L’Italia sembra pronta a fare il primo passo ufficiale per una candidatura in funzione dell’organizzazione di Euro 2032. Gli Europei di calcio, che nel 2024 saranno in Germania, potrebbero essere il primo grande evento calcistico per nazionali maggiori dai mondiali del 1990 (se si eccettuano alcune partite di Euro 2020 all’Olimpico di Roma). È arrivato infatti l’ok dalla commissione cultura del Senato per una risoluzione che porti il governo a supportare la candidatura che dovrà presentare la FIGC ad aprile prossimo. Nel dossier ci sarebbero anche gli stadi papabili per l’organizzazione di Euro 2032: tra questi anche il Renzo Barbera di Palermo.
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Euro 2032, la candidatura dell’Italia: 11 stadi selezionati, uno sarà escluso
L’organizzazione di un evento di simile portata dovrà comportare rimodernamento degli impianti, che proprio nel ’90 subirono gli ultimi sostanziali rimodernamenti. Di fatto pochi stadi, tra cui l’Allianz Stadium di Torino, quello di Udine e Reggio Emilia sono stati ricostruiti dopo quell’evento. E infatti, nella succitata relazione della commissione cultura, si fa riferimento ad un “necessario supporto per il miglioramento delle infrastrutture sportive nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana, senza consumo di nuovo territorio, […] che assicurano il completamento degli interventi nei tempi richiesti dalla UEFA”.
Altra candidatura attesa è quella della Turchia (anche se c’è attesa di capire che farà dopo il violento terremoto dei mesi scorsi). La risposta arriverà nell’ottobre-novembre di quest’anno. Gli stadi che si ipotizza possano essere inclusi nel progetto sono i seguenti.
- Giuseppe Meazza-San Siro di Milano
- Allianz Stadium di Torino
- Luigi Ferraris di Genova
- Renato Dall’Ara di Bologna
- Marcantonio Bentegodi di Verona
- Artemio Franchi di Firenze
- Olimpico di Roma
- Unipol Domus di Cagliari
- Diego Armando Maradona di Napoli
- San Nicola di Bari
- Renzo Barbera di Palermo
Un particolare non irrilevante è che questa lista non è definitiva. Soprattutto si punterà solo su 10 impianti: perciò uno degli stadi sopra elencati uscirà dal novero dei papabili. Sarà i progetti delle squadre e delle amministrazioni pubbliche a dare la spinta necessaria per far includere i propri impianti nella scelta definitiva. E Palermo? Ovvio che lo stadio così com’è avrebbe difficoltà a far parte della kermesse. Ma è noto che lo stesso City Group abbia nel mirino quanto meno un rimodernamento profondo del Barbera. L’amministrazione cittadina da tempo si è detta disponibile ad un dialogo. Che sia la volta buona per una “nuova” casa per i rosanero?

