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Catania, Lucarelli come Tabbiani: incostanza e problemi, col Rimini si gioca tutto

Quando i risultati faticano ad arrivare, a pagare è sempre l’allenatore. Questa linea di pensiero è stata perseguita anche dal Catania, che lo scorso 5 novembre ha sollevato dall’incarico mister Luca Tabbiani sostituendolo con Cristiano Lucarelli. Decisione difficile e complessa, ma apparsa necessaria in virtù di un andamento in campionato troppo altalenante. Al suo posto è arrivato il livornese, allenatore apprezzato dalla piazza e già vincitore di un torneo di Serie C con la Ternana. A distanza di circa tre mesi da quel momento, stiliamo un confronto statistico tra l’era del mister genovese e la gestione del suo sostituto.

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Con Tabbiani attacco flop, meglio la difesa

Il Catania ha deciso di scommettere su Luca Tabbiani per la stagione 2023/24. Un allenatore emergente e dalle ottime potenzialità, ma che ha subito fatto fare i conti con le pressioni e le perplessità della piazza etnea. Una piazza fin da subito scettica nei suoi confronti, soprattutto sul piano del carisma e della gestione del gruppo. Nonostante tutto, l’ex Fiorenzuola ha accettato con grinta e determinazione l’incarico, voglioso di sfruttare la più grande opportunità della sua carriera.

Il debutto è stato tosto, visto che al cospetto del Catania si è presentato il Crotone, una delle candidate ad andare in B. Arriva una sconfitta per 0-1 ma il gioco messo in mostra dagli etnei lascia presagire l’inizio di un percorso potenzialmente importante e ricco di soddisfazioni. La vittoria contro il Picerno aveva dato conferme, ma il pareggio di Monopoli ha fatto scattare i primi allarmi. Squadra molle, priva di carattere, con trame di gioco troppo prevedibili e di facile lettura. È il preludio ad un percorso troppo incostante, costellato da tanti bassi e pochi alti e culminato, il 5 novembre scorso, con l’esonero dello stesso tecnico genovese.

Al termine della sua avventura in terra sicula, per Luca Tabbiani sono state 13 le gare ufficiali al timone del Catania, con un bottino di 5 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. 18 punti conquistati in campionato su 36 disponibili, media di 1,25 punti a partita e passaggio del turno nella Coppa Italia di categoria conquistato a discapito del Messina (2-1). I problemi più grandi sono stati riscontrati soprattutto in attacco, con appena 13 gol realizzati in 13 incontri e una media esatta di una rete a partita (0,92 in campionato). Nonostante la presenza di attaccanti molto importanti come Di Carmine e Chiricò, la squadra etnea non è mai riuscita ad imbastire un gioco particolarmente offensivo: ben 6 le partite chiuse a secco. La difesa al contrario si è sempre dimostrata piuttosto solida, con 10 reti subite in 13 gare (media di 0,77) e 5 clean sheet.

Catania, Lucarelli pareggia la media punti di Tabbiani

Le pressioni della piazza ed un gioco non particolarmente spumeggiante hanno quindi portato al cambio in panchina. Tra i tanti nomi accostati alla panchina del Catania per sostituire Luca Tabbiani, a spuntarla è stato Cristiano Lucarelli. Per il quarantottenne livornese si è trattato di un ritorno alle pendici dell’Etna, dopo le esperienze del 2017/18 e 2019/20. La piazza ha accolto benissimo il livornese, ritenuto l’uomo giusto per raddrizzare la stagione. In effetti i risultati iniziali hanno dato ragione a tifosi e società, visto che i rossazzurri hanno totalizzato tre vittorie e un pareggio nelle prime quattro gare della nuova gestione. Ma quando la svolta sembrava essere ormai arrivata, l’ennesimo blackout.

Alla diciassettesima giornata, nel derby contro il Messina, la squadra etnea si è letteralmente consegnata agli avversari, senza mai reagire in maniera significativa. L’1-0 con il quale i giallorossi hanno sconfitto gli etnei dopo vent’anni, ha gettato nuove ombre sul percorso etneo. Alle vittorie contro Benevento, Brindisi e Pescara in coppa, hanno fatto da contraltare i ko rimediati con Sorrento, Crotone e Rimini, quest’ultimo nella semifinale di Coppa Italia. Il calciomercato di gennaio ha portato una clamorosa rivoluzione tecnica, con ben 26 operazioni condotte tra entrate ed uscite. Operazioni che non sembrano essere servite a molto, visto che la squadra che ha pressoché mantenuto lo stesso andamento altalenante. Da fine gennaio in poi il Catania di Lucarelli ha vinto soltanto con la Juve Stabia, incassando tre pareggi ed altrettante sconfitte.

Ciò che preoccupa maggiormente è l’incapacità di reagire alle difficoltà, visto che per ben 10 volte (6 con l’attuale gestione tecnica), gli etnei hanno perso con il minimo scarto. Proprio i numeri in questo momento non rendono giustizia al curriculum del tecnico livornese, capace di vincere complessivamente 7 gare, pareggiarne 4 e perderne 7. Il rendimento attuale del Catania ha fatto precipitare il club al 15º posto in classifica, a cinque lunghezze dall’ultimo posto utile per i playoff. Nonostante gli sforzi economici profusi dalla società non c’è stata la svolta, visto che la media punti di Cristiano Lucarelli (1,26 p.p.) è praticamente la stessa di quella di Luca Tabbiani. Con l’allenatore toscano è migliorato leggermente il rendimento offensivo, con 21 gol in 18 partite (media di 1,16 a partita), a fronte di un netto peggioramento in difesa, con 16 marcature subite e una media di 0,88.

Catania, Lucarelli si gioca tutto col Rimini

Cambia tutto per non cambiare niente. Può essere riassunto in questo modo il percorso del Catania con Cristiano Lucarelli in panchina rispetto al breve regno di Luca Tabbiani. Un uomo nel quale erano riposte tutte le aspettative dei tifosi, ma che finora non è stato in grado di rispettarle. Certo, le attenuanti in suo favore non mancano, ma finora la svolta tanto attesa non è mai arrivata. La speranza è i problemi atavici che affliggono la squadra possano essere spazzati via nella semifinale di ritorno della Coppa Italia di Serie C.

Vincere il trofeo garantirebbe l’acceso ai playoff direttamente dalla prima fase nazionale, saltando così un numero cospicuo di partite. Raddrizzare la stagione è ancora possibile ma per farlo si dovrà battere il Rimini, già capace di battere gli etnei per una rete a zero. Ribaltare il risultato del “Romeo Neri” non sarà semplice, ma il Catania dalla sua potrà contare sull’apporto di un “Massimino” gremito in ogni ordine di posto e pronto a spingere i propri beniamini verso una vittoria tanto storica quanto importante per il prosieguo della stagione.

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