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Trapani, Antonini: “Ho chiesto ad Abodi stop di playout e playoff, c’è un precedente”

Valerio Antonini annuncia la richiesta di blocco dei playout di Serie C. Il presidente del Trapani ha fatto capire di aver avviato tutto l’iter per rimandare la post-season. Al momento non sono previsti gli spareggi per la salvezza, vista l’aritmetica retrocessione dei granata, oltre che di Siracusa e Foggia. L’imprenditore romano, però, vuole andare fino in fondo: “Questa partita riassume la stagione che abbiamo vissuto. Errori arbitrali incredibili, l’ennesima gara che terminiamo in inferiorità numerica. È palese il tentativo di far retrocedere la nostra squadra. Prima della partita ho avuto una lunga riunione con i miei avvocati, abbiamo ufficialmente chiesto la sospensione della disputa dei playout alla Lega Pro. Sono sospesi due pronunciamenti del Collegio del CONI”.

Trapani, l’annuncio di Antonini

Antonini ha riunito una conferenza stampa al termine del derby tra il Trapani e il Siracusa. Il patron della “polisportiva” granata vuole andare fino in fondo. E ha fatto capire che ci sono tutti i presupposti per andare avanti: “L’8 maggio la Corte Tributaria di Trapani si pronuncerà. Abbiamo subito 25 punti di penalizzazione e la Trapani Shark è stata esclusa perché alla base di tutti c’è una clamorosa erronea valutazione della Commissione creata dal Governo. È accertato che l’unico debito delle due società è l’Iva, e non l’Irpef. L’intento palese ed evidente era quello di escludere il sottoscritto dallo sport professionistico nazionale. Sono convinto che persone con tale competenza non possono non riconoscere la gravità di questa situazione”.

“Queste situazioni – prosegue Antonini – creano un rischio patrimoniale alle due federazioni. Abbiamo inoltrato al ministro Abodi che adiremo alle vie legali, per un risarcimento complessivo di 150 milioni di euro. Al suo interno ci sono i 10 milioni che chiederemo all’Agenzia delle Entrate di Trapani. Da ottobre a oggi abbiamo fatto ricorso a undici tribunali sportivi e tutti sostengono che il debito fosse Inps-Irpef, quando le carte parlano chiaramente di Iva. I due pagamenti erano stati sospesi dall’Agenzia delle Entrate”.

Il futuro dello sport a Trapani in bilico

La data dell’8 maggio diventa dunque cruciale. Antonini ha fatto capire che lo sport a Trapani gravita attorno a questa giornata. Nel frattempo, però, l’imprenditore insinua dubbi sul calcio italiano: “In queste ultime ore abbiamo concertato anche la decisione possibile dell’8 maggio. La Corte Tributaria ha in mano il futuro dello sport a Trapani. È stato scritto che ero complice del Gruppo Alfieri, tanto che avremmo dovuto pagare una penale del 150% rispetto alla cifra prevista. Non solo non ero complice, ma ero vittima così come altri imprenditori raggirati. Il castello su cui era costruito questo accanimento si basava sul nulla. Evidentemente c’era un mandante, noi crediamo di averlo identificato. Il cataclisma che sta colpendo il calcio italiano è solo la punta di un iceberg che si sta sgretolando dietro a un sistema colluso. Non si ragiona per evidenze, ma per interessi di chi lo gestisce”.

Poi Antonini passa al contrattacco, con l’obiettivo di difendere il suo operato a Trapani. Il presidente rivela di essere in regola con tutti i pagamenti. E non mancano i riferimenti al Siracusa del suo (ormai ex) amico Alessandro Ricci: “Il Trapani ad oggi ha pagato tutte le scadenze federali, per un importo di 2 milioni e 970mila euro. Non ci sono introiti allo stadio da gennaio, non ci sono introiti da sponsor che non pagano fatture d 4 mesi. Per portare avanti il giocattolo ho versato quasi 1,6 milioni di euro. Abbiamo pagato interamente la scadenza federale, svariate squadre di Serie C non lo hanno fatto, tra cui il Siracusa che da 4 mesi non paga i tesserati. Abbiamo giocato una partita contro una squadra che in un Paese civile non potrebbe giocare. Il Crotone non ha pagato l’ultima scadenza e farà i playoff. Oggi mi ritrovo penalizzato di 25 punti dopo aver pagato tutto”.

Trapani, Antonini attacca ancora Tranchida

Valerio Antonini attacca Giacomo Tranchida senza mezzi termini. Il presidente del Trapani ha sottolineato il cambio di fronte da parte del sindaco. Soprattutto in una fase in cui lo sport trapanese aveva bisogno di sostegno: “Tranchida sapeva che la Trapani Shark si era tramutata da SSD a SRL. Questo fatto ha portato, nel maggio 2025, qualcuno nella federazione a spingermi a trasferire il titolo a Roma. Io, come un coglione, non ho tradito la città di mia moglie e respinsi questa richiesta con forza. Dissi che sarei riuscito a mantenere in vita una concessione valida. Tutto questo ha aumentato in me la sensazione che, senza il supporto della politica locale, quella nazionale ha potuto annientarmi più facilmente, almeno temporaneamente”.

Per il futuro, Antonini ha fatto capire di voler restare a Trapani. In ogni caso, non manca la possibilità di valutare eventuali offerte per la cessione delle due società. Opzione che, però, al momento è da escludere: “Ci sono delle valutazioni che sto facendo sul mio futuro. Alla gente che mi dice di andare via chiedo di portarmi un compratore. Solo in un periodo felice durato pochi anni la politica locale e nazionale erano forti in questo territorio”.

Poi Antonini si rivolge a chi, come lui, crede nella rinascita del Trapani. Il presidente sostiene di avere tutte le carte in mano per ribaltare la situazione. Sia nel calcio che nel basket, la fiducia non manca: “Ai tifosi perbene dico quel che ho detto ai giocatori. Non molliamo di un centimetro. Abbiamo dei legali eccezionali, il Trapani deve riavere almeno 13 punti dalle prossime sentenze. La Fip deve restituire il titolo di Serie A alla Trapani Shark. Non siamo ancora ricorsi al Tar per la sospensione del campionato, lo farò dopo l’8 maggio se il risultato sarà quello che ci aspettiamo. Il campionato è stato falsato da un presidente che ha valori lontani da quelli dello sport”.

Redazione Sporticily
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