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Siracusa, Ricci: “Stop a squadra sotto la curva, ci sto mettendo soldi e faccia”

Alessandro Ricci, presidente del Siracusa, ha voluto dire la sua sul momento della squadra e sul rapporto teso col tifo organizzato. In un’intervista rilasciata a PianetaSiracusa, il massimo dirigente aretuseo ha allontanato i venti di polemica sorti dopo il derby contro l’Avola. Ma allo stesso tempo ha comunicato una dura presa di posizione contro il tifo organizzato, o almeno con una parte di esso. Perché sarebbero capitati incresciosi fatti che hanno portato la società ad allontanare la squadra dagli ultras.

Siracusa, Ricci: “Complimenti all’Avola, non commento decisioni arbitrali”

Il presidente del Siracusa prova ad analizzare quanto accaduto dentro e fuori dal campo nell’ultima partita: “Credo che la partita con l’Avola si è caricata di troppe aspettative. Non sono sicuramente un siracusano, ma credo che il derby storico sia col Catania. Non credo comunque di poter recriminare nulla contro il mister e la squadra, salvo qualche piccola défaillance. La squadra ha espresso il calcio che il mister ha cercato di imporre”.

Per Ricci la partita del Siracusa è stata tutt’altro che negativa. Almeno in certi frangenti: “Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, si sono aperti spazi di gestione più consoni. È brutto parlare di una sconfitta, figlia di episodi particolari che hanno visto il nostro portiere fare qualche sbavatura. Non commento le decisioni arbitrali, ma prendere gol su calcio da fermo dopo aver rimontato per ben due volte è stato difficile. Faccio comunque i complimenti all’Avola e al presidente, che mi ha accolto in maniera elegante”.

Prosegue Ricci: “Il nostro percorso continua, sin qui è stato importante. I cori allo stadio, gli sfottò ci stanno. Non credo che la dirigenza dell’Avola abbia fatto qualcosa di particolare, al netto di un dirigente. Evitiamo di fare polemiche inutili, che possano accendere alcune problematiche”.

Ricci: “Serve una presa di posizione contro i criminali, non fanno il bene del Siracusa”

Il tema centrale però di buona parte dell’intervista è incentrata sulla querelle tra Ricci e i tifosi del Siracusa. E il patron non usa parole leggere: “I tifosi hanno diritto di contestare e commentare contro una linea societaria. Sempre che questo rimanga nei limiti del rispetto e dei valori. Mi rincresce dover stigmatizzare ancora una volta il comportamento di alcuni pseudo-tifosi dei gruppi organizzati. Quando sono arrivato, sono stato aggredito davanti agli occhi della polizia da un elemento che ha cercato di colpirmi dentro l’abitacolo. Se questi sono i tifosi del Siracusa, i gruppi organizzati non potranno vantarsi di questi elementi. Gli ultras non sono mai stati limitati nelle loro forme di protesta, ma tutto deve rimanere nell’alveo del rispetto”.

Tali comportamenti, avranno delle ripercussioni. Già dai prossimi incontri: “Non vorrei che padri di famiglia e professionisti, che si sfogano sui social, possano giustificare certi comportamenti. Ho provveduto a comunicare allo staff e ai giocatori che dalla prossima partita non saranno più autorizzati ad andare sotto i settori del tifo organizzato. Ciò finche non verrà fatta una presa di distanza netta contro questi delinquenti che non fanno il bene del tifo organizzato e neanche del Siracusa“.

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Ricci: “Stiamo provando a rilanciarci, non era mai successo in passato”

Ricci torna poi su quello che è successo lo scorso anno, con il ritorno in C trasformatosi da festa a incubo: “Fermo restando che mi scuso ancora una volta per quanto successo lo scorso anno, ci sto mettendo i soldi e la faccia. Stiamo uscendo da un periodo complicato, cosa che è successo in passato. Perché voglio ricordare che dopo le precedenti retrocessioni dal professionismo, la squadra non veniva mai iscritta. Ci stiamo adoperando per questa stagione di transizione, che possa portarci ad una seria ricostruzione”.

Ora si cerca una via per tornare in alto: “L’anno scorso si sono concatenate una serie di fattori che non ci hanno permesso di pagare tutte le scadenze per tempo. L’idea di non iscrivere la squadra non è mai passata per la mia mente. Abbiamo sempre pensato a rilanciare il progetto Siracusa, già il 4 maggio scorso. In quella circostanza chiamai Cacciola, offrendogli due anni per riportare la squadra dove merita”.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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