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Antonini: “Esclusione Trapani Shark illeggittima, chiederò annullamento Serie A”

Valerio Antonini torna a parlare e fa il riassunto della situazione in casa Trapani e Shark. In questi giorni l’imprenditore romano aveva mantenuto il silenzio, dopo la tanto attesa data dell’8 maggio. Ora, però, le novità che arrivano sul fronte del caso che riguarda Massimo Cellino e il vecchio Brescia, lo riportano sulla cresta dell’onda. E c’è stata la possibilità di approfondire proprio la questione relativa alla squadra di basket. L’esclusione avvenuta all’inizio del 2026, secondo il presidente, sarebbe illeggittima.

Trapani Shark, il punto della situazione di Antonini

Valerio Antonini è intervenuto con una lunga diretta su Facebook. Il presidente del Trapani ha ricostruito i fatti che riguardano il caso del Brescia di Massimo Cellino. E spuntano due possibili ipotesi: “Questa ricostruzione demolisce l’impianto accusatorio della giustizia sportiva. I documenti dell’Agenzia delle Entrate vengono usati a convenienza, ovvero per condannare. Se le cose andranno come ci aspettiamo, i nostri avvocati potranno ripercorrere due strade. La prima è la negoziazione per ottenere determinati risultati imminenti con Figc e Fip. La seconda è l’azione civile di risarcimento danni e la richiesta al Tar Lazio e al Tar Sicilia dell’annullamento di Serie A di basket e Serie C di calcio”.

Poi Antonini passa all’analisi delle singole situazioni, partendo dalla Trapani Shark. Non manca l’attacco al presidente federale Gianni Petrucci. Ed emergono dettagli incredibili secondo il presidente granata: “Fino a ottobre tutte le normative sulla gestione finanziaria delle società sportive professionistiche erano in campo alla ComTec. Petrucci sentenziò ai nostri danni senza contraddittorio, dicendo che la responsabile era la commissione indipendente, ma erano balle”.

La questione sconfina sulla Germani Brescia. La Leonessa eliminò la Trapani Shark nelle semifinali playoff della scorsa stagione. Antonini ha portato a galla la questione relativa al passaggio del titolo sportivo dalla vecchia società a quella attuale: “L’attuale Pallacanestro Brescia viene da un caso di truffa ai danni dell’Agenzia delle Entrate. Questa situazione ha portato alla creazione di una società parallela che ha acquisito il titolo sportivo di Brescia. Così Ferrari si è salvato il culo e ha evitato il fallimento grazie al Lodo Petrucci. Fip e commissione indipendente sono responsabili e ci daranno un sacco di soldi”.

L’arbitro Lanzarini e i playoff con Brescia

Il racconto di Valerio Antonini sulle vicissitudini della Trapani Shark prosegue. Dalle parole dell’imprenditore emergono dettagli legati al momento dell’esclusione dal campionato. Tutto torna ancora una volta a quella semifinale playoff contro Brescia: “Julio Trovato mi disse che volevano dare penalizzare la Shark. La Fip, solamente leggendo l’atto in cui si scriveva che ero complice di Alfieri e senza verificarlo, mi dà la penalizzazione. In gara2 mandarono ad arbitrare Lanzarini, che per la prima volta nella storia ha espulso un presidente, cioè me”.

“Mi mandarono Lanzarini ad arbitrare contro Napoli – prosegue Antonini – , prima che iniziassero i playoff. Arbitrò in maniera impeccabile, non sbagliò nulla. Dopo la partita parlai con Repesa e gli dissi che la cosa non mi convinceva. Prima di gara2 contro Brescia mi chiamò Valeriano D’Orta (il direttore sportivo, ndr) svelandomi che era stato designato Lanzarini. Vi assicuro che avevo pensato seriamente di non mandare la squadra in campo, in quanto sapevo che il mandato di sbatterci fuori era chiaro. Ebbi con l’arbitro uno scontro acceso durante la partita, ma non ricevetti neanche un deferimento. In gara3 ci fu il record di 51 tiri liberi per Brescia”.

Valerio Antonini svela che l’epilogo di quella semifinale tra Trapani Shark e Brescia lo ha lasciato amareggiato. E non mancano altre invettive verso il sistema basket in Italia. Secondo il presidente, il movimento resta in crisi: “Mi sono sentito preso per il culo. Per me lo sport è tutt’altra cosa, è esaltazione del merito. Vince chi merita, non chi è più forte, più ricco o chi ha l’arbitro a favore. Facciamo parte di un sistema totalmente errato. Per questo motivo la Nazionale non vince nulla, la Fip è indebitata fino al collo e le società di Serie A non fanno un euro di profitto”.

Antonini e la “nuova” Trapani Shark

Si arriva poi alla stagione successiva, la terza di Valerio Antonini e della Trapani Shark. L’inizio è a dir poco movimentato. La situazione si complica, ma l’imprenditore romano svela alcuni dettagli scottanti: “A ottobre ho scoperto che stavo pagando nuovamente con il codice relativo all’Iva. L’Agenzia delle Entrate di Trapani mi dice che non ci sono problemi, ma sul tema dell’Iva non potevano esserci risposte. Così mandiamo una Pec all’Ade per chiedere se il debito che stavamo pagando era Iva o Irpef. La risposta arriva il 29 dicembre e ci viene detto che il debito era Iva”.

Il racconto di Antonini prosegue con il rimbalzo di linea tra i vari uffici dell’Agenzia delle Entrate. Nel frattempo la Trapani Shark, attraverso i propri legali, ha inviato un nuovo documento che potrebbe cambiare le carte in tavola: “Nella notte tra il 29 e il 30 dicembre scoppia il casino. L’Agenzia delle Entrate di Roma chiede a quella di Trapani di cambiare l’atto. In meno di 24 ore è stato rettificato quel che loro stessi hanno scritto. Abbiamo inviato una Pec in questi minuti, con la nota ufficiale in cui si legge che la Trapani Shark aveva compensato due volte lo stesso F24, per cui si era generata una plus di 200mila euro che potevamo utilizzare presso l’INPS per compensare crediti e debiti relativi al ‘caso Alfieri’. Abbiamo ridepositato il Durc ufficiale di giugno e di ottobre, che non esisterebbe se la posizione INPS non fosse regolare”.

Si parla anche di altri soggetti, che sarebbero al centro dei giudizi ai danni dei granata. Antonini sottolinea il giro di poltrone e il comportamento di alcuni componenti dei tribunali: “Tale Marco Lucente viene nominato presidente del Tribunale Fip, con la scusa dell’urgenza. Prende il posto di Federico Romagnoli che viene spostato in Procura Federale. Chi ha giudicato il nostro caso si è occupato di tante situazioni strane, come il caso Rimborsopoli che poi è caduto nel dimenticatoio. Il segretario generale Fip Bertea mi aveva dato la possibilità di tesserare Latini come coach, ma la LBA ha negato questa opzione”.

Redazione Sporticily
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