Salvatore Aronica riavvolge il nastro della stagione vissuta a Trapani. Il tecnico ha raccontato in esclusiva a Sporticily sensazioni ed emozioni vissute sul filo del rasoio. Il campo e i tribunali – con la pesante penalizzazione di 25 punti – hanno decretato la retrocessione dei granata. Nonostante ciò, il mister palermitano non ha rimpianti. La sensazione, a pochi giorni dalla fine dei giochi, è che sia stato fatto di tutto per fare bene e resta il rimpianto di ciò che si sarebbe potuto realizzare senza le difficoltà societarie. All’orizzonte c’è il futuro, ancora da definire ma con una speranza di rinascita.
Aronica racconta la stagione a Trapani
“È stata una stagione positiva sul piano personale. Abbiamo conquistato 49 punti sul campo. Devo ringraziare il mio staff e la squadra che si è avvicendata nelle due parti della stagione. Quando perdi quattordici giocatori e ne prendi diciassette, ci vuole grande abnegazione. È stato fatto un grande lavoro”. Esordisce così Salvatore Aronica, analizzando con lucidità quanto accaduto nell’annata del Trapani in Serie C, sul campo e non solo.
L’esito del campionato, purtroppo, non è stato un riflesso di quanto di positivo c’è stato. “Ci aspettavamo un epilogo diverso, ma la stagione è stata caratterizzata da una serie di torti giudiziari a cui la società sta cercando di ovviare in tutti i modi. C’è da fare una riflessione ampia su quanto è stato fatto sul piano sportivo e societario. La macchia della retrocessione dà fastidio, ma personalmente non posso dire che non sia stata una stagione ottima”.
Tra penalizzazioni e campo
Le difficoltà che Salvatore Aronica e il Trapani hanno dovuto affrontare sono state tante. Fin dall’inizio della stagione si è partiti con il segno “meno” in classifica. La squadra, però, ha saputo reagire: “Da subito abbiamo visto arrivare deferimenti e punti di penalizzazione. Tutto ciò ha portato diversi giocatori a chiedere di andare via. Le questioni extra-campo hanno distratto e condizionato il rendimento dei ragazzi. Devo comunque fare loro i complimenti, hanno fatto davvero tanto. Anche nel derby di domenica col Siracusa, che sembrava compromesso dopo la discutibile espulsione discutibile, abbiamo sfiorato la vittoria”.
Quanto alle penalizzazioni, l’allenatore aveva già vissuto qualcosa di simile da calciatore. Nella stagione 2006-07, con la sua Reggina, dovette recuperare un -15 prima di salvarsi in Serie A. E ci riuscì. Un passato che lo ha forgiato per l’odissea trapanese: “Ho messo tutta la mia esperienza a disposizione dei ragazzi. La gestione di Walter Mazzarri a Reggio era stata esemplare. Fu un miracolo sportivo, che la gente tuttora ricorda. Ho provato a far capire ai ragazzi che il gap iniziale era recuperabile e così è stato, poi la situazione si è complicata. La squadra però mi ha seguito, ho trovato in entrambe le parti della stagione valori umani e sportivi importanti”.
Le questioni giudiziarie ancora in ballo
Salvatore Aronica, alla fine dei conti, ritiene che il Trapani e Valerio Antonini siano stati oggetto di persecuzione, soprattutto extra-campo. Anche per questo motivo, il presidente è sul piede di guerra. Il tecnico spera ancora in una svolta positiva: “Antonini sta cercando di farsi giustizia, facendo valere le sue ragioni. L’accanimento a livello giudiziario è palese. E anche a livello mediatico, sembrava che tutti auspicassero l’esclusione. Il Trapani ha pagato tutto per filo e per segno, le penalizzazioni sono un paradosso. Ad oggi siamo una delle poche società che hanno pagato tutti gli stipendi. È una situazione che stona, al netto di qualche errore che è stato fatto”.
E con le questioni giudiziarie ancora in ballo, inevitabile chiedersi come vada avanti la lunga e tribolata annata del Trapani. Aronica conferma gli annunci di Antonini e di Volume: la squadra tornerà ad allenarsi con la speranza – chissà – di ritornare in campo: “Abbiamo una settimana di riposo per staccare la spina ma martedì prossimo riprenderemo. Il presidente sta ricorrendo a tutti gli organi di giudizio per provare a fare luce. L’8 maggio c’è un ricorso importantissimo che potrebbe ribaltare tutto. Noi rimaniamo sul pezzo con la speranza che possa succedere qualcosa che faccia venire fuori la verità in favore del club”.
Aronica a Trapani anche in Serie D?
Di certo c’è che Salvatore Aronica esce da questa parentesi di Trapani con delle convinzioni in più: la crescita professionale è stata evidente, così come la consapevolezza personale delle sue abilità. “Sento di avere, oggi, un bagaglio di esperienza importante sul piano umano. Lo dimostra anche il fatto che ho avuto in squadra mio figlio Giovanni. Non è stato semplice, ma mi ha aiutato a crescere. Ho portato avanti i miei concetti senza privilegiare nessuno. Dal punto di vista sportivo, abbiamo fatto 50 punti sul campo, che ci avrebbero fatto disputare i playoff, nonostante mille difficoltà. Mi chiedo cosa avremmo potuto fare se non fosse andata così e nutro tanto rammarico”.
“Questa esperienza – ne è convito il tecnico – mi ha fortificato. Non ho mai pensato di abbandonare la barca, fino all’ultimo ho cercato di condurla in porto. Ci sono state situazioni che non ci hanno aiutato, ma esco con un bagaglio positivo sia da uomo che da allenatore”.
Infine, Aronica ha parlato anche del suo futuro a Trapani. La dirigenza ha auspicato una sua permanenza anche in Serie D. E il tecnico, dal canto suo, non ha voluto escludere questo scenario, mantenendo i piedi per terra nonostante la stagione in Sicilia possa proiettarlo verso altre piazze professionistiche: “Aspettiamo l’8 maggio. Ho un ottimo rapporto con il presidente e con il direttore. Con Antonini ci confrontiamo ogni giorno, con Volume c’è stima reciproca. Vogliono fare valere il mio contratto pluriennale, ripartendo da me. Il Trapani vuole fare un campionato di Serie D da protagonista, se ci sarà la voglia di continuare non mi tirerò indietro”.

