È iniziato il nuovo corso della Nazionale italiana. L’obiettivo è rilanciarsi, dopo la recente débâcle, che ha portato all’addio di Luciano Spalletti. Dopo giorni di rumors, con tanti nomi e qualche “no”, è arrivato l’annuncio. Il nuovo c.t. è Rino Gattuso. Un profilo giovane, che ha non poca voglia di dimostrare le sue qualità in panchina e che sa bene come motivare i suoi giocatori, sebbene abbia alle spalle una carriera breve. Una carriera iniziata in Italia tra le fila del Palermo. Non è tuttavia l’unico ex rosanero chiamato a risollevare le sorti degli azzurri. Il tecnico, al suo fianco, avrà infatti lo storico vice Luigi Riccio, che era con lui in Sicilia, e Cristiano Lupatelli, che ha vestito la maglia delle Aquile nella stagione 2005-06 e che adesso ricopre il ruolo di preparazione dei portieri.
La parentesi di Rino Gattuso da allenatore del Palermo
Oltre i confini della Sicilia, non sono molti coloro che ricordano l’esperienza di Rino Gattuso da allenatore del Palermo. Era la stagione 2013-14 di Serie B e l’allora patron Maurizio Zamparini decise di affidarsi all’ex centrocampista, che era reduce da breve parentesi da giocatore-allenatore al Sion, in Svizzera. La società gli offrì un contratto annuale con opzione di rinnovo e il nuovo tecnico non poteva che essere entusiasta della fiducia ottenuta, in una piazza prestigiosa come quella rosanero. “Questo è il mio nuovo Milan, avrei accettato di venire qui anche gratis”, disse in occasione della conferenza stampa di presentazione allo Stadio Renzo Barbera.
Eppure, l’avventura di Rino Gattuso alla guida del Palermo durò appena otto partite. Il debutto in Coppa Italia fu roseo, con la vittoria contro la Cremonese, poi in campionato qualche intoppo, che costò caro all’allenatore. Il patron Maurizio Zamparini non volle infatti attendere e alla sesta giornata, con i siciliani che avevano a bottino 2 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte, decise di esonerarlo. “Non rinnego nulla”, commentò il tecnico, che non si aspettava probabilmente una presa di posizione così immediata. “Con una squadra retrocessa, esser a solo tre punti dalla vetta non era una tragedia. Sono sanguigno, è andata così”.
A Palermo, Rino Gattuso pagò la sua inesperienza e l’amore mai davvero sbocciato con un presidente dall’esonero facile, che gli preferì un fedelissimo come Beppe Iachini, il quale condusse i rosanero nuovamente in Serie A alla fine della stagione. Non è dato sapere cosa sarebbe accaduto se l’allenatore avesse avuto più tempo, ma sta di fatto che questa prima avventura non ha fermato la sua carriera, caratterizzata ad ogni parentesi da una forte leadership e dallo stretto rapporto coi suoi giocatori. Fattori che lo hanno portato oggi alla guida della Nazionale italiana.
Luigi Riccio, il vice storico di Rino Gattuso: da Palermo all’Italia
A confermare quanto Rino Gattuso punti sui rapporti umani nel calcio è la presenza di Luigi Riccio al suo fianco. I due, che si sono conosciuti quando giocavano nel settore giovanile del Perugia, hanno iniziato ad allenare insieme al Sion e oggi si ritrovano alla guida dell’Italia. In mezzo Palermo, OFI Creta, Pisa (dove hanno conquistato la promozione in Serie B), Milan Primavera, Milan, Napoli, Valencia, Marsiglia e Hajduk Spalato.
Il loro rapporto va decisamente oltre quello professionale: sono grandi amici da oltre vent’anni. “Siamo come fratelli, abbiamo condiviso tutto. Mi fido di lui più che di me stesso”, ha affermato in passato l’attuale c.t. della Nazionale azzurra. “È un leader naturale, ma sa ascoltare. Lavorare con lui è un onore e una sfida continua”, ha replicato il suo vice.
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Nell’Italia anche Cristiano Lupatelli, ex portiere del Palermo
Infine, nell’Italia di oggi c’è un altro nome legato al Palermo, ma non strettamente a Rino Gattuso. Si tratta di Cristiano Lupatelli, estremo difensore che ha vestito la maglia rosanero nella stagione 2005-06. Acquistato a gennaio per sostituire Matteo Guardalben, ma gli allenatori alla fine gli preferirono Federico Agliardi. In totale ottenne solo cinque presenze. Successivamente ha proseguito una carriera fatta di numerose esperienze come secondo, prima di ritirarsi nel 2015.
È in questo momento che ha intrapreso la carriera di preparatore dei portieri, diventando una figura molto rispettata soprattutto nei settori giovanili di squadre di Serie A, come Fiorentina e Juventus. Ad agosto dello scorso anno la chiamata della FIGC per diventare il preparatore dei portieri della Nazionale italiana Under‑16 e, adesso, la promozione in prima squadra.

