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Messina, avv. Tortorella: “Nessun legame col caso contratti, ecco i tempi del ricorso”

Il Messina risponde con durezza alle accuse emerse sul caso contratti, che ha provocato una penalizzazione di ben 20 punti. La questione è ormai nota: ai giallorossi viene contestata la firma illegittima su diversi contratti da parte di Stefano Alaimo. Allora, il presidente giallorosso era infatti stato inibito e non avrebbe potuto firmare alcunché. Ma questa è una situazione che precede, e di tanto, l’avvento di Racing City Group e di Justin Davis. Questa è la posizione dell’avvocata del Messina Flavia Tortorella, intervistata dalla Gazzetta del Sud per indicare la linea difensiva del club.

Messina, avv. Tortorella: “Cesura tra vecchio e nuovo, i fatti precedono l’affiliazione”

L’avvocata Tortorella, insieme al collega Vizzino, compone il collegio difensivo del Messina. La prima cerca di spiegare la posizione del club peloritano: “I soggetti coinvolti il 30 ottobre dal procedimento del TFN non hanno alcun collegamento con l’attuale proprietà del Messina. La società presente oggi è stata chiamata a rispondere di illeciti commessi dalla precedente governance, da cui noi abbiamo ereditato, attraverso una procedura tra l’altro amministrata giudiziariamente, il titolo sportivo”.

Prosegue la legale: “Sostanzialmente c’è stata una cesura tra il nuovo e il vecchio che avrebbe commesso l’illecito, condizionale d’obbligo visto che l’accertamento condotto dal Tribunale non è definitivo. Il nuovo soggetto, all’epoca dei fatti, non era nemmeno affiliato alla Figc. I fatti contestati precedono non sono l’acquisto del titolo e l’affiliazione, ma addirittura la parentesi della liquidazione giudiziale. Siamo di fronte a un’incolpazione che non abbiamo condiviso non solo per quantità, ma per qualità. Mancano ragioni per fondare una responsabilità disciplinare anche da ‘trascinamento occulto, nessuno era a conoscenza di questi fatti”.

In pratica, non ci sarebbe stato un certo interessamento al Messina se si fosse venuti a conoscenza di queste problematiche. Davis ha portato invece una ventata di aria fresca che rischia di essere spazzata via: “Se la nuova proprietà fosse venuta a conoscenza di queste o altre problematiche, probabilmente non si sarebbe premurata di acquisire il ramo sportivo, spendendo tantissime energie anche economiche, in un progetto che ancora oggi con forza si sta cercando di “trasferire” agli organi di giustizia federale”.

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“Si rischia paralisi dei titoli sportivi, ci si accollerebbe colpe al buio”

L’avvocata Tortorella mette in luce le pretese che il Messina porterà avanti nelle sedi opportune: “Puntiamo al riconoscimento dei principi di governo in materia di responsabilità disciplinare, che è personale. Chi viene chiamato a rispondere, deve avere in concreto compiuto l’illecito o rispondere per immedesimazione organica. C’è anche da ricordare che, a settembre 2026, c’è stata una sentenza dello stesso Tribunale che ha messo per iscritto che la revoca del titolo sportivo a una società entrata in liquidazione giudiziale. Questo fa cessare a tutti gli effetti l’efficacia nell’ordinamento, sportivo e negli altri ambiti giuridici”.

Le fasi del procedimento saranno però variegate. E non tutte brevi: “Entro 10 giorni dal 30 ottobre, il giudice di primo grado dovrà depositare la sentenza, a seguito della quale noi avremo 7 giorni di tempo per definire l’atto d’appello. Entro 15 giorni andrà indicata la data dell’udienza e celebrato il procedimento d’appello. Il secondo grado dovrebbe concludersi entro la prima decade di dicembre. Poi ci potrebbe essere il collegio di garanzia, nel caso in cui la corte federale non dovesse accogliere le nostre ragioni. In quel caso i tempi sono più lunghi, si potrebbe aspettare un paio di mesi”.

La legale spiega i rischi di un’azione simile. “Contesteremo sia la quantità sanzionatoria di chi avrebbe commesso l’illecito, rispetto ai giocatori che hanno patteggiato, ma anche di una società terza che quegli atti li ha solo ereditati. I civilisti stanno studiando l’aspetto che riguarda il procedimento che viene portato avanti dalla FIGC, validando l’iscrizione anche dagli organi di vigilanza di matrice federale. Qualcuno dovrà spiegare come sia possibile che la mano destra e la mano sinistra non convergano sullo stesso esito. Si rischia una paralisi dei titoli sportivi. Nessun imprenditore si avvicinerà più a questo sport, si rischia l’accollo di una responsabilità al buio”.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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