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Virtus Verona, una favola targata appartenenza: Fresco allenatore da 41 anni

Dopo il 12-0 rifilato alla Bassa Anaunia, il Palermo alza il livello dell’avversario nella seconda amichevole estiva e si prepara ad affrontare la Virtus Verona del presidente e allenatore Luigi Fresco. La formazione veneta milita nel campionato di Serie C Girone A e rappresenta per certi versi un esperimento calcistico unico nel panorama nazionale. È a distanza di più di vent’anni dal Chievo dei miracoli una nuova compagine veronese che potrebbe imporsi (e lo ha in parte già fatto) agli onori della cronaca.

Virtus Verona, l’avversaria del Palermo in amichevole

La dicitura completa della squadra che affronterà in amichevole il Palermo è Virtus Vecomp Verona, legata al quartiere veronese di Borgo Venezia. La formazione nasce nel 1921 e la sua storia potrebbe apparire simile in certi aspetti a quella del Chievo Verona, altra squadra di borgata risalita dai livelli inferiori del calcio italiano fino alla Serie A. Solo che alle spalle non c’è la grande azienda dolciaria a sostenere l’ascesa. La formazione, sostenuta da certi valori, si appoggia alle forze locali che vogliono sostenere la squadra.

Luigi Fresco, il presidente allenatore della Virtus Verona

Alla guida della Virtus Verona non c’è un grande imprenditore, ma un uomo di calcio che con competenza e grande tenacia ha portato questa squadra tra i professionisti. Il suo nome è Luigi Fresco, per tutti Gigi. Un uomo che ha legato praticamente tutta la sua vita a questa squadra dato che dal 1977 ad oggi è sempre figu-rato nei quadri societari e non solo. Infatti prima ha ricoperto vari ruoli all’interno del settore giovanile, poi nel 1982 prende la guida tecnica della squadra e allo stesso tempo la presidenza. Di fatto, Fresco è l’unico allenatore e presidente attualmente attivo nei campionati professionistici italiani.

Una longevità tecnica da record (entra nella sua 41^ stagione da allenatore per il 62enne), anche se per stessa ammissione di Fresco ogni tanto ha pensato di auto-esonerarsi. Idee sempre poi accantonate, anche perché i risultati gli hanno sempre dato ragione. Infatti, la Virtus Verona ha giocato tutti i campionati dilettantistici italiani, con Fresco autore di ben 5 promozioni dal 1982-83 al 2005-2006. Proprio il 2006 sarà l’anno in cui la Virtus Verona si affaccia a palcoscenici più elevati, partecipando per la prima volta in Serie D.

L’approdo tra i professionisti e il sogno (sfiorato) della Serie B

Per una squadra dalle limitate capacità un traguardo simile poteva già sembrare tanto, ma non certo per le ambizioni di Fresco. Il presidente-allenatore ha deciso di puntare al bersaglio grosso del professionismo, centrato con tenacia e perseveranza grazie alla vittoria nel playoff di Serie D nel 2012-13. L’approdo in Lega Pro Seconda Divisione (l’ex Serie C2) non durerà più di un anno, dato che al termine di quello la squadra retrocederà.

Ma Fresco ha ricostruito un gruppo vincente e ha riportato la Virtus Verona nel 2017/18 tra i professionisti, stavolta nella Serie C unica. Una cavalcata storica, che l’anno scorso poteva regalare un’ulteriore impresa eroica, ovvero l’assalto alla Serie B. Una stagione chiusa al sesto posto in classifica (il migliore da quando è in Serie C) e con un ottimo piazzamento per la zona playoff. Dopo le vittorie con Novara e Padova, però, la cavalcata della Virtus si è interrotta solo di fronte al Pescara di Zdeněk Zeman.

La seconda squadra e tanti calciatori “famosi”

La Virtus Verona ancora oggi si affida alle parole di un altro storico presedente, proprio colui che lasciò il testimone a Luigi Fresco. Sinibaldo Nocini fu il primo, dal 1957 al 1981, a credere davvero nel progetto Virtus Verona. Un progetto che aveva al centro un’idea: “È fondamentale, anche attraverso la pratica agonistica, creare degli uomini, se poi nascono anche degli atleti meglio ancora. È importante soprattutto far divertire i ragazzi appunto attraverso il gioco”.

Per fare questo la società rossoblù si è proiettata in avanti, mantenendo ben salde le radici sul territorio. Un esempio su tutti è la creazione di una seconda squadra, A.S.D. Polisportiva Virtus. L’unica società insieme, di fatto, alla Juventus che ha creduto in questo tipo di progetto e l’unica ad averlo fatto pur non navigando nel mare dorato della Serie A.

Una squadra che serva a far crescere giovani prospetti non solo in campionati di pari età, come la Juniores, ma che possa mettere già in discussione il loro talento in tornei probanti. Uno dei giocatori della Polisportiva farà parte quest’anno della Prima Squadra: Christian Odogwu, fratello di Raphael (anche lui ex virtussino) balzato agli onori della cronaca per la stagione strabiliante del Sudtirol.

Il giovane Christian potrà allenarsi con giocatori che hanno conosciuto la Serie A come Juanito Gomez (ex Hellas) e Andrea Nalini (ex Crotone) e magari usufruire ancora dell’eterno Emil Hallfredsson (attualmente svincolato ma che discute il rinnovo coi rossoblù). Tutta gente pronta a rimettersi in gioco a qualsiasi età pur di continuare a divertirsi dietro ad un pallone. E chissà che il giovane Odogwu non possa essere protagonista di un nuovo capitolo di questa favola chiamata Virtus Verona.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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