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Palermo, Saric: “Orgoglioso di essere qui, voglio la A coi rosa. Jajalo? Ho sua maglia”

Il Palermo si avvicina alla sfida di sabato pomeriggio in casa del Frosinone, un match dal sapore particolare per i tifosi rosanero. Mister Corini potrà contare sulla quasi totalità della squadra eccezion fatta per i tre acciaccati ossia Accardi, Devetak e Broh. Ci sarà dal 1′ Dario Saric, l’ex centrocampista dell’Ascoli è arrivato a Palermo dopo una lunga trattativa come conferma lo stesso in conferenza stampa: “È stata una trattativa molto lunga. Il mercato estivo dura tanto, per cui in questi casi ognuno si prende il proprio tempo e ci sono diverse dinamiche. Anche perché c’erano più squadre e andavano interpellate diverse persone. È normale che un giocatore perda la forma fisica perché non si allena bene. Sto cercando di recuperare, lavorando ancora di più. La volontà è quella di tornare al meglio al più presto, sono fiducioso”.

Perché Palermo?

Il centrocampista italo-bosniaco del Palermo, Dario Saric, intervenuto in conferenza stampa, si è soffermato sulle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare i rosanero: “Per me è un grande orgoglio essere qui, la società ha scelto me su migliaia di profili. Mi dà la carica per migliorarmi ancora di più. Hanno visto qualcosa in me e devo portare queste mie caratteristiche all’eccellenza. Dico grazie al City Group per avermi scelto e spero di riuscire a dare il 100% del mio potenziale”.

L’impatto con il ‘Renzo Barbera’ e il rapporto con Corini

Il centrocampista del Palermo, Dario Saric, intervenuto in conferenza stampa, ha parlato dell’impatto avuto con il Renzo Barbera: “L’impatto con la realtà è stato incredibile. Appena mi hanno parlato di Palermo mi sono subito acceso, ricordavo lo Stadio da avversario. Non vedevo l’ora di giocare al ‘Barbera’, venerdì sono rimasto impressionato dall’atmosfera della partita”.

Positivo anche l’incontro con mister Eugenio Corini e il capitolo gol: “Con Corini non ci conoscevamo, avevamo sempre giocato contro. Mi sono unito nel piano tattico come mezzala e mi sto trovando bene. Gol? Non ne ho mai fatti tanti, ho sempre curato più la fase difensiva e la corsa, senza cercare per forza di segnare. È chiaro che ho bisogno anche dei numeri e quindi ci lavorerò. Non è una mia caratteristica naturale, però cercherò di migliorare sui tiri. Bisogna far bene sotto tutti i punti di vista”.

La scelta

Dario Saric orgoglioso di aver scelto Palermo con cui spera di poter raggiungere la Serie A: “Sono venuto qui perché voglio diventare importante e voglio raggiungere la Serie A, perché la città di Palermo la merita. Sono qui e penso che ci rimarrò per diversi anni. Mi hanno cercato altre squadre, è vero. L’affetto che ho sentito dai tifosi rosanero e la voglia della società di portarmi qui mi ha caricato tanto, è un orgoglio. È per questo che ho voluto concludere nel più breve tempo possibile”. In seguito il centrocampista ex Ascoli ha raccontato alcuni retroscena legati alla trattativa che lo ha portato in rosanero: “È stata una situazione particolare con l’Ascoli, ma quando ci sono queste trattative le tempistiche non dipendono da noi. Ho cercato di non pensarci troppo, anche se facevo fatica a viverla in modo equilibrato. Non potevo però crearmi problemi, per cui provavo ad aspettare in tranquillità”.

La squadra

“Lo sappiamo tutti che siamo in tanti nuovi e dobbiamo amalgamarci. Il tempo non c’è perché siamo nel pieno del campionato e le partite sono tutte importanti, ma stiamo provando a farlo sul campo. È una stagione importante. La società ha fatto investimenti importanti e la piazza ha grandi ambizioni. Continuiamo a lavorare per cercare questo gruppo che speriamo arriverà al più presto”.

Il ruolo di Leandro Rinaudo nella trattativa

Il centrocampista del Palermo, Dario Saric, arrivato in rosanero dall’Ascoli, ha voluto ringraziare il direttore Leandro Rinaudo: “La voglia di Rinaudo di portarmi qui ha inciso tanto. Mi hanno subito fatto capire di volermi e quando ho sentito questo calore, anche attraverso i messaggi dei tifosi, non potevo dire di no. Ci siamo sentiti spesso durante la trattativa. La voglia di venire c’è sempre stata. Essere in questo momento qui dà grandi motivazioni”.

Ruolo e concorrenza

Dario Saric si è soffermato sul ruolo che predilige: “Ruolo? Giocando a 3 il ruolo di mezzala è quello naturale. Negli ultimi anni ad Ascoli però ho giocato anche nel centrocampo a 2 oppure trequartista. Se c’è bisogno non mi sono mai tirato indietro, mi metto ovunque”. In merito alla concorrenza ha sottolineato: “La concorrenza è uno stimolo. Quando ti alleni con persone forti tendi a migliorarti. Questo fattore aiuta a dare il 100%. Il centrocampo è di livello, con giocatori importanti. Mi sto trovando molto bene. Stulac e Segre hanno fatto bene lo scorso anno, ma anche Broh e Damiani. Avere un centrocampo forte è alla base per una squadra importante”.

La storia della famiglia di Saric

La storia legata alla famiglia di Dario Saric è particolare, i genitori arrivarono in Italia nel 1994 quando in Bosnia la guerra era la principale protagonista: “La storia della mia famiglia purtroppo è particolare, data la guerra degli anni Novanta. I miei genitori sono arrivati nel 94 in Italia perché mio padre è rimasto ferito. Io sono nato e cresciuto qui. Quando vieni da una situazione difficile, rimani comunque legato ai valori della famiglia e alla nazionalità di provenienza. Io mi sento in parte bosniaco, perché i miei genitori hanno lottato lì e quel legame mi è rimasto dentro. Avendo parte della mia famiglia lì sono sempre andato a trovarli”.

Intanto il neo centrocampista del Palermo attende che proprio la sua famiglia si trasferisca in città: “La mia famiglia mi seguirà qui. Non è ancora arrivata, ma lo farà a breve. Gli ho subito parlato del ‘Barbera’ e non vedo l’ora che possano vedere una partita. La città è caotica, non ero abituato a vivere in una metropoli così grande. Me lo aspettavo comunque e non ho trovato molti problemi, mi piace tanto il mare. Ero venuto in vacanza due anni fa e avevo già un’idea. Non mi ha sorpreso. Continuerò a fare le mie passeggiate”.

Obiettivo Nazionale

Su un possibile futuro in una nazionale, Saric ha confermato di voler indossare la maglia della Bosnia: “Giocare con la Bosnia sarebbe un onore, perché la sento mia. Come i miei giocatori hanno lottato in guerra, io lotterei sul campo. Il sentimento è quello e rappresentare la mia Nazione è un obiettivo per la mia carriera. In passato sono stato convocato ma poi mi sono infortunato, per cui purtroppo non ho avuto il piacere di indossare la maglia. Spero di riuscirci in futuro”.

Jajalo

Il centrocampista del Palermo, Dario Saric, ha confessato di conservare con cura la maglia del centrocampista bosniaco ex rosanero: “Con Jajalo ci siamo conosciuti da avversari durante Palermo-Carpi, gli ho chiesto la maglietta e ce l’ho nell’armadio. Ero molto giovane, lo conoscevo di fama ed era per me importante. Dopo non ci siamo più incontrati”.

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