Quarantotto ore. Anzi, più passerà tempo rispetto all’uscita di questo articolo e sempre meno ne mancherà prima del gong. Il gong più temuto da tutta la città di Messina, dalla sua squadra di calcio e dai suoi tifosi. È la scadenza delle 23.59 del 20 giugno, quella entro la quale chiunque sia a capo del club della città dello Stretto dovrà adempiere a scadenze e documentazioni burocratiche e finanziarie per poter iscrivere la formazione giallorossa al prossimo campionato di Serie C. Tuttavia, a una manciata di ore da questa scadenza, non sembrano esserci i presupposti.
Tutta colpa, con ogni probabilità, dell’improvvisa incompatibilità tra Pietro Sciotto e Fabrizio Mannino. I due hanno trattato a lungo, protetti da un patto di riservatezza che all’improvviso è venuto a mancare per mano del patron del club messinese. E se aggiungiamo la reazione tutt’altro che apprezzata di Sciotto alle parole pronunciate dall’imprenditore palermitano nella conferenza stampa indetta poche ore dopo, la frittata è servita.
Messina, iscrizione in Serie C lontana
Ma cosa sta succedendo in queste ore attorno al Messina? Chi si aspetta frenesia, fretta e corsa contro il tempo, probabilmente, sta commettendo un errore. L’unico uomo in grado di poter fare qualcosa per salvare la categoria, la matricola e la storia del calcio in città è proprio Pietro Sciotto. Da parte sua, però, non sembra esserci la men che minima intenzione di riaprire il dialogo con Mannino. Nonostante quest’ultimo sia rimasto in città, tra incontri con il sindaco Basile e la presenza a manifestazioni canore, non ci sono più margini per trattare. Troppo grande l’affronto sotto forma di conferenza stampa e rivelazione di dettagli, ritenuti non completi dal patron.
Qualora Sciotto dovesse confermare le intenzioni svelate in un’altra conferenza stampa, quella tenutasi un mese fa nella sede della sua attività, c’è solo una speranza. Questa risponde al nome di Manuele Ilari, tenuto letteralmente appeso a un filo durante la trattativa Sciotto-Mannino. L’imprenditore romano spera ancora di avviare contatti consistenti con il numero uno del Messina. Quest’ultimo, però, lo vede solo come un socio di minoranza. E a queste condizioni, la fumata bianca è assai lontana.

