Il Palermo si riscopre all’improvviso imperforabile. La formazione rosanero, dopo la vittoria ottenuta contro il Parma, è riuscita ancora una volta a concludere una partita con quello che gli inglesi chiamano “clean sheet”. La porta mantenuta inviolata contro Vazquez e compagni sotto al diluvio del “Barbera” è la terza consecutiva per la compagine guidata da Eugenio Corini. Un risultato comunque importante, se consideriamo il fatto che aver evitato di incassare reti ha senza dubbio aiutato nell’ottenere 7 punti in queste tre gare. Un passaggio fondamentale per dare maggiore consapevolezza a questo Palermo.
Come dice sempre Corini in conferenza stampa, infatti, i rosa cercano sempre di proporre gioco, seppur in maniera diversa partita per partita. Ci sono le gare in cui si lavora con la costruzione da dietro e quelle in cui si bada meno al giro palla e più a imbucate e giocate in verticale. Motivo per cui una squadra come quella siciliana, che punta a tenere il pallino del gioco in mano, sa bene quanto sia importante avere un po’ di sicurezza in più nella retroguardia. Proprio il reparto arretrato, infatti, era stato quello maggiormente sotto accusa nelle prime gare. Fino a quella pareggiata contro il Pisa, che potrebbe aver fatto da chiave di volta per i rosa.
Il Palermo diventa un bunker
Partiamo dalla gara di sabato scorso contro i ducali, forse quella più complicata in base al valore dell’avversario. Il Parma ha calciato verso la porta in 18 occasioni, ma di tiri in porta ne sono arrivati davvero pochi, anzi uno solo. Basandoci sulle statistiche ufficiali della Lega B il Palermo ha spazzato la palla 29 volte, segno della voglia di limitare i danni il più possibile. Veniamo al match di Modena, in cui senza dubbio i rosa hanno subìto il maggior numero di tiri in porta nelle ultime 3 giornate. Sono stati 4 i tiri nello specchio dei canarini, tutti parati da Pigliacelli, su un totale di 15 tentativi. In questo caso Marconi e compagni hanno fatto meno ricorsi ai rinvii, ovvero 19 volte, segno della maggiore facilità nella gestione dell’uscita del pallone.
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Chiudiamo con la gara in cui questa striscia ha avuto inizio. Due settimane fa contro il Cittadella i rosa si sono visti arrivare “solo” 12 tiri verso la propria porta, che è stata centrata in una sola occasione. Una partita meno complicata nella gestione della fase difensiva, visto che i difensori di casa hanno allontanato il pallone appena 10 volte. In quella gara è stata denunciata una netta involuzione sul piano realizzativo rispetto ai 3 gol e alle tante occasioni create contro il Pisa. Bisogna però anche dire che forse proprio la sfida con i toscani – oltre ovviamente a quella di Terni – ha fatto suonare il campanello di allarme definitivo.

