Ci sono stagioni che lasciano l’amaro in bocca. Alle volte perché si pensa, col senno di poi, di non aver dato tutto, altre volte perché il “tutto” non ti è concesso di esprimerlo a pieno. Il secondo caso è quello che più rappresenta Gabriele Zerbo, arrivato a Messina nella finestra di mercato invernale per dare una mano agli uomini di mister Pippo Romano, per poi vedersi messo ai margini dopo il subentro di Vincenzo Feola.
Una stagione amara dove il bomber palermitano non è riuscito a trovare lo spazio che avrebbe desiderato, vivendo comunque sulla propria pelle la cicatrice dell’amara retrocessione in Eccellenza del Messina. Ai microfoni di Sporticily abbiamo avuto il piacere di intervistare Gabriele Zerbo, che oltre a parlare della sua esperienza al Messina ha anche rilasciato alcune dichiarazioni sulla convocazione della Sicilia FA nel match contro la Nazionale FIFA delle Mauritius.
Zerbo: “Indossare la maglia della mia terra è sempre un emozione”
Partendo in ordine cronologico, Zerbo ha avuto modo di scendere in campo sin dal primo minuto nella prestigiosa amichevole giocata tra la Sicilia FA e la Nazionale delle Mauritius: “Per me indossare la maglia della mia terra mi provoca un orgoglio e un senso di appartenenza infinita”, ha dichiarato Gabriele Zerbo.
“Giocare contro una Nazionale FIFA è stato molto bello, oltre ad avermi confermato una cosa che ho sempre pensato: spesso il calcio è disonesto e non meritocratico. Se siamo riusciti a tenere testa a una Nazionale FIFA, spesso anche con superiorità nel gioco, vuol dire che di talento ce n’è tanto in Italia. Questo però fin troppo spesso non viene valorizzato per colpa di un sistema strutturalmente sbagliato che va avanti da anni. Ora, però, pare che se ne siano accorti, e spero vivamente che il nostro sistema calcio cambi rotta, specie a partire dai settori giovanili“.
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L’elefante nella stanza, però, è chiaramente l’annata difficile vissuta a Messina, che Zerbo ricorda con amarezza: “Fino a gennaio ero nel Girone H. Stavo facendo bene, senza alcun tipo di problema, come sono sempre abituato a fare. Ma a gennaio ho deciso di andare a dare una mano al Messina di mister Romano, che conoscevo già da tempo. Partendo da -14 punti di penalizzazione è riuscito a fare un grande campionato con i suoi ragazzi, uscendo subito dalla zona calda della classifica. Purtroppo, quando sono arrivato, sono riuscito a fare solo una partita con lui, poco prima del suo esonero, che non nascondo mi abbia dato dispiacere”.
L’amarezza per l’esperienza di Messina
Dall’esonero di mister Romano, però, tutto cambia per Gabriele Zerbo: “Da lì è arrivato Feola, che ha fatto altre scelte tecniche mettendomi da parte, non concedendomi di potere aiutare sul campo la squadra. Quello che non ha funzionato in generale forse è un insieme tra le scelte sbagliate e la sfortuna. Il tutto combinato a una serie di altre dinamiche che hanno provocato la nostra retrocessione. Sicuramente è un peccato dato che la salvezza sembrava fatta da fine febbraio, ma purtroppo il calcio è così: ti dà e ti toglie.
“Nonostante questo – sottolinea Zerbo – ho cercato di aiutare la squadra fuori dal campo, dando un esempio quotidiano anche se non giocavo, come è giusto che sia per un giocatore con la mia esperienza. Da questa esperienza mi porto dietro l’amarezza di essere arrivato a Messina con l’intento di aiutare la squadra, cosa che però non mi è stata concessa. Vederci retrocedere senza che io sia riuscito a dare il mio contributo nel pratico mi è dispiaciuto molto”. Zerbo spende anche delle parole al miele verso la dirigenza biancoscudata: “I presidenti sono persone fantastiche e tengono tanto al Messina. Mi sento di ringraziarli per tutto quello che fanno”.
Infine, Gabriele Zerbo chiude proiettando lo sguardo verso il futuro: “In caso di ripescaggio mi piacerebbe rimanere a Messina, piazza che mi è sempre piaciuta anche da avversario e a cui mi sono legato. Sarebbe bello quindi poterli aiutare a riportare la squadra dove merita. Se non dovesse essere così, non mi pongo limiti. Il mercato non manca, ma la priorità la do al Messina. Il mio obiettivo per il futuro è sempre lo stesso di ogni anno: raggiungere la doppia cifra e aiutare la mia squadra a raggiungere traguardi importanti”.

