Dopo aver vestito maglie dal peso specifico importante come quelle della Reggina, del Catania e del Palermo, Jacopo Dall’Oglio è tornato a casa, vestendo i colori della città che gli ha dato i natali: Milazzo. Un’altra ottima stagione per il centrocampista classe ’92, condizionata però da alcuni infortuni che lo hanno tenuto per un po’ lontano dal rettangolo verde.
Ciò però non ha impedito a Dall’Oglio di chiudere con soddisfazione la propria stagione, vestendo dal primo minuto la maglia della Sicilia FA nel match contro la Nazionale FIFA delle Mauritius. Ai microfoni di Sporticily abbiamo avuto il piacere di avere Jacopo Dall’Oglio, che ci ha raccontato alcuni momenti della sua stagione.
Dall’Oglio: “Un onore vestire finalmente questa maglia”
Andando con ordine, Jacopo Dall’Oglio quest’anno, per la prima volta, ha vestito la maglia della Sicilia FA: “Da qualche anno sono stato vicino alla chiamata della Sicilia FA. Prima però, giocando nel professionismo, mi veniva un po’ più difficile, dato che il campionato finiva intorno al 10 di giugno per poi ripartire a pieno regime i primi di luglio. Quest’anno però con l’approdo a Milazzo, e nonostante l’infortunio che mi ha tenuto per un po’ lontano dal campo, ci tenevo tanto a partecipare. Quando mi è arrivata la convocazione ho accettato subito, per onorare questa maglia e per vivere una settimana stupenda come quella che abbiamo vissuto in ritiro”.
Una prima volta molto speciale per Dall’Oglio, che con la maglia rossogialla è sceso in campo dal primo minuto contro la Nazionale FIFA delle Mauritius: “Sicuramente è stato molto bello fronteggiare una Nazionale FIFA come quella delle Mauritius. Sono sicuro però che, qualora si potesse rigiocare altre trenta volte quella partita, tutte le volte l’avremmo vinta noi. Purtroppo però il calcio non è una scienza esatta. Ormai è andata, ci prepariamo sicuramente per la prossima stagione”.
Il ritorno in patria con la maglia del Milazzo
Dopo essere partito all’età di dieci anni con la maglia della Reggina, Dall’Oglio fa finalmente il suo ritorno in patria vestendo la maglia del Milazzo: “Io con la città di Milazzo e con la sua gente ho sempre avuto un buon rapporto. Sono andato via di casa all’età di dieci anni viaggiando per la Reggina, per poi a quattordici anni trasferirmi a Reggio Calabria. Il mio percorso da calciatore l’ho dunque vissuto lontano da casa”.
“Purtroppo però – continua Dall’Oglio – nel 2022 è venuto a mancare mio padre, e mia madre subito dopo si è ammalata. Una serie di cose mi hanno dunque portato ad avvicinarmi nuovamente a casa. Anche l’anno scorso, prima di firmare con la Reggina, avevo avuto diverse chiamate da club professionistici, ma non ho accettato per avvicinarmi a casa mia. Quest’anno ho scelto la piazza di Milazzo. Ho anche una scuola calcio qui, dove il pomeriggio dopo l’allenamento vado al campetto a seguire i bambini”.
Una stagione che, nonostante gli incidenti di percorso, Dall’Oglio valuta come positiva: “Valuto questa stagione positivamente a livello collettivo. A livello personale un po’ meno, dato qualche infortunio capitato per strada. Nonostante questo però mi rendo conto di essere arrivato ad un’età dove due o tre infortuni l’anno me li concedo anche. Sfortunatamente con l’Acireale ho preso una brutta botta alla caviglia che mi ha tenuto fuori a lungo”.
“Nonostante questo – sottolinea Dall’Oglio – le partite che ho giocato penso di essermele portate a casa abbastanza bene. Ho anche segnato contro il Gela e ciò ci ha permesso di portare a casa i tre punti. Ho voluto anche dare una mano ai giovani dandogli l’esempio e facendogli capire come vivere lo spogliatoio. Tutto sommato dunque valuto questa stagione in maniera molto positiva”.
Sullo stato di salute del calcio siciliano
Dall’Oglio, vestendo maglie importanti come quelle di Palermo e Catania, ha avuto modo di conoscere bene alcune delle piazze più calde della propria isola. Il momento che sta vivendo il calcio siciliano, come è noto, non è certamente paragonabile alle annate in cui Palermo, Catania e Messina solcavano i campi del massimo campionato italiano.
Rispetto allo stato di salute del calcio siciliano, Dall’Oglio certamente riconosce il fatto che alcune delle piazze più grandi della nostra isola stiano vivendo un momento molto difficile: “Io penso purtroppo che il calcio vada come deve andare. Il Messina, che è una squadra che ha fatto la Serie A a grandi livelli, oggi si ritrovare retrocesso in Eccellenza. Piazze come questa, come quella di Catania o Palermo non c’entrano assolutamente nulla con le categorie a cui appartengono”.
Dall’Oglio ha però una visione ottimistica del futuro: “Io però credo sia semplicemente una questione di tempo. Io sono sicuro che queste città, come anche Trapani e Siracusa, con il tempo arriveranno nelle categorie che meritano. Se penso che il Carpi, una frazione di Modena, sia stato per diversi anni in Serie A non capisco perché queste grandi piazze siciliane non debbano farcela. Non è mai facile vincere i campionati, anche spendendo parecchi soldi. Purtroppo ci sono stagioni dove le cose vanno storte. Ma io ripeto, credo che queste piazze col tempo diventeranno delle big, rendendo veramente difficile venire a fare punti in Sicilia“.
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Uno sguardo al futuro di Dall’Oglio
Infine, Dall’Oglio volge un piccolo sguardo al futuro che, seppur ancora dubbio, possiede una certezza: “Mi domando spesso cosa fare nel futuro. In questo momento non so se mi vedo più in veste da allenatore, da direttore o da procuratore. Una cosa è certa: io nella mia vita ho sempre fatto solo calcio, quindi mi risulta difficile aprirmi un altro tipo di attività. Ho creato una scuola calcio insieme a un mio ex compagno di squadre e me ne occupo perché so di che cosa parlo, e posso insegnare ai bambini quello che è stato insegnato a me”.

