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Pro Favara, scacco al re: Nissa ko, finale rovente in Eccellenza Girone A

La Pro Favara riesce nell’impresa più ardua di tutte e sbanca il Tomaselli di Caltanissetta. Davanti ad oltre 4mila spettatori, sotto di un gol a neanche due minuti dall’inizio e con la consapevolezza di dover vincere a tutti i costi per tenere aperto il campionato, la squadra di Catalano è comunque stata capace di reggere a tutte le pressioni del caso e vincere la sfida.

Alla vigilia lo si sapeva, questa non era una gara come tutte le altre. Era prima contro seconda, erano due corazzate a confronto, due tifoserie presentissime, due società forti e lungimiranti, due allenatori preparati. Tutte le componenti, insieme al pallone che rotolava, dal fischio d’inizio al triplice finale, hanno creato una bella domenica di festa e di sport, a prescindere da chi ha vinto e da chi vincerà il campionato.

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Calcio spettacolo, giocatori top e Terranova vs Catalano

pro favara nissa

Due top club, una partita avvincente, all’altezza di uno scontro al vertice. Al Tomaselli è andato in scena un’appassionante crocevia promozione di alta qualità. Nissa e Pro Favara si sono affrontate senza esclusione di colpi. Dando vita ad una sfida intensa e vibrante, pregna di sfiziosi risvolti strategici e mirabili contenuti tecnici, sciorinati a ritmi vertiginosi. Due compagini depositarie di un’identità tattica chiara e tangibile, dotate di una collaudata organizzazione collettiva impreziosita da individualità di assoluto rilievo. Entrambe calcisticamente figlie dei rispettivi tecnici, Terranova e Catalano.

Due squadre che hanno scoccato sul manto erboso del Tomaselli tutte le frecce al proprio arco. Desiderose di superarsi vicendevolmente fino all’ultimo istante della contesa. Senza remore né calcoli. Sfoderando una straordinaria condizione psicofisica. Mostrando valori atletici, tecnici ed agonistici di alto profilo. In totale controtendenza con il momento grigio del calcio dilettantistico.

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Coralità imperlata da sublimi acuti individuali. Bagliori di classe pura. Firmati Esposito e Ficarrotta. Talenti cristallini in salsa sicula. Autori di magie e ricami d’alta scuola. Stelle più fulgide nel firmamento di un match che ha finito per esaltare anche i suoi stessi interpreti. Tirando a lucido i suoi protagonisti. Da Elezaj a Scuffia, da Barrera a Bontempo, da Privitera a Lupo, da Lucarelli a Gueye da Agudiak a Retucci. Tutti autori di giocate di ottimo livello. Senza dimenticare chi, in mediana e sugli esterni, ha mandato in tilt il contachilometri, salvaguardando densità ed equilibri dei rispettivi dispositivi tattici.

Gueye segna, Retucci e Lucarelli rimontano: festa Pro Favara

La Pro Favara la gara poteva chiuderla, ha rischiato di perderla, ha meritato di vincerla. La squadra di Catalano ha certamente avuto le occasioni più nitide. Ha colpito un palo clamoroso con Retucci, costringendo Elezaj ad un paio di prodezze decisive, su Lupo in primis. Sponda nissena, Agudiak ha avuto ben due situazioni importanti, ma entrambe finite fuori.

Pronti via il gol di Gueye, prevalentemente frutto di uno svarione difensivo favarese, aveva spalancato le porte e indirizzato verso il paradiso la Nissa, ma la compagine agrigentina è stata capace di rimetterla in piedi e vincerla, con la spaccata dell’ex Retucci ed il tap-in decisivo di Lucarelli. Al fischio finale, bellissima la corsa dei giocatori verso il settore ospiti, colorato di gialloblù. Una vera e propria festa, con tutti i protagonisti tra un canto ed un ballo, proiettati verso il sogno più grande.

Il valore della Nissa ed il significato della vittoria della Pro Favara

La notevole proprietà di palleggio in mezzo al campo, la fluidità di manovra sulle corsie laterali, l’armonia e la qualità nello sviluppo delle trame offensive, la capacità di alzare improvvisamente frequenze e ritmo. Così si spiegano i 52 punti in classifica ed il conseguente primo posto della Nissa di Terranova. Che ha un organico di assoluto livello e diversi calciatori di acclarata levatura interregionale. Elezaj, Barrera, Neri, Bieto, Privitera, Pagano, Semenzin, Esposito, Gueye, Agudiak. E ci fermiamo qui.

In ragione del valore dell’avversario, la prestazione fornita ed il successo conquistato dalla compagine di Catalano assumono certamente un valore significativo.

Nella bolgia del Tomaselli la Pro Favara ha confermato il suo trend progressivo in termini di personalità, autostima ed equilibrio. Coralità e cooperazione tra i reparti nello svolgimento delle due fasi emergono in maniera inequivocabile. Gli innesti di Scuffia, D’Amico, Balistreri e Mistretta hanno notevolmente elevato il tasso tecnico della squadra, congiuntamente alla palese crescita di condizione di Vizzini e Di Bella sulle corsie ed alla definitiva consacrazione di Lucarelli. Le armonie collettive non sono mai mancate a questo gruppo che, fin dalla prima giornata, si è sempre mosso da squadra, mostrando automatismi ed organizzazione. Statura e carisma degli interpreti protagonisti nell’ultimo mese hanno fatto la differenza, alzando sensibilmente il livello sul piano della solidità, dell’attenzione e della qualità del gioco espresso.

Undici finali e vista Serie D, con i playoff “salvagente”

La classifica dice che i punti di vantaggio della Nissa sulla Pro Favara diventano tre. Il calendario propone il Geraci al Santissima Trinità, mentre la compagine gialloblù ospiterà l’ostico Athletic Club Palermo. Ma ciò che conta, che da adesso in avanti, per entrambe saranno 11 finali da vincere, per strappare il pass Serie D. Consce del fatto, che se l’obiettivo dovesse sfumare nella regular season, ci saranno i playoff da disputare. Siracusa docet.

Il campo fornisce risposte confortanti. Questa Pro Favara lotta, cresce, gioca e diverte. La strada è lunga ma l’obiettivo è alla sua portata. Nella speranza che la grande Nissa di Giovannone zoppichi ancora. Tutto questo, a patto di non distrarsi e rigare dritti fino alla fine.

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