spot_img

Catania, il forfait di Mancini e la penalizzazione: un anno fa il declino

Quanto può cambiare il destino di una squadra in un solo anno. Il Catania, dopo la penalizzazione in dicembre, passava tra febbraio e marzo tra le forche caudine delle aste fallimentari. Una serie di pedine del domino, crollate in serie, che portarono in aprile alla fine del vecchio sodalizio rossazzurro. A un anno di distanza, invece, la tristezza di quell’inglorioso scenario lascia invece il passo alla gioia crescente di una promozione in Serie C oramai vicinissima.

LEGGI ANCHE -> Catania, promozione in Serie C matematica: ecco quando, le combinazioni

Catania, il forfait di Mancini e la penalizzazione: un anno fa il declino

Il Catania che si approcciava alla Serie C 2021/22 non era certo nella più rosea delle situazioni. Un’iscrizione arrivata a rotta di collo, con i soci SIGI che non riuscivano a dare certezze sul futuro, erano il biglietto da visita di quel sodalizio ad inizio anno. Cose passate via via in secondo piano grazie all’impresa sportiva firmata da Francesco Baldini. L’allenatore romano ebbe la capacità di far leva sull’orgoglio dei senatori e l’entusiasmo dei più giovani. Le prodezze sportive di Luca Moro (oggi al Frosinone), autore di 18 reti alla fine del girone d’andata, avevano proiettato gli etnei in piena zona playoff.

Ma, più il tempo passava, più ci si rendeva conto che la situazione Catania non era più sostenibile: il ritardato pagamento di alcuni stipendi portò all’inevitabile penalizzazione a inizio dicembre 2021. Ma da lì iniziò una slavina che in pochi mesi portò alla sparizione del club. L’istanza fallimentare e le successive aste del Tribunale di Catania (di cui la prima risale proprio ad un anno fa, nel febbraio 2021) non riuscirono a produrre nient’altro che l’interessamento di Benedetto Mancini. Un’imprenditore coinvolto in pochi mesi nella sparizione di ben due club siciliani come Catania e Giarre. I ben noti fatti, con i mancati pagamenti di Mancini, chiusero amaramente le vicende travagliate del sodalizio etneo.

Una cavalcata trionfale per lenire le ferite

Nella volontà di tutti, dopo mesi difficili, c’era una sola parola d’ordine: risalita, il prima possibile. E bisogna dire che i tifosi del Catania (a meno di un impensabile harakiri sportivo) hanno avuto. Gli etnei stanno per chiudere una pratica ampiamente alla portata della squadra costruita da Ross Pelligra, Vince Grella e Antonello Laneri e guidata da Giovanni Ferraro. Sebbene non sia mai facile vincere, a onor del vero la promozione del Catania non è mai stata in dubbio: ben lo dimostrano i 17 punti di vantaggio sul Locri, fresco di sconfitta contro gli etnei.

Ma una cavalcata così rapida e trionfale ha ben altro significato, oltre quello sportivo. Così come successo a Bari, a Palermo e in altre piazze gloriose, rispondere in maniera così autorevole significava cercare di far guarire le ferite dei tifosi. I depositari della passione, vittime innocenti e spesso dimenticate quando si mettono in piedi operazioni imprenditoriali di dubbio valore. Operazioni che poi regolarmente falliscono e fanno disperdere questo importante patrimonio umano che risiede intorno al calcio. Ora tutto questo sembra un lontano alle pendici dell’Etna, dove si torna a respirare l’aria di rinascita. Un’aria che sarà ancor più festosa quando la matematica dirà che il Catania sarà tornata tra i professionisti.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Rimani Aggiornato

18,500FansLike
4,000FollowersFollow
150FollowersFollow
10,800SubscribersSubscribe

Ultimi articoli