Valerio Antonini non ci sta e passa al contrattacco. Il presidente del Trapani è stato al centro di una nuova inchiesta, condotta e pubblicata nell’edizione di ieri di Repubblica. L’imprenditore romano, dunque, ha voluto replicare con uno speciale andato in onda ieri sera su Telesud. Ecco il primo estratto: “C’è una campagna diffamatoria intrapresa da due giornalisti qualche giorno fa. Nonostante ci siano state smentite sulle loro dichiarazioni e sui loro giudizi, il fatto che io li abbia denunciati e abbia smascherato le loro bugie li ha indotti ad alzare il tiro. La prima cosa che mi chiedo è: cui prodest?”.
Trapani, Antonini non ci sta
La replica di Valerio Antonini all’inchiesta pubblicata ieri è secca e netta. Il presidente del Trapani vuole dare sostanza alle sue parole, partendo dalla figura di Gianluigi Torzi come presunto ‘mandante’ di questa attività diffamatoria nei suoi confronti. Questa è la spiegazione del patron granata: “È stato citato con dovizia di particolari. Torzi è stato condannato perchè parte di un’associazione a delinquere nei confronti del Vaticano. Dice di vantare un credito nei confronti della mia ex società, ma sono menzogne. Nell’articolo sono stati citati i debiti, ma non i crediti nonostante fossero nella stessa pagina del bilancio”.
Antonini ha anche aggiunto il fatto che la lettura dei bilanci non è stata fatta nel modo corretto. L’imprenditore romano sostiene che tutto ciò sia stato fatto in maniera volontaria: “Fa specie che chi ha scritto l’articolo non sappia leggere i bilanci e non conosca le regole d’ingaggio in Inghilterra. Lì i bilanci sono facili anche nella lettura e c’è grande velocità nella condanna delle società che lasciano debiti. La società, quando l’ho venduta, non aveva alcuna posizione di debito. Il Delta tra crediti e debiti era positivo, c’erano addirittura dei soldi sui conti correnti. È stato commesso un danno nei confronti del giornale, oltre che dell’ambiente trapanese”.
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Riflessioni sul futuro
Valerio Antonini, che preannuncia ricorso alle vie legali contro chi ha prodotto l’inchiesta, prosegue nella sua replica. E lo fa ribadendo il suo impegno per Trapani: “Sono stati citati creditori con l’importo più basso, perdipiù condannato, e non gente che vantava crediti più alti. È stata fatta diffamazione, non mancherò di agire in via legale nei loro confronti. L’obiettivo è stato quello di screditare chi sta investendo nel territorio, forse spinti da un mandante che ritengo essere Torzi. Inoltre viene fatto attraverso informazioni mendaci. Questo non è giornalismo”.
Infine Valerio Antonini fa capire di essere stanco di tutto questo. Tanto da non aver escluso di allontanarsi da Trapani. Forse in maniera definitiva: “Le istituzioni non hanno mai perso un minuto per esprimere solidarietà nei confronti di una persona che hanno nominato cittadino onorario. Ho investito tempo e risorse per portare due squadre fallite rispettivamente in cima alla Serie A di basket e tra i professionisti nel calcio. Evidentemente ho sbagliato città. Io e la mia famiglia faremo delle riflessioni a fine stagione. Potrei lasciare la città e limitarmi a venire a vedere le partite allo stadio, lasciando a persone fidate la gestione di tutto. Oppure potrei vendere tutto. Se devo continuare una guerra giornaliera con questi sciacalli, non ha senso continuare”.

