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Palermo, playoff e playout alla stessa distanza: Bari ultima fermata per Dionisi?

Un’altra sconfitta, la terza consecutiva e la settima dall’inizio del campionato. Il Palermo esce dal Mapei Stadium ancora una volta con le ossa rotte e dopo aver manifestato dei limiti, caratteriali più che tecnici, che ora rischiano di complicare la stagione. All’inizio di questa annata, infatti, nessuno ha mai minimamente pensato che al giro di boa la situazione potesse essere questa. I numeri parlano chiaro, il linguaggio del corpo dei giocatori e il “ton of voice” di Dionisi è ancor più eloquente. I rosa potrebbero finire in pericolo, al culmine di una pesante involuzione che forse è stata sottovalutata in sede di costruzione e di gestione dell’organico.

Palermo, i numeri di un periodo tragico

Dodicesimo posto in coabitazione con il Brescia, squadra contro la quale erano già emersi limiti tecnici, tattici e mentali. E si era ancora alla prima giornata di campionato. I punti di distanza dall’ottavo posto che varrebbe i playoff sono sempre due, mentre sono 4 quelli di ritardo dal sesto posto, piazzamento ottenuto nello scorso campionato. È paradossalmente più vicina la zona playout, con la Salernitana a -3 dai rosa. Un punto più sotto c’è il Cittadella che inaugura la zona retrocessione. I 18 gol fatti rendono quello rosanero il quintultimo attacco della Serie B: peggio hanno fatto solo Frosinone (14 reti), Carrarese (15) e il tandem composto da Reggiana e Cosenza con 17. L’unico dato che conforta è quello dei gol subiti, saliti a quota 17 ma ancora sufficienti per rendere quella palermitana la terza miglior difesa dopo Spezia e Sassuolo.

Il Palermo, quando siamo ormai giunti al giro di boa della stagione, ha più sconfitte che vittorie. La squadra di Alessio Dionisi ha infatti vinto solamente cinque partite su 18 giocate. Un dato pessimo in senso assoluto. Dopo la gara contro il Bari, in un Santo Stefano che si prevede freddo sia per le temperature che per il clima che si vivrà al “Renzo Barbera”, si potranno tirare delle somme un po’ più corpose. Non è il momento di fare paragoni con le due precedenti stagioni con Eugenio Corini. Tuttavia, i dati che abbiamo tirato fuori nelle righe precedenti, potrebbero bastare. Tuttavia, purtroppo, non basta.

Pochi segnali di vita

Se, infatti, finora i numeri hanno consegnato un quadro desolante, tutto quello che non finisce nelle statistiche ma che è sotto gli occhi di chi guarda rende la situazione ancor più pesante. Come la totale mancanza di reazione dopo i cazzotti presi da Pompetti sette giorni fa e da Pierini nel pomeriggio di Reggio Emilia. Il Palermo, in entrambi i casi, ha infatti imbastito un tentativo di reazione frenetico, poco lucido e di conseguenza sterile. Ma se contro il Catanzaro il tempo era veramente poco (l’1-2 era arrivato al minuto 82), ieri al Mapei c’era tutto il tempo per rialzare la testa.

Una mancanza di tempra, di concentrazione e di lucidità che stona, ad esempio, con quel che si è visto nei primi tempi delle due gare. Sia contro il Catanzaro che contro il Sassuolo, infatti, i rosa hanno avuto una buona dopo essere andati sotto. E non era poi così assurdo credere che in entrambi i casi, Segre e compagni potessero addirittura ribaltare il risultato. Poi, però, è arrivato il colpo di grazia. Due grandi gol, seppur arrivati con una buona dose di complicità da parte dei giocatori di Dionisi.

Palermo, Dionisi sbaglia ancora la gestione “live”

Un altro aspetto – anche se forse in questo caso sarebbe più corretto parlare di coincidenze – riguarda l’incredibile tempismo dei gol subiti immediatamente dopo i cambi. Pompetti, infatti, sette giorni fa ha riportato in vantaggio il Catanzaro tre minuti dopo gli ingressi di Baniya e Gomes. Due cambi oggettivamente incomprensibili, se consideriamo il fatto che il Palermo fosse in pieno controllo del campo. Al Mapei, invece, è passato un solo minuto dalla staffetta Verre-Vasic alla punizione vincente di Pierini.

Al di là di questa coincidenza, ancora una volta è venuta meno una lettura lucida della partita da parte di Alessio Dionisi. Contro il Catanzaro è apparsa bizzarra la scelta del tecnico di “svuotare” l’area avversaria con l’uscita in contemporanea di Le Douaron e Henry. Una scelta spiegata prima della partenza per Reggio Emilia con l’intenzione di attaccare la profondità. Peccato che proprio in quella fase la partita si stava giocando negli ultimi 40 metri di campo dei calabresi e che solo dopo il doppio cambio i giallorossi avevano preso coraggio, e di conseguenza campo.

A Reggio Emilia, invece, in tanti hanno stropicciato gli occhi. Di certo non per le giocate di Stredair Appuah, al quale è stato finalmente concesso del (poco) tempo per esprimersi. Il motivo della sorpresa è legato alla scelta di puntare su Vasic come ricambio sulla trequarti. Sei giorni prima, nello stesso “spot”, era stato scelto Insigne, giocatore più dotato di lampi estemporanei rispetto al serbo. Per non parlare dell’ingresso di Brunori ed Henry a tre minuti dalla fine, quando ormai i buoi erano fuori dalla stalla.

Il numero 9 ha anche avuto una chance nel recupero. Una palla gol non facile, ma che un calciatore che punta (con merito) alla Serie A avrebbe potuto concretizzare meglio.

Bari ultima fermata o stazione della ripartenza per Dionisi

Con questo mood decisamente poco allegro ci si avvia alle feste di fine anno. Un periodo in cui in Serie B si fa tutto, meno che tirare il fiato. La settimana alle porte è quella in cui si giocheranno le ultime due partite dell’anno. A Santo Stefano arriverà al “Barbera” il Bari, rivelazione del campionato ma al tempo stesso reduce dal ko interno con il Sudtirol fanalino di coda. Domenica prossima si aprirà il girone di ritorno con la sfida sul campo del Cittadella. I veneti, prima del successo di ieri con la Reggiana, aveva vinto solo 3 volte in campionato. Una di queste è arrivata proprio nel catino di viale del Fante.

Prima di sfidare gli amaranto, però, bisognerà capire cosa accadrà giovedì contro i galletti di Moreno Longo. A giudicare dai rumors che si rincorrono ormai da diverse ore, potrebbe essere proprio quella di Santo Stefano la gara che segnerà il destino di Alessio Dionisi. In caso di sconfitta o comunque di mancata vittoria, specie se “sorretta” da una prestazione negativa, il tecnico toscano potrebbe dire addio alla panchina del Palermo. Nessuna voce, invece, sul futuro di Morgan De Sanctis. Il ds sembra dormire tra due guanciali, nonostante siano abbastanza chiari alcuni errori da lui commessi in estate.

Francesco Cammuca
Francesco Cammuca
Uno dei fondatori di Sporticily, vive il giornalismo sportivo (e non solo) sul campo dal 2009. Dalle sue dita arrivano articoli approfonditi e a volte taglienti, la sua voce è una di quelle che raccontano le vicende delle squadre di cui la nostra realtà si vanta di essere Media Partner.

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