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Sorrentino: “Palermo, classifica non mente ma City Group in linea coi programmi”

Tra gli intervenuti alla Palermo Football Conference 2024 c’è anche Stefano Sorrentino. Oggi commentatore sportivo, è ricordato in città come uno dei più forti portieri ad aver vestito il rosanero. Sorrentino ha giocato nel Palermo 120 partite, diventando anche capitano della squadra. Inoltre, l’ex estremo difensore fu uno dei protagonisti della promozione dei record dell’annata 2013-14 e della salvezza del 2015-16. Stagioni che hanno legato indissolubilmente Sorrentino alla piazza di Palermo.

Sorrentino: “Palermo? La classifica non mente, contro il Venezia poteva andare diversamente”

Sorrentino, come anche altri intervenuti a questa conferenza, ha provato a spiegare il periodo no del Palermo. “Difficile dare un giudizio oggettivo al momento del Palermo da fuori. Si è passato in poco tempo da Cremona, in cui con una vittoria la squadra era seconda, ad oggi che sono lontani 8 punti da quella posizione. La Serie B è un campionato lungo e complicato, dove si devono vincere tante partite, cosa che non è capitato. Probabilmente è questo il livello del Palermo, la classifica non mente”.

“Magari oggi i siciliani non riescono ad esprimere il loro potenziale”, prosegue l’ex portiere. “Nell’ultima partita, dopo 30 minuti il Venezia era sopra di due gol, dopo che il Palermo aveva attaccato tanto. C’erano state diverse occasioni, poi raddrizzare le partite non è sempre semplice. Ci sono tante partite, ma il Palermo deve sperare che qualcuno crolli. La società ha sempre dichiarato che l’obiettivo erano i playoff, l’importante è che dall’interno sappiano ciò che serve”.

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Sorrentino: “Tante difficoltà senza leader, cambiare cultura sugli esoneri”

Forse, una delle carenze maggiori, è quella di leader che guidino la squadra oltre le difficoltà: “Con alcuni ci ho giocato contro, altri non li conosco. Giocare a Palermo non è semplice, sembra chiaro che manchi qualche leader come ero io. Nei momenti difficili ci si aspetta che qualcuno si sobbarchi queste necessità. Delle volte è un boomerang, io l’ho fatto tante volte e mi sono preso le mie responsabilità. Certo, se perdi Lucioni per 3 mesi è complicato”.

Sorrentino non vede comunque come negativo il mancato esonero di Eugenio Corini da parte del City Group. “A Palermo erano abituati in maniera diversa. In un anno si cambiavano anche 10 allenatori, ma dovremmo abituarci a questi investitori esteri che non seguono la massa. Il loro obiettivo è arrivare in Serie A in un certo numero di anni e credo che siano in linea coi programmi. Andrebbe chiesto loro il perché di questa situazione. Il mister è in difficoltà, non lo chiamo perché è giusto che si concentri su di sé e sulla squadra”.

Domanda finale, inevitabilmente, sui portieri e sul possibile dualismo tra Mirko Pigliacelli e Sebastiano Desplanches: “Il ruolo del portiere delicato, l’unico in cui esistono davvero delle gerarchie. L’anno scorso Pigliacelli ha fatto bene ed era giusto che continuasse. Il futuro è però tutto di Desplanches, mi piace molto. Bisogna fare attenzione, a Palermo si sono bruciati tanti portieri”.

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