Valerio Antonini celebra il grande inizio della sua gestione a Trapani. Il patron, intervistato durante una trasmissione su Telesud, ha svelato il segreto del successo fin qui ottenuto: “Il 2023 si è concluso in maniera straordinaria. Abbiamo mantenuto le promesse di inizio anno, con due squadre in testa ai rispettivi campionati, record su record e una partecipazione del pubblico senza precedenti. L’elemento chiave del successo di questi primi sei mesi di presidenza sia il ritrovato entusiasmo che io assaporo ogni giorno”.
Trapani, il bagno di folla di Antonini
Antonini ha anche parlato dell’affetto che la gente di Trapani riversa nei suoi confronti. Una popolazione che sta rialzando la testa, soprattutto sul fronte sportivo: “Serse Cosmi disse che Trapani è una delle poche città in cui i presidenti sono più importanti dei giocatori. Credo di potergli dare ragione, a volte faccio fatica a girare per la città. Non credo che ci sia mai stato un imprenditore che di sua iniziativa ha investito così tanti soldi a livello sportivo e di strutture, rendendo un servizio alla comunità. Oggi la gente viene a vedere le partite in impianti di qualità, e nel caso del palasport anche ristrutturato interamente. È per la città un senso di rivalsa dopo tanti anni in chiaroscuro, non solo a livello sportivo”.
Il presidente della “polisportiva” granata ha fatto tanto anche sul piano delle infrastrutture. Inoltre ha smentito chi ha parlato di una fretta eccessiva nel portare avanti alcuni lavori: “Quando si fanno le cose velocemente, a volte si rischia di sbagliare. Credo che questo rappresenti l’eccezionalità di quel che abbiamo fatto, sapendo di rischiare di sbagliare ma con criterio. In questi mesi abbiamo dato fondo a tutte le nostre disponibilità di soldi, di tempo e di energia. Non abbiamo mai avuto paura di sbagliare perchè c’era la consapevolezza di quel che facevamo”.
Nel segno di Maradona
Ma come nasce il successo e la crescita di Valerio Antonini come imprenditore? Il numero uno del Trapani svela le sue fonti di ispirazione: “Ho avuto due mentori straordinari. Uno è Francesco Casillo che rappresenta il suo gruppo e ora è una delle prime aziende al mondo nel suo settore. Mi ha dato la grande opportunità di sedermi ai tavoli che contano. L’altro è stato Diego, che ha capito e si è fidato di quel che io gli avevo progettato, ossia sfruttare le sue conoscenze politiche nel mondo latino-americano per vendere grano in quei territori. E siamo diventati i primi esportatori di grano in certi Paesi”.
Proprio la sua mentalità imprenditoriale spiccata porta Antonini a parlare di una città in difficoltà. Per questo fa capire che i suoi investimenti non possono non sconfinare dall’aspetto sportivo: “È impensabile fare sport a certi livelli in una realtà come quella che ho trovato al mio arrivo. La città ha bisogno di una trasformazione in tanti aspetti che sono stati abbandonati negli anni in maniera imperdonabile. Trapani è bellissima ma non ha il settore turistico sviluppato, non ci sono alberghi di livello. Immaginare che si possa fare la Serie A senza certe infrastrutture è impensabile. Da imprenditore ho lavorato su asset che possano portare profitti in grado di investire nel mondo dello sport”.
Trapani e Antonini, una cosa sola
Cosa serve a Trapani e al Trapani per esplodere? Sicuramente il punto di partenza sono le infrastrutture. A partire dallo stadio: “Per andare in Serie A – dice Antonini – c’è bisogno di uno stadio da almeno 16.000 posti e una serie di facilities. Oggi non c’è nulla. Io ho già fatto un miracolo nel ristrutturare e ammodernare l’impianto che c’è oggi. È un primo passo, quasi obbligatorio per dare immagine e voce al mio progetto. Ora entriamo nella fase 2, un completo restyling degli impianti per portarli a 18/19.000 posti a sedere. Ci saranno un centro commerciale, ristoranti e tante altre cose che rendano tutto ciò una grande opportunità industriale e di ricavi per la società, da reinvestire per restare sempre in Serie A”.
Non solo calcio, visto che con Antonini è nato il progetto Trapani Shark. Il patron ha sottolineato la passione nata per questo sport. In questo caso il merito è di chi va sul parquet e vince, a volte anche stravince: “In questo momento io mi sento un trapanese a tutti gli effetti. Faccio il tifo per la mia squadra, soffro per la mia squadra. Quando vedo le partite vivo per due ore in estrema sofferenza. Mi sto appassionando al basket perchè i ragazzi mi fanno appassionare giocando ad altissimi livelli e con una scioltezza imbarazzante. Io ho sempre detto che vincere conta, ma la possibilità di battere record rende immortali”.
Le stoccate al Siracusa
Si parla poi del cammino del Trapani Fc, primo in Serie D Girone I. E non mancano le stoccate al Siracusa, protagonista nel calciomercato di gennaio con alcuni ex giocatori del Catania, come Sarao e De Luca. “Abbiamo fatto 15 vittorie e due pareggi – dice Antonini – , ma il Siracusa sta dando il massimo. Mi è stato detto che sta ottenendo l’aiuto esterno di Laneri che sta portando alcuni scarti dal Catania. In passato ci ha chiesto di lavorare con noi, ma noi eravamo già ben rappresentati da Andrea Mussi. Stanno tentando di darci del filo da torcere, così è più bello. Ho provato grande godimento nell’andare via imbattuto da Siracusa. Li aspettiamo al ritorno, metterò un premio partita da far venire la pelle d’oca ai miei giocatori. Quella sarà la partita in cui dovremo vincere il campionato, strabattendoli perchè siamo più forti e abbiamo un progetto molto più importante”.
Si chiude con un quesito: Valerio Antonini è presuntuoso? L’imprenditore laziale risponde così: “Non è presunzione dire che sei più forte. Se io spendo il triplo degli altri, sono più forte perchè è così. Poi ci sono momenti in cui chi è meno forte vince, ed è bello così. Ma 9 volte su 10 il più forte vince. Non sopporto di sentirmi dire che sono presuntuoso”.

