Il Palermo pareggia ad Avellino con il risultato di 2-2. L’ultima trasferta del 2025 vede i rosanero soffrire per larghi tratti, ma al tempo stesso mangiarsi le mani per la mancata vittoria. Ci ha infatti pensato Martin Palumbo, con un bellissimo gol in sforbiciata al 90′, a evitare la sconfitta per gli irpini. Ospiti che mancano dunque l’appuntamento con la quarta gara vinta di fila, e al contempo vedono scappare via Monza e Venezia, entrambe vincenti. Di seguito proponiamo le pagelle di Avellino-Palermo.
Avellino Palermo pagelle: i voti dei rosanero
Migliore in campo delle pagelle di Avellino-Palermo a sorpresa Joronen, che salva il risultato fino al 90’ inoltrato. Tanti voti ampiamente insufficienti tra i rosanero, con Diakitè e Augello peggiori in assoluto. Delude anche capitan Bani, sostituito anzitempo.
La difesa
JORONEN 7 – Il pari è soprattutto merito dell’estremo difensore rosanero, che nel finale è tra i pochi a mantenere lucidità e a difendere con le unghie e con i denti il risultato di fronte agli attacchi frenetici dell’Avellino.
PEDA 6 – Inzaghi lo preferisce a Bereszynski e nel complesso, tolto qualche fallo di troppo, non commette grandi sbavature. A tratti prova anche a impostare la manovra e a rendersi pericoloso in avanti, sebbene non sia il suo compito.
BANI 5 – La prestazione odierna è ben lontana da quella vista nelle ultime partite e in particolare contro la Sampdoria, in cui era stato un leader ineccepibile della difesa. L’avversario questa sera è di calibro decisamente diverso e prima di lasciare il campo rischia anche l’espulsione. (dal 66’ GYASI 5 – Rientra in campo dopo un lungo infortunio ma non riesce a essere incisivo. Nel finale, in occasione del gol del 2-2, si fa saltare con facilità da Russo)
CECCARONI 6- – Croce e delizia del Palermo. L’errore del pallone regalato a Tutino poteva costare caro, ma l’ex per sua fortuna non ne approfitta. Il salvataggio successivo e il gol sfiorato gli valgono la “quasi” sufficienza.
Il centrocampo
DIAKITÈ 4 – Dopo essere subentrato all’intervallo contro la Sampdoria, è chiamato a sostituire Pierozzi anche ad Avellino. La prestazione è disastrosa, con ben poco sprint offensivo e soprattutto due falli futili che gli valgono l’espulsione.
SEGRE 5,5 – Come i compagni, fa non poca fatica a gestire il possesso palla dell’Avellino, che spesso lo porta a commettere fallo. Il gioco del Palermo indubbiamente non ne trae beneficio. (dal 66’ GOMES 5,5 – Non riesce a incidere nelle dinamiche di gara come il tecnico avrebbe voluto)
RANOCCHIA 6+ – Ben lontano dall’ottima prestazione vista contro la Sampdoria, soffre parecchio la pressione avversaria. Nella ripresa, ritrovatosi tutto solo in area, riesce però col sinistro a firmare il pari che riapre la partita. (dall’85’ GIOVANE s.v.)
AUGELLO 4,5 – Ancora una prestazione non ai massimi livelli per l’esterno, che è tra i colpevoli del gol del vantaggio dell’Avellino con una marcatura decisamente blanda sulla coppia Missori-Sounas. Anche in fase offensiva non incide.
L’attacco
PALUMBO 5,5 – In avvio era stato uno dei più propositivi in casa Palermo, ma con lo scorrere del cronometro finisce per adeguarsi alla mediocrità generale. Nel secondo tempo tenta a lungo di fare alzare la sua squadra, ma non sempre ci riesce. Tanto sacrificio e poco altro. (dall’85’ BLIN s.v.)
LE DOUARON 5 – Un’occasione sprecata in avvio e poco altro per il francese, che nella ripresa subisce il possesso palla dell’Avellino e fa fatica a inserirsi nella manovra offensiva. (dall’88’ VEROLI s.v.)
POHJANPALO 6,5 – Bomber glaciale in occasione del calcio di rigore, decisamente meno incisivo nel resto dei 90’. Le occasioni avute oggi si contano sulle dita di una mano, ma quando c’è bisogno la sua presenza c’è sempre.
Avellino-Palermo pagelle: il voto del tecnico
INZAGHI 5,5 – Una partita confusa per il tecnico, che si ritrova a dovere gestire un avversario ostico con qualche assenza di troppo. Per lunghi tratti i rosanero si abbassano e subiscono, la rimonta firmata Pohjanpalo si rivela un’illusione. I cambi degli ospiti non si rivelano incisivi, a differenza di quelli degli irpini.

