Colpi da Serie A, giovani a cui dar fiducia e una rinuncia che fa male. Il calciomercato estivo del Palermo è stato intenso, dall’inizio alla fine. Il direttore sportivo Carlo Osti, in sintonia col City Group, ha puntato a rafforzare una rosa che lo scorso anno ha deluso non poco, dovendo fare i conti anche con gli errori dei suoi predecessori.
Un lavoro iniziato sulla base delle idee — fin dal principio piuttosto chiare — del nuovo allenatore Filippo Inzaghi, che ha tracciato la linea: non una rivoluzione totale, ma una ristrutturazione che ponesse le fondamenta non solo sui nomi in organico ma soprattutto sulle motivazioni dietro a questi ultimi. È stata immediatamente chiara infatti necessità di far crescere la squadra dal punto di vista mentale, prima che fisico.
Il Palermo può essere più di quanto ha dimostrato negli scorsi anni, questa è la convinzione. Se Filippo Inzaghi riuscirà nell’intento di conquistare gli obiettivi finora mancati, lo dirà soltanto il campo. Nell’attesa, ripercorriamo quelli che sono stati i punti più importanti del calciomercato estivo rosanero.
Il calciomercato del Palermo grida “Serie A”
Dati alla mano, il Palermo esce dal calciomercato indubbiamente rinforzato. I giocatori arrivati in rosanero dalla Serie A ne sono la dimostrazione. Su tutti, Mattia Bani dal Genoa e l’ex Cagliari Tommaso Augello, che hanno già dimostrato ampiamente il loro valore nelle prime uscite stagionali. Insieme a loro, si sono aggiunti in rosa esperti di categoria come Antonio Palumbo.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda però la decisione di confermare giocatori che con la maglia rosanero sono cresciuti in questi anni, divenendo dei punti fermi. È il caso, tra gli altri, di Pietro Ceccaroni e Claudio Gomes. Una scelta che conferma la solidità del City Group e la volontà di portare avanti un progetto a lungo termine sotto ogni punto di vista.
Le scelte di Inzaghi
Se dietro all’acquisto di giocatori di spessore e alla conferma di pedine di valore c’è la firma di Carlo Osti, c’è da dire che nel calciomercato del Palermo c’è tanto anche di Filippo Inzaghi. Il tecnico è stato decisivo soprattutto per la gestione di due capitoli: i giovani e i “rimandati a settembre”.
La fiducia ai giovani al centro del calciomercato del Palermo
Per quanto riguarda le promesse, l’allenatore non si è mai nascosto dietro a un dito. Anzi, le sue idee sono state subito palesate. In particolare, al centro della questione erano in tre: Patrick Peda e Giacomo Corona, reduci dai rispettivi prestiti, e Aljosa Vasic, oggetto di numerose critiche nella sua passata stagione in rosanero. Il ritiro è stato in tal senso cruciale. Il difensore e l’attaccante in particolare sono riusciti a farsi notare dal tecnico, al punto da guadagnarsi non solo parole di elogio ma anche minutaggio già nei primi impegni ufficiali. Discorso diverso per il centrocampista, che ha accusato qualche difficoltà, ma che alla fine è rimasto. Al momento sembra un po’ fuori dai radar, ma chissà che col tempo Filippo Inzaghi non riesca a trovargli un posto nell’undici.
I “rilanci” del tecnico
Il tecnico d’altronde sta perseguendo questa missione anche per altri giocatori della rosa che hanno faticato parecchio lo scorso anno. In primis Filippo Ranocchia, che sembrava alla vigilia del calciomercato una pedina sacrificabile. Non agli occhi dell’allenatore, che ha ribadito a più riprese di averlo voluto alla sua corte in diverse esperienze e quindi di non essere intenzionato a privarsene. L’averlo inserito nella formazione titolare nei primi impegni conferma ancora una volta quanto il mister abbia le idee chiare, ma è ancora presto per dire se sia una scommessa vinta. Anche perché la concorrenza è fitta ed è difficile pensare di lasciare in panchina uno tra Claudio Gomes e Jacopo Segre, con il nuovo arrivato Samuel Giovane che non vuole stare a guardare.
Meno fitta invece la concorrenza sulla fascia, dove c’è un altro asso nella manica di Filippo Inzaghi. Si tratta di Niccolò Pierozzi. Un giocatore che il tecnico conosce bene, avendolo allenato in passato, e su cui intende puntare. L’esterno in tal senso lo ha già ricompensato con gol e assist nella partita contro la Reggiana, ma il campionato è ancora all’inizio e bisogna attendere per capire se riuscirà a replicare — o meglio superare — i buoni numeri della stagione trascorsa proprio con l’attuale allenatore alla Reggina (36 presenze e 4 reti).
Il calciomercato del Palermo è completo?
Con un buon mix di esperienza e promesse, al gong del calciomercato, il Palermo appare una squadra completa. L’unico “buco” sembra essere rimasto in difesa, dove la cessione forzata di Giangiacomo Magnani alla Reggiana pesa non poco. I rosanero, con quest’ultimo in coppia con Mattia Bani, avevano sulla carta la miglior difesa della Serie B. La decisione di non sostituire il classe 1995 suggerisce la possibilità di un ritorno, magari a gennaio. Fino ad allora, però, bisognerà stringere i denti. A meno che che il ds Carlo Osti non decida di pescare dal mercato degli svincolati, aperto ancora per diverse settimane ma piuttosto scarno.
Gli errori dietro la maledizione della porta
Di certo c’è che in difesa non è stato tutto rosa e fiori quest’estate. E qualcosa in cui forse si poteva fare meglio, al di là dei colpi di sfortuna, c’è. È il caso della porta, che rischia di rivelarsi l’unico errore del calciomercato del Palermo. Già a giugno d’altronde sul tema c’erano degli interrogativi importanti. La volontà del club di Viale del Fante era quella di confermare Emil Audero, ma cercando di risolvere il nodo economico. La certezza di riuscirci col passare delle settimane è sempre più svanita, col ds Carlo Osti che si è ritrovato a dovere vagliare le alternative.
L’avere due portieri importanti in rosa ha pesato. Alfred Gomis, reduce dall’infortunio, non aveva intenzione di lasciare nuovamente un posto da titolare, così come Sebastiano Desplanches, desideroso di fare finalmente il salto tra i grandi. I due sono partiti per il ritiro, ma con poche certezze. Almeno fino alla cessione al Pescara dell’azzurrino, che ha liberato uno slot tra i pali e ha aperto le porte a Francesco Bardi.
Quando sembrava essere arrivati ad una quadra, la tegola di Alfred Gomis in amichevole. Prevedibile, quantomeno immaginabile. Da qui la corsa ai ripari con l’arrivo di Jesse Joronen. E come se non bastasse, l’ennesimo infortunio, questa volta a Francesco Bardi, che ha portato la società a tesserare persino il giovanissimo Nils Balaguss e inserirlo nelle liste, con la speranza che non ci sia bisogno di utilizzarlo.
In totale il Palermo tra luglio e agosto ha testato ben otto portieri. La sensazione è che, per un ruolo così delicato, sarebbe stato probabilmente meglio prendere delle decisioni più puntuali. Il cartellino di Emil Audero a posteriori valeva la spesa, soprattutto a vedere le prestazioni nelle prime giornate di Serie A. Ad inizio estate però i nomi dei portieri validi sulla piazza erano numerosi, accasatisi col passare delle settimane, mentre i rosanero tergiversavano. È così che nelle ultime ore il club si è ritrovato a pensare ad un’altra operazione last minute, poi non conclusa.
La gestione degli esuberi e il caso Verre
Soltanto il campo potrà dire se la lacuna lasciata da Giangiacomo Magnani in difesa e la maledizione della porta influenzeranno la stagione del Palermo. Poco c’entra col campo, invece, l’ultimo argomento relativo al calciomercato rosanero, ovvero quello relativo alla gestione degli esuberi. Un plauso va al ds Carlo Osti e il tecnico Filippo Inzaghi, che hanno chiarito subito quali giocatori non avrebbero fatto parte del progetto. Una strategia che, al contrario di quanto accaduto in precedenza, ha contribuito ad accelerare le cessioni.
Un caso a parte è quello che ha come protagonista Valerio Verre, con cui è nata una vera e propria querelle. Il giocatore infatti avrebbe voluto che gli venisse concessa la possibilità di allenarsi alla corte del tecnico, ma ciò non è accaduto, al contrario di altri, come Federico Di Francesco. La cessione di quest’ultimo era prevedibile fin dalla fine della scorsa stagione in virtù del sistema di gioco del Palermo attuale, ma l’esterno è comunque andato in ritiro con i compagni.
Se da un lato le alte pretese contrattuali e le condizioni fisiche non ottimali di Valerio Verre lo hanno reso a tutti gli effetti un separato in casa, dall’altro qualcuno si aspettava di diritto un trattamento diverso, mai preso in considerazione ma che forse poteva renderlo più appetibile anche in ottica calciomercato. Quel che è fatto ad ogni modo è fatto e non resta che la rottura tra le due parti.

