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Catania, Lucarelli: “Picerno ha vinto con un tiro, meglio mangiare me**da ora che dopo”

Cristiano Lucarelli è decisamente deluso per la partita persa dal Catania sul campo del Picerno. Al netto delle occasioni avute per segnare, prima e dopo la rete decisiva di Gallo, al tecnico non è piaciuta la prestazione degli etnei. Queste le sue parole a fine gara: “È stata una brutta partita sia da parte nostra che da parte loro. Abbiamo avuto almeno 4 gol nitide ma continuiamo a fare fatica nella costruzione dal basso. Si è vista la differenza tra noi e una squadra in fiducia come il Picerno”.

L’analisi da parte di Lucarelli a fine gara si fa un po’ più colorita poco più avanti. Il tecnico si dice pronto a metterci la faccia per primo, di fronte a un periodo così complicato sul piano dei risultati: “Preferisco mangiare la merda adesso, per poi arrivare a fine stagione in una posizione di classifica consolidata. In questa fase del campionato sono disposto anche a subire critiche, anche le più feroci. Mi assumo tutte le responsabilità per la sconfitta di oggi”.

Catania, Lucarelli risponde sul mercato

Dopo il ko di Picerno, viene chiesto a Lucarelli se il Catania interverrà sul mercato degli svincolati. Una possibilità che non viene esclusa dal tecnico: “Stiamo facendo alcune valutazioni interne per capire la cosa più giusta da fare. Al momento abbiamo due slot disponibili. Stiamo facendo valutazioni su Di Carmine e sulle sue condizioni fisiche dopo la gara di oggi. Furlan non ha giocato perchè aveva la febbre”.

Più in generale, Lucarelli ritiene che il suo Catania non abbia nulla di meno rispetto all’attuale quarta forza del campionato. “Non mi sembra che il Picerno faccia calcio champagne – dichiara il tecnico – . Ha tirato una sola volta e ha vinto la partita. Oggi non abbiamo mostrato quel che abbiamo preparato in allenamento. Bisogna considerare che ci sono gli infortuni e che nessuno vede gli allenamenti. Io sono disponibile ad aprire la prima seduta settimanale, così vedete come stanno le cose e quali sono le condizioni in cui lavoriamo”.

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