Christian Terlizzi gioca d’anticipo e presenta Palermo-Sampdoria. L’ex difensore, oggi allenatore delle giovanili della Roma, ha parlato ai microfoni di Sporticily della gara che vedrà di fronte rosanero e blucerchiati nel turno preliminare dei playoff di Serie B. Una sfida dal sapore agrodolce per il doppio ex, visto come sono andate le esperienze con le due squadre. Con la casacca delle Aquile ha giocato per tre stagioni, conquistando la promozione in Serie A e i primi accessi alle coppe europee, arrivando fino in Nazionale. La parentesi a Genova, invece, si è chiusa in breve tempo per problemi fisici. L’ex difensore non ha mai dimenticato il calore di entrambe le piazze, elemento chiave per questo confronto in programma al “Renzo Barbera”.
Terlizzi: “Da Palermo e Sampdoria mi sarei aspettato di più”
In vista della sfida di venerdì, Christian Terlizzi ha ammesso di essere un po’ deluso dal percorso in campionato delle due squadre che si apprestano ad affrontarsi nei playoff di Serie B. “Mi sarei aspettato di più quest’anno da Palermo e Sampdoria. La squadra doriana è arrivata ai playoff facendo l’80% del campionato nelle zone basse della classifica. Sono stati bravi in società a continuare a scommettere su Andrea Pirlo. L’allenatore ha avuto modo di dimostrare il suo valore grazie alla continuità data al progetto. Il tutto nonostante le difficoltà durante il percorso”.
Anche la controparte non è riuscita a dare il meglio di sé. “Per il Palermo il discorso è quasi simile a quello della Sampdoria. Anche se, va detto, la zona retrocessione non è mai stata sfiorata. I rosanero hanno veleggiato nelle zone medio-alte della classifica. Si è passati dall’uscire dalla zona playoff ad andare ad un passo dal secondo posto. Lì è venuto a mancare lo zampino della squadra importante. Per entrambe, era lecito aspettarsi un campionato al vertice dato il blasone”.
Terlizzi: “Palermo più solido della Sampdoria, fattore campo importantissimo”
Palermo-Sampdoria è una “finale anticipata dei playoff”, sottolinea ad ogni modo Christian Terlizzi. “Credo che i siciliani abbiano qualcosa in più in questi playoff. Nell’arco del torneo di Serie B ha mostrato maggiore solidità ed ha tenuto uno standard alto. Era normale, però, attendersi qualcosa in più da queste formazioni a bocce ferme. Per me dopo il Parma c’erano Palermo e Sampdoria, si sarebbero dovute giocare la promozione diretta sino alla fine. Un po’ come nel caso del Venezia col Como“.
E sul pronostico: “In questa sfida playoff è difficile dire chi possa avere la meglio. Entrano in gioco tanti aspetti, dal blasone alla costruzione delle squadre, sino alla posizione in classifica (che dà dei vantaggi). Anche gli stadi sono importanti: il Renzo Barbera o Marassi sono due impianti importantissimi, in due piazze fantastiche. Chiunque passerà il turno potrà far leva sul fattore campo. Nella sfida che ci sarà sappiamo che la Samp avrà un cospicuo seguito di tifosi. Allo stesso tempo il tifo rosanero esploderà nel proprio stadio. È la storia del Palermo e dei suoi tifosi”.
LEGGI ANCHE -> Playoff Serie B tabellone: calendario e accoppiamenti, si inizia con Palermo-Sampdoria
Terlizzi e l’esperienza a Palermo: “In rosanero anni fantastici”
Christian Terlizzi ha vissuto gli anni d’oro del terzo millennio del calcio siciliano. Tanti anni divisi tra Palermo, Catania, Trapani nel periodo di storia migliore della loro storia. C’è chi lottava per l’Europa e chi sfiorò la promozione in Serie A, ma tutte le formazioni diedero lustro al movimento calcistico regionale. L’ex difensore ricorda con emozione quegli anni: “L’esperienza da calciatore a Palermo è stata fantastica, sia perché ero giovane che per le scalate che abbiamo realizzato. Abbiamo perso per poco la possibilità di andare in Champions League, andando comunque in Coppa Uefa (oggi Europa League, ndr)”.
Tanti i ricordi positivi dell’ex centrale difensivo in rosanero. I 7 gol realizzati nel 2005-06 lo fecero diventare un punto di riferimento per la fase offensiva dei siciliani. Ma l’ex calciatore ricorda altri momenti, belli e brutti ma comunque emozionanti: “Ricordo l’Udinese di Luciano Spalletti e Totò Di Natale che ci batté 1-5 in casa e andò in Champions al posto nostro. Sfiorammo l’impresa. Quando sei giovane e vivi tutto questo non ti rendi conto subito di quanto hai fatto. Ma dopo lo rivivi costantemente dopo, quando senti la gente ripercorrere quegli anni con gli occhi lucidi. Sono degli attimi unici e fantastici”.
Terlizzi: “Corini trattato male, non se lo meritava. Non sempre è colpa del mister”
Tra i compagni di Christian Terlizzi in quell’esperienza a Palermo c’era anche Eugenio Corini. Il capitano che era salito in Curva Nord dopo la promozione e che aveva guidato i rosa verso l’Europa. Per l’attuale allenatore delle giovanili della Roma, il Genio avrebbe meritato un trattamento differente: “Corini l’ho sentito dopo l’esonero. È un amico e, come si dice, gli amici si vedono nel momento del bisogno. Per me vale quanto detto prima per Pirlo: io non lo avrei esonerato. Anche se si deve capire cosa c’è all’interno dello spogliatoio e questo lo può sapere solo la società. C’è una cosa che però non mi è piaciuta: ho sentito che i tifosi ce l’avevano con Eugenio. Per gratitudine, delle volte, sarebbe meglio stare zitti. Corini è stato un calciatore importantissimo per Palermo, sia per mentalità che per attaccamento alla maglia”.
L’ex difensore sottolinea anche una cosa che sembra spesso passare in secondo piano, ovvero la responsabilità dei calciatori: “È ovvio che se giochi e non fai bene si crei qualche malumore, ma sarebbe stato altrettanto normale che i tifosi rosanero potessero perdonargli un po’ tutto. E poi, se le cose non vanno bene, non è sempre colpa dell’allenatore. Sono i giocatori che vanno in campo: com’è possibile che se le cose vanno bene è solo merito dei calciatori e se vanno male è colpa del tecnico? Sono loro gli artefici nel calcio, sono loro che (a certi livelli) devono aver assimilato certe conoscenze”.
Terlizzi: “La fase difensiva spetta a tutti, anche Neuer sbaglia”
E a proposito delle conoscenze che un gruppo squadra deve assimilare, Christian Terlizzi si focalizza sulle responsabilità in merito ai gol subiti. Anche in questo caso sarebbe troppo semplice scaricare la colpa sul singolo difensore o su un portiere: “Il reparto difensivo viene troppo spesso interpretato come la sola linea arretrata. Ma, oggi più di prima, la fase difensiva deve essere letta in maniera collettiva. Quando una squadra prende gol non è sempre colpa del singolo difensore, tranne in alcune vistose circostanze. Se un attaccante spara alto un tiro non succede quasi nulla; se un difensore buca un intervento o un anticipo prendi gol”.
Non basta avere una certa esperienza, che possono avere gente come Mirko Pigliacelli, Fabio Lucioni o Pietro Ceccaroni. L’errore (e quindi il cattivo giudizio) sono dietro l’angolo. Il doppio ex spiega anche perché: “Anche in Champions League ci sono questi errori, tipo quello di Manuel Neuer dopo aver fatto dieci miracoli. Poi gli sfugge il pallone, prendi gol e perdi la finale. Ma è anche vero che la fase difensiva si fa con tutta la squadra, a partire dagli attaccanti. Poi se è un calciatore di spessore a fare l’errore viene visto in maniera diversa rispetto a un ragazzo meno pronto. Purtroppo, visto da fuori, il calcio è più facile”.
Terlizzi: “Alla Sampdoria dalla gioia agli infortuni, quest’anno poche certezze”
Tornando al presente, le difficoltà avute dalla Sampdoria quest’anno in campionato sono di altra natura rispetto a quelle del Palermo. I doriani hanno cominciato il 2023-24 con grandi dubbi sul loro futuro societario e questo può aver influenzato la mente dei tifosi: “I blucerchiati hanno dovuto cominciare la stagione con pochissime certezze. Non c’era un presidente, si parlava di fallimento: non è facile tutto questo. Chi accetta, come Pirlo in quanto allenatore oppure i giocatori, in poco tempo rischia di perdere ogni punto di riferimento. Delle volte meglio partire con la certezza di essere passati da un fallimento per ripartire piuttosto che l’incognita di sapere quello che sei. Non sai dove andare a parare, con chi rapportarti e poi finisce per diventare la cosa più importante. Anche più di scendere in campo, passando giornate a parlare di altro”.
Infine, Christian Terlizzi ripercorre anche la sua breve e poco fortunata esperienza con la Sampdoria. Il suo passaggio a Genova doveva consentirgli di giocare stabilmente e mantenere aperte le speranze di convocazione con l’Italia. Ma in poco tempo tutto cambiò: “Vissi un inizio stagione fantastico e poi i cinque mesi più brutti della mia carriera. Passai dall’avere un figlio e raggiungere la Nazionale italiana a fermarmi per due ernie alla schiena. Sono stato fermo un anno per operarmi ed ho perso tutto, sportivamente parlando. Purtroppo in pochi mesi è cambiato radicalmente tutto. Ahimè, nel calcio gli infortuni fanno parte del gioco”.

