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San Giorgio Piana Iccarense, in Promozione l’ennesima farsa che uccide il calcio

Quello tra San Giorgio Piana e Iccarense, almeno alla vigilia, doveva essere il più classico tra i testacoda. Una partita che avrebbe dovuto mettere di fronte la prima e l’ultima in classifica nel campionato di Promozione Girone A. Chi, speranzoso di assistere a una partita di calcio, era presente allo stadio “A. Li Cauli” di Piana degli Albanesi oppure si è semplicemente collegato al canale Youtube di Sporticily, ha dovuto fare i conti con l’ennesimo caso di farsa e di truffa ai danni del sistema del calcio dilettantistico in Sicilia. Un altro colpo al cuore nei confronti di chi crede che questo sport, soprattutto a certi livelli, abbia ancora speranze di redenzione.

Eppure, per quel che si è visto in circa 40 minuti di agonia, di speranze non ne dà. Un’altra brutta vicenda per il pallone che rotola. Guardando tutto su un piano più pragmatico e meno romantico, alla fine dei conti il San Giorgio Piana guadagna tre punti e l’Iccarense rimedia una figuraccia.

San Giorgio Piana Iccarense, 37 minuti di teatro dell’assurdo

Già dal momento della consegna delle distinte, si poteva sentire l’odore di marcio. L’Iccarense, infatti, si presentava al “Li Cauli” con appena 10 elementi da mandare in campo. Tra questi anche Omar Amato, che a 40 anni si divide tra il ruolo di calciatore e quello di allenatore. Poi il direttore di gara, il signor Davide Di Pasquale della sezione di Palermo, dà il primo fischio, quello di inizio della gara. Serio colpisce subito un legno, poi Duro la sblocca: 1-0 all’ottavo minuto. Naturalmente nessuna traccia di azioni della squadra ospite, che inizia a dare i primi segni di messa in scena.

Il primo forfait in casa Iccarense arriva poco prima della mezz’ora, poi Federico Amaya bagna l’esordio con il San Giorgio Piana con un gol, che però resterà platonico. Inizia infatti una pantomima tra lo stesso Amato e Filippo Chinnici, tecnico degli Arbereshe. Risultato? Entrambi espulsi e ospiti in 8 uomini. A quel punto non rimane che attendere l’ultimo doppio forfait prima che i carinesi si riducano in sei unità e l’arbitro rimandi tutti negli spogliatoi. Un fatto che avviene al minuto 37, ponendo fine a una sceneggiata a cui avremmo volentieri rinunciato.

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Un calcio sempre più maltrattato

Si potrebbe parlare di un calcio malato, quando ci si riferisce a episodi come quelli visti tra San Giorgio Piana e Iccarense. Bisogna però fare delle sottolineature importanti. In casi del genere, il calcio si ammala per colpa di più attori protagonisti. Da una parte ci sono quelle società, che tirano i remi in barca per scelte mirate oppure per improvvisi problemi sopraggiunti in corso d’opera. Il caso legato alla partita del “Li Cauli” non è di certo quest’ultimo.

Poi però ci sono le istituzioni. Non può infatti sfuggire il fatto che certe situazioni, come quelle che inducono le squadre a presentarsi in 10 (o meno) pur di scendere in campo, è figlio di una regola ormai vecchia e da aggiornare. L’estromissione da un campionato, infatti, avviene solo nel caso in cui una formazione non vada in campo per due volte. Basterebbe considerare casi come quelli di San Giorgio Piana-Iccarense alla stregua della mancata presentazione in campo, per evitare certe situazioni a dir poco grottesche.

Quindi ci sia consentito dire che questo calcio non è malato, bensì maltrattato. Un mondo in cui parlare di “dilettanti” in questi casi non è un insulto, ma un dato di fatto.

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