Parla Alessandro Ricci: il presidente del Siracusa che si sta giocando punto a punto la promozione in Serie C con la Reggina è intervenuto durante la trasmissione Pianeta Dilettanti. Il massimo dirigente azzurro ha parlato dell’attesa che si vive in città per la gara con la Vibonese. Potenzialmente un matchball promozione, anche se ci sarà da stare attenti a quanto succederà in Reggina-Castrumfavara. Ma Ricci non parla solo di quanto si è costruito sin qui: il presidente del Siracusa si proietta anche sul futuro e sulle necessità del professionismo di dare una svolta ai propri parametri. Per non permettere più che situazioni come quelle vissute nel 2024-25 si ripetano.
Siracusa, Ricci: “Media spettatori in grande crescita, Turati sprecato per la D”
Ricci parla in primis del grande consenso del pubblico di Siracusa intorno la squadra. Tanto che in tanti sono tornati a seguire gli azzurri: “Con una media di 3600 spettatori, Siracusa si colloca al 3° posto nazionale nelle classifiche di pubblico della Serie D. Praticamente siamo dietro solo a Livorno e Sambenedettese e alla pari con la Reggina. Abbiamo raggiunto un risultato importante, dato che quando siamo arrivati qua avevamo una media di 200 spettatori. Il dato positivo ci riempie di gioia, anche perché il nostro pubblico è composto in buona parte da famiglie e bambini. Siamo riusciti a ricreare quell’entusiasmo che a Siracusa negli ultimi anni si era perso”.
La gara che sta per arrivare rievoca dolci ricordi nella mente del massimo dirigente siracusano: “La partita d’andata con la Vibonese è stata probabilmente la partita più bella da quando sono presidente. Ne parlavo proprio con mister Turati, fu una gara giocata a viso aperto da due tecnici importanti. Noi centrammo l’1-0 finale ma ci furono continui capovolgimenti di fronte e occasioni da entrambe le parti. Sarà sicuramente una bella partita giocata a viso aperto con una cornice di pubblico importante”.
Ricci, arrivato a Siracusa nel 2022, ha costruito pian piano una società che ha grandi prospettive. E con dei fondamenti chiari: “Uno dei principi a cui ci siamo ispirati era quello di portare in questo mondo i principi aziendali. Da qui la collocazione di uomini ognuno nel proprio ruolo, con le proprie competenze. Penso alla figura di Walter Zenga o del mister. Turati non ha bisogno di presentazioni, da calciatore ha militato in tutte le categorie e da tecnico è stato al fianco di Vincenzo Italiano. È un ragazzo di grandissimo spessore umano e con un’idea di calcio moderna. Un tecnico sprecato per questa categoria”.
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Ricci: “Servono parametri rigidi in Serie C, raddoppio fideiussione non basta”
C’è un testa a testa serrato tra Siracusa e Reggina per il primo posto nella Serie D Girone I. Il presidente Ricci si augura che questo bel duello rimanga vivo e vibrante sino alla fine: “Siamo in testa alla classifica da novembre e penso che arrivare a 2 giornate dalla fine con questa sfida punto a punto sia bello per questo finale di campionato. Non abbiamo visto la squadra che negli anni precedenti aveva già deciso tutto a marzo. Vorrei cogliere l’occasione per fare un in bocca al lupo al patron Ballarino della Reggina. Che vinca il campionato chi più se lo merita”.
Allo stesso tempo, il massimo dirigente auspica che entrambe le formazioni possano avere una chance tra i professionisti nel 2025-26. Senza che altri tipi di progetti possano scavalcarle: “Spero non accada quell’infamia subìta nella passata stagione, quando nessuna squadra di Serie D venne ripescata per la nascita della la squadra B del Milan. Sento parlare di Inter Next Gen: mi chiedo come si possa far iscrivere una seconda squadra in C quando la prima ha problemi finanziari importanti. Sarebbe bello che comunque vada sia Siracusa che Reggina si ritrovassero a giocare insieme nei professionisti la prossima stagione”.
La questione economica in Serie C è dirimente, dato che da anni si parla delle difficoltà di questo campionato di essere economicamente sostenibile. Ma per Ricci i problemi sono da ricercare altrove: “Lo scorso anno è stato fatto il grandissimo errore di permettere a certe squadre di essere iscriversi alla Serie C. Poi ci si ritrova casi come quelli di Taranto, Turris o Messina. Servono dei parametri finanziari, economici e gestionali seri e rigidi altrimenti ci il rischio è quello di giocare un campionato falsato a discapito di chi fa investimenti importanti. Ritengo che andare verso un campionato con dei paletti più rigidi sia assolutamente opportuno. Per esempio credo che il raddoppio della fideiussione può sicuramente aiutare, ma non è la soluzione a tutti i problemi. Bisogna mettere in piedi un sistema più complesso di verifiche”.

