Parte tutto da lì, dal coraggio. Nelle trame di quel concetto si trovano le radici di un bel percorso. Il viaggio di un club, di un gruppo, di una squadra. Quello del Castellammare è un’avventura fatta di zero voli pindarici e obiettivi concreti (la salvezza), pochi soldi e tante idee. Nel tentativo di trasformare tante belle scommesse in certezze costruite e consolidate. Oggi, quelli che in estate potevano essere solo sogni lontani, stanno diventando piano piano tasselli di una realtà bellissima. Ragazzi che non partono come favoriti per un posto al sole, tutt’altro. Ragazzi che nelle prossime dieci giornate si giocheranno la possibilità di sognare i playoff nonostante un Favara ancora troppo lontano, anche per il più quotato US Mazara 46.
Quella al termine della trasferta di Sciacca (terminata 0-1 per i ragazzi di Mione) è l’immagine perfetta. I giocatori con lo staff e il direttore Castronovo che cantano e ballano in favore di telecamera, all’interno dello spogliatoio (come dopo ogni successo d’altronde). Un’unione profonda. Che si ripete il sabato nella loro casa al Giorgio Matranga, dove nessuno passa da oltre un anno e dove prima Pro Favara e poi Nissa dovranno passare per giocarsi una fetta di promozione in Serie D. Sarà la città, una storia che si sta scrivendo, è il legame unico con i tifosi, che finalmente si stanno avvicinando al club del loro paese. Castellammare è una delle isole felici del calcio siciliano, dove idee, giovani e coraggio prendono forza su ammassi di figurine e nulla più. Semplicemente l’incontro tra il bianco e l’azzurro che travolge il resto.
Il percorso del Castellammare quarto in Eccellenza
L’ambizione, il coraggio e la voglia di emergere hanno in loro tante sfumature. La forza di volontà e il sacrificio. Problematiche dalle quali rialzarsi e la consapevolezza di chi si è e di cosa si vuole. La fatica e la dedizione, coordinate fedeli per ogni grande sogno. E c’è un po’ di Castellammare in tutto questo.
Nella sua storia degli ultimi anni, nella storia di questa stagione. Una storia recente che ha toccato con mano la realtà del camminare al fianco dei giganti grazie alla forza di credere nei propri giovani. Il doppio balzo all’indietro dall’Eccellenza alla Prima Categoria senza passare dalla Promozione nel 2013, il ritorno nella Serie B siciliana nel giro di 12 mesi ed il playoff vinto con il Gangi per il passaggio nel massimo livello regionale a maggio 2018, dove da sei stagioni milita la compagine della provincia di Trapani. E poi, passo dopo passo, il consolidamento di un cammino che ha portato fino ad oggi.
La partenza a luglio con parte della gestione sportiva affidata un dirigente esperto, astuto e dalle grandi capacità diplomatiche come l’avvocato Giovanni Castronovo. Il percorso coincide con l’ennesima conferma del Sir Alex Ferguson di Castellammare, Giuseppe Mione, non solo per i risultati. Quelli, come spesso capita, sono solo la prova più tangibile e visibile di qualcosa d’altro. L’immagine di una mentalità e di una convinzione diversa. La squadra è solida, coesa e presente contro ogni avversario. Porta a casa punti e, soprattutto, prestazioni. E con le prestazioni si costruiscono le imprese, come quelle di trovarsi al quarto posto a quota 35 punti ed a -1 dal Mazara 46. “Sognare la conquista dei playoff finché matematica non ci separi”, pare la frase più azzeccata.
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Rosa lunga, giovane e forte
Grazie alle sue capacità diplomatiche e negoziali, alla sua riconosciuta competenza calcistica, al suo eccellente background professionale, Giovanni Castronovo è riuscito ad assolvere all’arduo compito di creare una squadra lunga e piena di potenziale, nonostante il poco budget, al fianco del ds Giuseppe Norfo. Con la preziosa collaborazione della proprietà, i due dirigenti hanno puntato forte sul tecnico Mione, a Castellammare da oltre un decennio, supportandolo in ogni frangente e mettendone in risalto qualità concettuali, gestionali e tattiche. La preparazione e le idee di Giuseppe Mione, di giornata in giornata stanno producendo un calcio sempre più propositivo, sciorinando sincronismi fluidi e oleati in entrambe le fasi di gioco, esaltando le peculiarità dei singoli funzionali all’espressione organica del collettivo.
Il ritorno del portiere Di Paola, l’esplosione del bomber classe ’99 Bah (9 reti), la stagione di livello di Calagna e Caronia, la linea verde composta da Taibi, Cinà, Mattia Terranova, Caiozzo e Frisella, il rendimento di Lampo e Milana, l’usato sicuro che ha spostato gli equilibri con arrivi di Messina e Tarantino, la conferma di Danilo Terranova, la consacrazione ad alti livelli di Manuel Ganci (6 gol). Sono solo alcune delle felici intuizioni firmate dal binomio Castronovo-Norfo, elementi decisivi ai fini del conseguimento della salvezza giù praticamente acquisita a dieci giornate dalla fine, nonostante un budget a disposizione non particolarmente ingente. Molti di questi calciatori costituiscono attualmente tangibile patrimonio del club trapanese, in ottica presente ed in prospettiva futura.

