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Trapani, Antonini: “Stadio Provinciale, ricatti dal Libero Consorzio. Stanno umiliando la città”

Valerio Antonini torna all’attacco del Libero Consorzio di Trapani per la questione relativa allo stadio Provinciale. Il presidente del club granata è apparso in una delle sue consuete dirette su Facebook. Dalle sue parole emergono nuovi dettagli relativi al comportamento di LTC a proposito del canone e della concessione dell’impianto. Una nuova presa di posizione che non fa altro che aumentare la spaccatura tra le parti.

Valerio Antonini contro Libero Consorzio, nuovo round

Antonini in avvio di diretta ha voluto ricordare ancora una volta gli investimenti fatti per lo stadio Provinciale di Trapani. Un impegno al quale non ha fatto seguito il supporto da parte del Libero Consorzio: “Nel 2023 mi sono fidato di una persona che purtroppo oggi non c’è più, il compianto presidente Cerami. Prese con me impegni che non ha potuto portare avanti perché è venuto a mancare. Questo contenzioso non sarebbe mai dovuto esistere. Quando trovi un imprenditore che investe 3 milioni per un impianto fatiscente, quindi in favore della comunità, ci si sarebbe aspettato altro. Siamo in un Paese in cui le imprese private vengono viste come un problema. Mi è stata fatta in ogni modo una guerra politica, talmente chiara non c’è più bisogno di spiegazioni”.

La richiesta fatta dal Libero Consorzio è ritenuta clamorosa da Antonini. LTC, infatti, ha proposto un raddoppio del canone per la concessione dello stadio Provinciale di Trapani. Il tutto, secondo il presidente, senza fornire spiegazioni adeguate: “Ci è stato imposto di raddoppiare il canone da 130mila a 260mila euro l’anno, una roba vergognosa. Una richiesta non giustificata in alcun modo, che serviva a strozzare un imprenditore privato e imporgli le loro condizioni. Ho già denunciato questo atto di estorsione alle autorità competenti. Questa tecnica è stata portata avanti attraverso lettere con tanto di minacce scritte. Qualcosa di mai visto da parte di un ente pubblico”.

Questione di PEC

Come se non bastasse, il duello tra Valerio Antonini e il Libero Consorzio si è spostato sul piano dialettico. Si passa infatti alla tanto chiacchierata lettera inviata in giornata da LTC. Un documento che ha fatto balzare dalla sedia l’imprenditore: “Oggi (ieri, ndr) ho ricevuto una PEC tramite il mio avvocato. In primis si scriveva che io come presidente non potevo rivolgermi al Libero Consorzio, ma poteva farlo solo il mio legale. Da una parte hanno cercato di apparire come soggetti interessati a riaprire un dialogo. Dall’altra parte, invece, hanno pugnalato lo sport trapanese in maniera definitiva”.

Antonini ha confermato di aver presentato domanda di iscrizione al campionato di Serie D. Tuttavia, il club che parteciperà alla prossima stagione difficilmente giocherà a Trapani. E il colpevole, secondo l’imprenditore, è solamente il Libero Consorzio: “In queste ore ho presentato l’iscrizione al campionato. Ho fatto tutti i bonifici degli stipendi restanti a tutti i giocatori rimasti. Ho iscritto la squadra del Trapani, ma in una città che non è Trapani. Il Libero Consorzio ha il merito di tutto questo, a Trapani le istituzioni lavorano contro la legge e lo fanno con una sfrontatezza mai vista”.

Le richieste del Libero Consorzio ad Antonini

Ma quali sono le richieste che il Libero Consorzio ha fatto al Trapani e ad Antonini? L’imprenditore romano le svela una per una: “Integrale pagamento preventivo dei debiti per le utenze elettriche e gas, quantificate dagli uffici dell’ente. Questo importo viene aumentato di mese in mese per giustificare un presunto debito. Lo stadio sarebbe utilizzabile solo per le partite, con esclusione espressa di ulteriore utilizzo dell’impianto per altre attività. L’utilizzo per gli allenamenti potrà essere concordato. Il pagamento anticipato sarebbe stato quantificato in 1.000 euro al giorno”.

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“Il ricatto di oggi – prosegue Antonini – consiste nel pagamento di utenze che non si sa quali sono. Vogliono il pagamento anticipato per le partite e per gli eventuali allenamenti. Non viene riconosciuto nessun lavoro dalla società e si va avanti con il contenzioso legale. Abbiamo superato ogni limite, mi sento umiliato in quanto cittadino onorario di Trapani. Di questa situazione scandalosa se ne sta parlando in tutta Italia. È un’umiliazione nei confronti della città e della tifoseria, ma se lo stanno permettendo perché ai tifosi non interessa nulla”.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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