Valerio Antonini non lascia, ma raddoppia. L’imprenditore romano non sembra volersi accontentare di approdare a Palermo per far giocare il Trapani al Velodromo “Paolo Borsellino”. Ora il suo nuovo obiettivo sembra essere quello di puntare a entrare anche nel Palazzetto dello Sport di Fondo Patti. L’impianto è al centro di lavori di ristrutturazione e di ammodernamento, dopo aver versato in stato di abbandono negli ultimi anni. La situazione è in costante miglioramento, come ribadito questa mattina dal sindaco Roberto Lagalla. Il primo cittadino, oltre ad aver confermato l’arrivo dei granata per il campionato di Serie D, ha fornito aggiornamenti importanti sulle altre infrastrutture sportive della città.
E un palazzetto dello sport rinnovato come quello di Fondo Patti, non può non fare gola a chi intende fare sport ad alti livelli. Un po’ quello che ha fatto Valerio Antonini nei tre anni di gestione della Trapani Shark. E proprio la prospettiva di ripetere la breve ma significativa epopea degli “squali” granata anche nel capoluogo siciliano, alletta e non poco l’imprenditore romano.
Antonini chiama Lagalla per il Palazzetto dello Sport di Palermo
E così Valerio Antonini, non appena ha sentito le dichiarazioni rilasciate da Roberto Lagalla, non si è lasciato sfuggire l’occasione. Con il suo consueto post sul profilo Facebook, l’imprenditore romano ha invitato a un tavolo tecnico il sindaco di Palermo. L’obiettivo è quello di capire le prospettive relative all’utilizzo del Palazzetto dello Sport di Fondo Patti.
Antonini si è espresso così, facendo capire di essere pronto a interessarsi alla gestione del Palazzetto dello Sport di Palermo. E nel suo breve post, non manca un attacco alle istituzioni di Trapani, che prima hanno contribuito alla chiusura del progetto tecnico Shark, per poi “invitare” l’imprenditore romano a lasciare la città. “Caro Sindaco, sul palazzetto siamo pronti a discutere e sederci. E trovare soluzioni condivise e portare la grande pallacanestro. Dimostriamo che in Sicilia non tutte le istituzioni sono quelle trapanesi e che gli imprenditori possono venire in Sicilia e non essere vittime di estorsioni, truffe che abbiamo subito”, ha scritto.

