Jacopo Segre è stato uno degli uomini che ha ritrovato la gioia del gol nell’ultimo successo del Palermo, quello contro il Pescara. In un’intervista a Repubblica-Palermo il centrocampista analizza il momento della squadra e l’imminente sfida con la Juve Stabia. Una gara che se vinta permetterebbe ai siciliani di andare alla sosta con nuove certezze. Le stesse acquisite nella gara contro gli abruzzesi.
Palermo, Segre: “Il 5-0 col Pescara? Brividi per 90 minuti, quanto amore dalla piazza”
Segre ripercorre le sensazioni vissute durante Palermo-Pescara, gara che arrivava dopo le batoste con Catanzaro e Monza. “Dopo due sconfitte pesanti serviva una reazione non solo tecnica ma soprattutto mentale. Siamo stati bravi a rimanere lucidi ed analizzare gli errori senza cercare alibi. Inzaghi ci ha chiesto di ritrovare la nostra identità, fatta di compattezza, intensità e spirito collettivo. Contro il Pescara si è vista la voglia di dominare ogni duello e di non concedere nulla, ma anche di divertirci e ritrovare leggerezza: così diventa difficile per chiunque affrontarci”.
Il 5-0, che in B mancava dal derby col Catania nel 2003-04, è un risultato inusuale. Ma che è figlio di una condizione particolare: “Viene naturale pensare a quanto sia speciale questa vittoria. Ottenere un 5-0 con lo stadio pieno in una giornata di festa… Noi non giochiamo per fare la storia, ma se giochi con passione e rispetto per la maglia, delle volte si scrive da sola. Palermo vive di emozioni ed è un risultato che ci responsabilizza ancora di più. Se vuoi essere parte della storia devi esserne all’altezza ogni settimana”.
Prosegue il centrocampista: “Abbiamo vissuto un brivido lungo 90 minuti. Ancora una volta ci siamo resi conto di quanto amore circondi questa squadra. Qui il calcio è identità, appartenenza, vita quotidiana e il pubblico lo dimostra anche quando i risultati non arrivano. Dopo la sconfitta con il Monza la gente ci ha ha incoraggiato. Questo ti dà una spinta enorme”.
Segre: “Il gol una ricompensa, indossare significa tanto per me”
Segre ha ritrovato la rete col suo fondamentale preferito. E spera di non fermarsi: “Per un centrocampista il gol è la ricompensa per il lavoro lontano dai riflettori, è diverso. Tornare a segnare di testa mi ha restituito una sensazione familiare: è un colpo che ho sempre curato, richiede concentrazione, tempestività e coraggio. Quando il pallone è entrato ho pensato a tutte le volte in cui ci ho provato in allenamento e ai momenti in cui non arrivava. Il gol ti restituisce serenità. Adesso mi manca un gol per raggiungere Bombardini, sono terzo fra i migliori nel ruolo. Davanti a tutti c’è Corini che è stato un grande allenatore e una grande persona”.
Il Genio è stato per anni colui che ha portato la fascia da capitano in rosanero. Lo stesso onore che sta vivendo sempre più spesso lo stesso Segre. Ma il centrocampista ci tiene a ribadire un concetto. “Il nostro capitano è Matteo Brunori, ma in squadra ci sono tanti capitani senza fascia. Esserlo del Palermo non vuol dire solo scegliere il campo o parlare con l’arbitro: significa essere un punto di riferimento e dare l’esempio con i comportamenti anche con gli sguardi e con i silenzi. Indossarla per me significa tanto”.
Segre: “Contro la Juve Stabia partita sporta, con Inzaghi rapporto stimolante”
Il “dottore”, come ormai è stato ribattezzato a Palermo, si sofferma sulla prossima sfida di campionato: “Contro la Juve Stabia mi aspetto una partita sporca, con una squadra che gioca con grande intensità. Dobbiamo mantenere la concentrazione e la convinzione di essere una squadra forte. Vincere prima della sosta darebbe continuità al percorso, la classifica è corta e basta poco per cambiare scenario”.
Lo sa bene Inzaghi, che in B ha avuto tanti successi. Segre spiega secondo lui quali sono i suoi punti forti: “Col miste c’è un rapporto diretto e stimolante. Ha vissuto il calcio da protagonista ad altissimo livello e lo si percepisce. Trasmette la sua fame e la sua mentalità vincente, non si accontenta mai. Per lui le partite si vincono prima in allenamento con la cura dei dettagli. Ogni seduta è come se fosse una finale. Avere una guida così è una fortuna, ti migliora ogni giorno”.
“Sento di far parte di questa città, Palermo ti conquista piano piano con la sua energia e la sua umanità. Ti mette alla prova, ma poi ti ripaga con affetto sincero. Spero di restituirle qualcosa sul campo. È l’anno giusto per noi? Dobbiamo fare di tutto perché lo diventi. C’è un’energia e una consapevolezza diversa. Ma le parole non bastano, servono fatti. Dobbiamo meritare l’obiettivo che sogniamo”, conclude Segre.

