segnate sono 4, comunque un buon bottino a fronte 766 minuti giocati.
Pagelle Messina, la valutazione dell’allenatore giallorosso
Modica 7 – una statistica spiega la portata del lavoro del tecnico giallorosso: dopo 15 partite il Messina aveva appena 11 punti, gli stessi della squadra guidata da Auteri l’anno prima. Allora era servito un esonero e un miracolo per svoltare la stagione. Invece, il lavoro svolto in estate e i correttivi tattici in corso d’opera hanno dato i loro frutti. Pian piano il 4-2-3-1 ha preso corpo e la grande tenacia nel valorizzare i giovani talenti giallorossi sono stati un premio ulteriore. Qualche dichiarazione dura e la gestione di alcuni calciatori non sono state irreprensibili, ma è l’unico neo di questa annata. Ora si attendono le decisioni sul suo futuro.

