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Valerio Antonini, chi è imprenditore che vuole Trapani: Samb, Palmese e business con Maradona

A Trapani si discute più di questioni extra campo che di altro: nelle ultime ore i granata sono stato accostati al nome dell’imprenditore Valerio Antonini, tanto che in molti si stanno domandando chi è. Il futuro societario dei siciliani in questo momento è senza dubbio incerto. Con la salvezza ormai messa in cassaforte e i play-off – seppure di relativo valore – ancora alla portata, la squadra di Alfio Torrisi ha ormai poco da chiedere al campionato di Serie D. Le lotte tra il socio di maggioranza Marco La Rosa e quello di minoranza Michele Mazzara tuttavia non danno le certezze che la piazza vorrebbe.

È per questo motivo che ci si sta guardando intorno in attesa di nuovi potenziali investitori. La figura di Valerio Antonini, CEO di Quanton Commodities Ltd, azienda specializzata nella compravendita internazionale di cereali, non è in tal senso nuovo nel mondo nel calcio: in passato è stato accostato a Palmese e Sambenedettese, oltre ad avere tentato di avviare un business con Diego Armando Maradona.

Chi è Valerio Antonini, l’imprenditore che vuole comprare il Trapani

Chi è Valerio Antonini? Nato a Roma, l’imprenditore lavora da tempo nel mondo del commercio globale di materie prime agricole. Con un esperienza di oltre 20 anni e una collaborazione con il gruppo Casillo, Antonini avrebbe scelto diversificate linee di business in questo settore, specializzandosi nel Commodities Trading. Nel 2020 ha fondato Quanton Commodities Ltd, che opera appunto in questo campo. Da quanto comunicato dalla stessa azienda, questa nel 2022 ha un fatturato di “oltre 300 milioni di euro, con oltre 1,7 milioni di tonnellate di prodotti agricoli scambiati”.

In un’intervista rilasciata all’edizione palermitana de La Repubblica, Antonini ha prospettato il suo piano per rilanciare il Trapani: “Vorrei stabilirmi definitivamente in questa città, perché potrebbero nascere dei progetti legati al turismo. Questo, però, è il futuro. Il presente è che oggi (ieri, n.d.r.) andrò da un notaio, costituirò una ‘srl’ con sede a Trapani, e depositerò la somma di denaro necessaria per due stagioni agonistiche”.

L’idea sarebbe quella non solo di rilevare la società (una prima offerta da 500.000 € sarebbe stata rifiutata), ma anche di acquistare lo Stadio Provinciale e la vecchia società dal tribunale fallimentare. Tutto questo per tornare in B in tre anni. Un progetto certamente ambizioso, ma da capire quanto effettivamente realizzabile. Questo, comunque, non è il primo tentativo che Antonini fa per entrare nel mondo del calcio.

Antonini e il tentativo con la Palmese

Il nome di Valerio Antonini è legato a quello di uno dei primi imprenditori stranieri pronti ad investire nel mondo del calcio italiano. È l’agosto del 2003 quando Zichai Song arrivò in Italia per acquistare la Palmese (squadra campana, attualmente in Serie D). In quel periodo la formazione rossonera militava in C2, alle porte del calcio professionistico italiano.

Song, manager cinese venuto dalle campagne della Manciuria, avrebbe dovuto portare i suoi capitali nel Bel Paese per investire nel calcio. Colui il quale lo introdusse in questo mondo fu proprio l’imprenditore italiano. Il numero uno di Quanton Commodities Ltd si presentò come “procuratore” di questo uomo d’affari cinese, che tuttavia aveva già alle spalle una condanna a venti anni per frode.

In pochi mesi alcuni affari finiti male e una gestione poco chiara (con stipendi non pagati per diversi mesi ai calciatori) fecero sì che già in ottobre, il duo italo-cinese fosse costretto a vendere la maggioranza delle quote della squadra per mancanza di fondi. Con reciproco scambio d’accuse sulla fine di questa esperienza e i due praticamente mai visti a Palma Campania durante il loro periodo di “presidenza”.

Antonini e il business con Maradona

Sempre nel 2003, Valerio Antonini e Zichai Song tornarono alla ribalta perché associati alla figura di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. La storia venne ricostruita da alcuni articoli de La Repubblica dell’epoca. Non si sa bene come il tutto sia nato il tutto. I due uomini d’affari e il Pibe de Oro si misero d’accordo per creare un business in Cina. Il progetto sarebbe stato quello di creare una linea d’abbigliamento e scuole-calcio da far gestire al grande campione. Addirittura si parlò di un contratto cinquantennale (avete capito bene) di collaborazione tra le parti.

Ma lo stesso Maradona fece fatica a ricevere anche solo una parte dei 675.000 € degli accordi preliminari stipulati con Antonini e Song. Alla fine anche questo tentativo finì con un buco nell’acqua, con i due nuovamente pronti a scaricare sull’altro la colpa del fallimento. Questo però non intaccò il rapporto creatosi tra l’imprenditore romano e il Pibe de Oro. Un rapporto che proseguì praticamente fino alla morte del campionissimo, avvenuta nel 2021. Tanto che in più di un’occasione i due sono stati ritratti insieme in diverse fotografie.

Antonini e il colpo andato a vuoto con la Sambenedettese

Dopo un lungo silenzio, il nome dell’imprenditore è tornato alla ribalta delle cronache sportive a febbraio di quest’anno. Stavolta Valerio Antonini ha tentato l’acquisto della Sambenedettese, storica squadra marchigiana con un passato in Serie B. Oggi i rossoblù militano in Serie D, ma versano in cattive acque e vivono con lo spettro di un nuovo fallimento dopo quello del 2021. Antonini ha presentato un’offerta di 500.000 € per rilevare il 100% delle quote societarie proprio tramite Quanton Commodities Ltd.

Ma sono subito emersi due ordini di problemi: da parte della cordata guidata da Antonini si voleva maggiore chiarezza sullo stato debitorio della Sambenedettese. L’offerta sarebbe stata infatti valida solo in un caso: se il presidente dei rossoblù, Roberto Renzi, si fosse accollato la copertura totale dei debiti accumulati dalla società.

Contemporaneamente, è stato effettuato il pignoramento delle quote societarie da parte del Tribunale di Roma, richiesta dal gruppo Tempo alla Garigliano srl, società che detiene la maggioranza delle quote. Ciò di fatto ha bloccato qualsiasi trattativa di cessione societaria. Se a questo si aggiunge anche lo scetticismo dei tifosi marchigiani all’avvento dell’imprenditore, si può ricostruire un quadro non certo idilliaco. Adesso Valerio Antonini ci riprova col Trapani. Sarà la volta buona?

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