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Addio a Igor Protti: l’ex Messina aveva 58 anni, fu “l’erede” di Schillaci

Il mondo del calcio italiano e siciliano piange Igor Protti: l’ex attaccante del Messina è morto all’età di 58 anni. Ammalatosi di tumore, lo Zar (come fu soprannominato) non è riuscito a sconfiggere la malattia. A darne l’annuncio è stata la famiglia, che ha così voluto ricordare su Instagram il proprio caro: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.

Grande bomber a degli anni ’80-’90, Protti vide svoltare la propria carriera in Sicilia, da cui partì un’avventura sfavillante. Con una caterva di gol a corredo delle centinaia di partite giocate.

Addio a Igor Protti: bomber di professione, a Messina la svolta

Igor Protti è nato a Rimini il 24 settembre del 1967, muovendo poi i suoi primi passi nel mondo del calcio proprio nella squadra biancorossa. In quegli anni incontrò un emergente Arrigo Sacchi e un allenatore che cambiò la sua carriera in maniera definitiva: Giuseppe Materazzi. Il tecnico, papà anche di Marco (campione del mondo 2006), lo lanciò in Serie C1 nel 1983-84, guidandolo poi sia nel Messina che nel Bari (dove arrivò addirittura a vincere la classifica cannonieri in Serie A, nel 1995-96).

Il triennio in Sicilia fu il punto di svolta nella carriera di Protti. Dopo aver fatto registrare buoni numeri con il Livorno (altra squadra del suo cuore) e con il Virescit Bergamo, approda nel 1989 a Messina. L’eredità nella biancoscudata è pesante, perché c’è da sostituire un bomber di razza come Totò Schillaci. Ma Protti non si scoraggia e anzi, al primo anno fa registrare 15 gol tra Serie B e Coppa Italia, mettendo in mostra le sue doti da bomber.

Negli altri due anni il Messina si aggrappa al suo bomber, ma non basterà per evitare la retrocessione nel 1992. Da qui il passaggio a Bari e l’esplosione completa. Nel quadriennio pugliese nasce il Trenino del gol, che porta i biancorossi in Serie A e Protti a vincere il titolo cannonieri con 24 centri. Poi le esperienze più o meno felici con Lazio, Napoli e Reggiana tra massimo campionato e Serie B, prima della scelta di cuore. Nel 1999 sposa nuovamente il progetto Livorno, che in 5 anni passa dalla Serie C1 alla A. Protti entra così nel cuore dei tifo amaranto, passando il resto della sua vita proprio in Toscana.

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La carriera da dirigente e la scoperta della malattia

Chiusa la carriera con 257 gol in 669 partite, e con ben 4 titoli di capocannoniere tra Serie A, B e C1, ha lavorato poi come dirigente. Dapprima al Tuttocuoio, come direttore sportivo della squadra guidata dal suo personalissimo gemello del gol, Cristiano Lucarelli. L’altro uomo che ha garantito al Livorno la promozione in Serie A nel 2003-04.

Poi Protti aveva deciso di fare una nuova scelta di cuore, ripartendo ancora dalla piazza toscana quando cadde in Eccellenza a cavallo tra 2021 e 2023. Centrato l’obiettivo di riportare gli amaranto quantomeno in Serie D, Protti poi lasciò la squadra per dedicarsi ad altro.

A luglio del 2025 scopre di essere malato di cancro e comincia subito le cure, ma il destino gli ha riservato un altro percorso. Negli ultimi mesi era apparso in pubblico raramente, tra cui una commovente presenza allo stadio Picchi di Livorno, ad agosto 2025. Quello stesso stadio che in queste ore accoglierà la salma dell’attaccante. La redazione di Sporticily esprime il proprio cordoglio alla famiglia di Igor Protti, un bomber che non sarà dimenticato.

Redazione Sporticily
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