L’esperto giornalista sportivo Giuseppe Pastore ha le idee chiare sulla stagione di Serie B appena conclusasi con le promozioni di Venezia e Frosinone e che vede ancora alcune squadre, tra cui Palermo e Catanzaro, sfidarsi ai play-off per l’ultimo posto disponibile in massima categoria. Il noto volto di Cronache di Spogliatoio ne ha parlato in una intervista a Pianeta Serie B, sottolineando che le differenze tra le due competizioni si sono ad oggi affievolite, con i match come quello della semifinale tra rosanero e giallorossi che si avvicina agli scontri salvezza di Serie A. E se qualcuno pensa che la squadra di Filippo Inzaghi sia super favorita, ai suoi occhi, sbaglia.
Il pronostico di Giuseppe Pastore su Catanzaro-Palermo
Giuseppe Pastore ha voluto elogiare innanzitutto il Catanzaro. “Ho visto i giallorossi l’altra sera e tranquillamente 5/6 calciatori di Aquilani farebbero i titolari in Serie A in una squadra come la Cremonese, anche se in condizioni particolari. Se dai determinati calciatori ad allenatori con determinate caratteristiche, infatti, non è detto vadano bene. Il Catanzaro però ha un’attitudine molto più da Serie A rispetto al Palermo, anche se i calciatori rosanero sono più forti. Nell’immaginario collettivo si pensa che Monza e Palermo abbiano giocatori più pronti per la massima categoria perché l’hanno già fatta, ma non è detto che sia così”.
E sulla semifinale play-off, la cui gara di andata si disputerà domani al “Ceravolo”: “La Serie A non gode di ottima salute e si è avvicinata al livello della Serie B: partite anche di squadre importanti non sono più godibili e di livello più alto proprio come ritmo rispetto a un Catanzaro-Palermo, ad esempio”.
Il parere sul City Group
Infine, Giuseppe Pastore ha parlato anche delle proprietà straniere in Serie A e Serie B, sebbene senza citare direttamente il City Group: “Ad oggi le proprietà straniere si trovano a prendere tra le mani squadre in territori in cui le risorse economiche locali non hanno magari la forza per poter portare avanti dei progetti. Così ci ritroviamo ad avere questi gruppi che in giro per il mondo hanno quattro o cinque squadre e prendono le sorti delle realtà nostrane non sempre in maniera molto rispettosa della cultura e della tradizione calcistica di quel paese. Ci sono dei modus operandi che vogliono stravolgere, come nel caso del Como”, questo il parere del giornalista.

