Jannik Sinner ha debuttato al meglio negli Internazionali BNL d’Italia a Roma. Tuttavia il suo impatto con i campi del Foro Italico è avvenuto con un collega siciliano. Il suo nome è Alessandro Ingarao, classe 1999, che gli ha fatto da sparring partner per un allenamento. Il tennista siracusano ha spiegato come è nata questa idea: “Loro avevano richiesto uno sparring e il player desk mi ha chiamato dicendomi che c’era la possibilità di allenarmi con Jannik. Ovviamente ho accettato subito. Sicuramente il livello di attenzione era molto alto, perché vuoi fare bene, vuoi sbagliare poco, vuoi essere utile. Però ero tranquillo perché non dovevo dimostrare niente. Lui mi conosce, Simone mi conosce, sanno chi sono e come gioco”.
Alessandro Ingarao e l’allenamento con Jannik Sinner
Alessandro Ingarao ha fatto capire di aver già incrociato in più occasioni Jannik Sinner. Il tennista siracusano non vanta precedenti con il numero 1 al mondo. Tuttavia, ha avuto modo di vederlo crescere sui campi: “Lui è un 2001, io sono un 1999, non siamo lontani come età. Abbiamo giocato tanti tornei Under insieme. Ci siamo incrociati diverse volte e anche l’anno scorso agli Internazionali ci eravamo visti. C’è sempre stato uno scambio di battute tra noi, non siamo degli estranei, quindi non era certo come allenarsi con uno che non hai mai visto”.
Ma com’è andato l’allenamento tra Alessandro Ingarao e Jannik Sinner? La testimonianza diretta arriva proprio dal giocatore siciliano. In un’intervista rilasciata per il sito degli Internazionali, l’aretuseo ha raccontato sensazioni tecniche ed emotive: “In realtà ero abbastanza tranquillo. Una mia caratteristica è sempre stata quella di essere piuttosto freddo nelle varie situazioni di gioco. E poi il fatto di conoscere già Jannik mi ha aiutato molto. Siamo partiti sul Campo 5, poi ci siamo spostati sul Centrale. Lui veniva da tre giorni di riposo, quindi la prima mezz’ora è stata soprattutto di warm-up e per trovare ritmo. Poi abbiamo iniziato a lavorare sulle variazioni di palla: una più pesante, una più dritta, cambiando continuamente. Alla fine è uscita un’ora e quaranta di allenamento di buona qualità”.
La vita e la carriera di un “non professionista”
Alessandro Ingarao ha svelato alcuni dettagli legati a Jannik Sinner. Nello specifico ha risposto così, alla domanda sulla qualità che lo ha colpito di più del numero 1 al mondo: “La continuità nella qualità. Gioca sempre una palla lunga, pesante, precisa, vicino alla riga. Ma soprattutto mi ha impressionato il modo in cui arriva sulla palla. Anche dopo spostamenti non banali, sei o sette metri, riesce comunque a fermarsi e colpire in equilibrio come se fosse fermo. Non perde mai stabilità”.
Il siracusano ha raccontato anche come è cambiata la sua vita e la sua carriera. Attualmente Ingarao è al 799° posto del ranking ATP. Tuttavia ha deciso di frequentare i tornei Open: “È successo un po’ per caso. Venivo da un infortunio pesante alla spalla, ero stato fermo quattro mesi. Mi stavano per scadere tanti punti e avrei dovuto chiedere il ranking protetto. Invece con il mio team abbiamo deciso di fare qualche Open e poi i Campionati a squadre in Germania per capire come stavo. Ho iniziato a vincere, vincere, vincere. Poi mi sono preso anche i Campionati Italiani di Seconda”.
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Ma cosa cambierebbe Alessandro Ingarao dei suoi anni precedenti, se potesse? Il tennista siciliano svela di ritenere tardivo il suo addio alla sua terra. Dal punto di vista della carriera, forse, qualcosa sarebbe cambiato: “Forse avrei lasciato Siracusa prima. E probabilmente avrei giocato più tornei Junior. Ne ho fatti pochi ma ero arrivato comunque intorno al 240 Itf. Magari con più continuità avrei avuto anche qualche sostegno economico in più”.

