Valerio Antonini torna a far sentire la propria voce, con il PalaShark e lo stadio Provinciale di Trapani che sono ancora elemento di discussione. Il presidente della “polisportiva” granata si aspetta che il Comune, nella persona del sindaco Giacomo Tranchida, faccia la sua parte. In particolare per quel che riguarda il palazzetto. Dopo aver avviato la procedura di revoca della concessione, l’Amministrazione comunale sta facendo i conti con le richieste del patron della Shark.
Intervenuto a Telesud durante la trasmissione “Mattino Sud”, Antonini è stato chiaro. Vista la futura revoca della concessione, il Comune dovrà rimborsare le spese sostenute dalla Trapani Shark per la ristrutturazione del palazzetto: “Il Comune deve pagare, altrimenti si verifica un indebito arricchimento. Il sindaco dice di avere dei conti pieni di soldi, quindi che paghi. Porteremo le quietanze così metteremo a tacere le voci per cui non pago nessuno. Prevedo che diranno le casse nel frattempo si saranno svuotate, ma anche in quel caso troverò la soluzione per aiutare il Comune”.
Trapani, Antonini vuole stadio e PalaShark
Qualora si verificasse la soluzione appena svelata, Valerio Antonini ha già pronta la soluzione. L’imprenditore romano, infatti, sarebbe pronto ad acquisire il PalaShark. Questa la sua controproposta: “L’unica soluzione è quella di vendermi e intestarmi il palazzetto. Così si chiude la partita, anche se il Comune ha un debito nei confronti della Trapani Shark che sarebbe superiore al valore della struttura. Sono pronto a consentirgli di investire in altre situazioni per la città, quei fondi che dovrebbe dare a me”.
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Anche lo stadio Provinciale rappresenta un oggetto del contendere per Antonini, seppur con “antagonisti” diversi. In questo caso è il Libero Consorzio ad aver avanzato pretese che, secondo il presidente del Trapani, sono assurde. E anche in questo caso il capitolino ha tutto pronto per rispondere e controproporre: “Sarò molto più duro in questo caso con il Comune. La convenzione di 30 anni l’aveva fatta, ma con questo atteggiamento Tranchida si è tagliato le mani da solo. Si tratta di un vero e proprio caso di truffa, mercoledì emetterò una fattura da 3,3 milioni di euro. Se non mi pagheranno faremo il decreto ingiuntivo con richiesta di pignoramento cautelativo. Anche qui propongo al Libero Consorzio di chiudere la partita e anche in questo caso di cedermi lo stadio. Anche lì ci studiamo come gestire le differenze”.

