Filippo Ranocchia saluta con gioia il ritorno alla vittoria del Palermo. I rosa, contro lo Spezia, hanno vinto per 2-0 grazie a due reti arrivate da palla inattiva. La spiegazione del numero 10 è semplice: “Sono schemi su cui lavoriamo nei giorni precedenti alla gara; col mister studiamo gli avversari e il modo di calciare. Ma devono essere bravi anche i saltatori a prendere il tempo; poi a volte la fortuna aiuta”.
Ranocchia ha anche parlato del fatto di essere a secco da quasi 10 mesi. Il suo ultimo gol risale alla maledetta partita di febbraio sul campo della Cremonese. “L’anno scorso ricoprivo un ruolo diverso, trequartista in un 4-2-3-1 e in quella posizione avevo più possibilità di incidere. Poi fra infortuni e cambi tecnici, sono tornato a centrocampo ed è un po’ più difficile avere continuità di gol. Ma io continuo a cercarlo e sono convinto che non manca molto”.
Palermo, Ranocchia studia da playmaker
Filippo Ranocchia si sta ritagliando il ruolo da playmaker nel Palermo. Una posizione che non è nuova per lui e che sembra calzargli a pennello: “Non è la prima volta che gioco in questo ruolo, già ad Empoli con Andreazzoli agivo da play. Mi trovo a mio agio pur sapendo che così devo dare di più in entrambe le fasi e impegnarmi nel contenimento. Ma visto il trend delle ultime partite della squadra, spero di continuare”.
Il passaggio in cabina di regia è arrivato dopo una serie di giri in panchina. In questo senso, però, Ranocchia è sempre stato sereno: “Ho accettato la decisione, non ero contento perché ognuno di noi vorrebbe giocare sempre ma ho cercato di allenarmi bene e dimostrare che meritavo. A centrocampo ci sono tanti giocatori di alto livello per la categoria, poi tocca al mister fare le scelte. Soprattutto per chi come noi ha obiettivi importanti, in certi periodi ci sta di rifiatare e andare in panchina”.
L’obiettivo non cambia
A poche settimane dal giro di boa del campionato di Serie B, il Palermo è lontano dalla vetta. Ranocchia, però, non perde la speranza della promozione: “Noi continuiamo a pensare la stessa cosa di inizio d’anno, cioè che possiamo competere per la A. In questo periodo abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, crediamo nelle nostre capacità. L’importante è stare in alto, faremo i conti a fine anno. Per risalire la classifica serve un filotto di vittorie, ma la B la conosciamo, nessuna partita è scontata, a cominciare da Carrara dopodomani”.
Ranocchia è stato uno dei giovani prodotti dal vivaio della Juventus che non ha avuto spazio in prima squadra. Da parte sua, però, non c’è alcun rimpianto: “Sono venuto a Palermo e una piazza del genere mi riempie di motivazioni. È stata una scelta voluta, nessuno mi ha obbligato, resto contento del percorso che sto facendo per crescere e migliorare. Poi credo sia dipeso da dinamiche di mercato che spesso non si possono prevedere; quando sei in una rosa forte come quella della Juve spesso preferisci giocare e andare in prestito. Ma sono a Palermo, non posso avere rimpianti”.
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Ranocchia e lo scetticismo di Palermo
I risultati emersi nella prima parte di stagione non ha creato un bel clima attorno al Palermo. Ranocchia, però, è consapevole che il ruolino di marcia, soprattutto quello interno, non poteva che produrre tutto questo. “Senza vittorie è normale che il tifoso viva un momento di sfiducia, ma io ho percepito dal primo giorno quanto questa città non smetta di amare il Palermo. E lo si vede soprattutto in trasferta: spetta a noi trascinare la gente, sono certo che ne riporteremo in tantissimi allo stadio”, ha detto ai microfoni del Corriere dello Sport.
Ranocchia ha risposto anche a una domanda sulla Nazionale. Con il tempo dalla sua parte, il numero 10 sa bene che le prestazioni in rosanero devono essere il primo passo: “Ho 23 anni e una carriera ancora da costruire. L’obiettivo è andare in A col Palermo, una volta che sarò in alto con questa maglia vedremo. Come calciatore so dove voglio arrivare, sono ambizioso ma consapevole che i risultati si raggiungono col lavoro”.

