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Di Michele: “Che ricordi al Palermo! Salernitana nel cuore, Breda era un capitano vero”

L’album dei ricordi di David Di Michele è ricco di colori, ma quelli di Salernitana e Palermo riempiono un gran numero di pagine. La sfida tra le due compagini, in programma per la trentunesima giornata di Serie B, ha un sapore speciale per l’attaccante, che si è tolto grandi soddisfazioni con entrambi i club. In un’intervista ai microfoni di Sporticily, Re David è tornato indietro nel tempo per parlare di quegli anni d’oro da calciatore, vissuti tra i campi di Serie A e cadetteria.

Di Michele e l’esperienza alla Salernitana con Breda

David Di Michele è innanzitutto tornato con la mente all’estate del 1998. Un anno che gli cambiò la vita, dal punto di vista professionale. È proprio allora infatti che arrivò la chiamata della Salernitana, che gli permise di esordire in Serie A a ventidue anni: “L’esperienza di Salerno la porto nel cuore. Quando torno ancora oggi in città è fantastico, perché rivivo quel calore. Pensare ad una sola istantanea di quei tre anni sarebbe quasi riduttivo, per quello che ho potuto vivere lì”.

In totale, l’attaccante collezionò con la maglia granata 92 presenze e ben 40 gol, la maggior parte nelle due stagioni in Serie B. Il suo apporto il primo anno in massima serie, con 3 reti a bottino, non fu infatti sufficiente a evitare la retrocessione. Di quel periodo ricorda anche il rapporto con l’allora compagno Roberto Breda, attuale allenatore della Salernitana. “È stato il mio capitano. Un grande compagno di squadra, sempre pronto a darti consigli. Era uno che se aveva qualcosa da dire lo faceva, sempre però in maniera assolutamente rispettosa. Spero per lui e per la Salernitana che possa arrivare questa salvezza, è un obiettivo primario”.

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Di Michele e quel Palermo da Champions League

L’approdo al Palermo di David Di Michele risale invece all’epoca della piena maturità, nel gennaio del 2006. Dopo aver trascinato insieme ad Antonio Di Natale e Vincenzo Iaquinta l’Udinese in Champions League, il talento romano provò a bissare quell’impresa in Sicilia. “L’arrivo in rosanero fu dettato dal fatto che la squadra aveva grandissime potenzialità ed era molto ambiziosa. Il primo anno fu eccezionale, segnai anche una doppietta contro il Parma al Barbera. In rosa c’erano giocatori di grandissimo valore, che negli anni successivi avrebbero fatto benissimo anche altrove. Tra questi Eugenio Corini, Andrea Barzagli e Fabio Grosso. L’anno successivo si aggiunsero Amauri, Fabio Simplicio, Jimmy Fontana e un giovane Edinson Cavani. Era una squadra che aveva una mentalità incredibile, poteva davvero giocarsela con chiunque”.

E in effetti, all’inizio della stagione del 2006-07, il Palermo se la giocò con qualsiasi avversario. Era addirittura in vetta alla classifica di Serie A, battagliando con l’Inter. Ma nel girone di ritorno mancò l’apporto fondamentale di un attaccante con cui David Di Michele si era trovato molto bene: “All’inizio di quella stagione partimmo forte e ci furono grandi prestazioni. Amauri era incontenibile. Era un giocatore che aiutava tutta la squadra e anche me, perché apriva gli spazi e a tratti era imprendibile. Il suo infortunio fu certamente un brutto colpo. Tutto finì sulle spalle di Andrea Caracciolo, che è un ragazzo d’oro e che aveva alcune caratteristiche simili. Ma è chiaro che con il brasiliano il Palermo aveva un tipo di gioco che fu difficile replicare”.

Nonostante l’Airone avesse segnato diversi gol nella stagione precedente, nel 2007 non replicò infatti quei numeri. Né tanto meno quelli del girone d’andata di Amauri. È così che, pian piano, il sogno di conquistare lo scudetto e anche quello di un posto in Champions League si allontanarono: “Andrea Caracciolo fu caricato di grosse pressioni e finì in un circolo vizioso, tipico degli attaccanti quando hanno difficoltà a segnare. Poi perdemmo anche lo scontro diretto con l’Inter e nel girone di ritorno molte di quelle certezze vennero meno. Siamo anche usciti dall’allora Coppa Uefa. Un peccato, soprattutto per la gente. La sensazione era quella che potessimo ottenere di più”, ha concluso David Di Michele.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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