Mirko Pigliacelli fa un lungo giro, che parte dalla Romania e lo porta a Palermo. Proprio in quel di Craiova c’è stato un gran bel salto in avanti per la sua carriera: “Ho giocato in un po’ di squadre in Italia, sempre in Serie B. Poi è arrivata questa chiamata dalla Romania, l’ho vista come un’opportunità di fare un’esperienza nuova. Lì c’è una cultura calcistica differente. Mi sono trovato bene, infatti sono rimasti lì quattro anni. Per me è stata un’esperienza che mi ha formato molto. A Craiova stavo bene, c’era però poco tempo per staccare perchè giocavamo in Europa. Nel calcio romeno c’è tanta qualità, il livello è alto tanto che diversi romeni negli ultimi anni sono venuti a giocare in Italia”.
Poi però è arrivata la chiamata del Palermo. E per l’estremo difensore di scuola romanista non ci sono stati dubbi, come rivela ai microfoni di Radio Time: “Sono riaprtito in ritiro per giocare a Craiova e affrontare un’altra stagione lì. Non avevo in mente di tornare in Italia. Poi è arrivata la chiamata del Palermo ed è cambiato tutto. In tempo record abbiamo fatto tutto, abbiamo trovato l’accordo. Per me è stata una chiamata inaspettata, non pensavo minimamente di tornare in Italia”.
Nonostante sia in rosanero da pochi mesi, Pigliacelli si trova praticamente a casa. Anche quando si ritrova a passeggiare per le vie della città e i tifosi gli esprimono il loro proverbiale calore: “A Palermo mi si è aperto un mondo nuovo, mi trovo da Dio. Anche la mia famiglia sta benissimo qui. Roma non l’ho mai vissuta realmente, sono sempre stato in ritiro. Però qui ci troviamo davvero bene. Spesso la gente mi ferma, c’è anche chi mi dà qualche consiglio. Ce ne sono di aneddoti divertenti”. Tra l’altro ha candidamente confessato di aver mangiato due arancine per Santa Lucia, da vero palermitano.
L’ex portiere di Frosinone e Trapani ha anche fatto capire di stare bene in spogliatoio. Qualche amicizia è già sorta, ma il clima in gruppo è ottimo: “Mi sentivo di stare a Palermo da sempre già dopo una settimana. Ho trovato un gruppo sano, di bravi ragazzi. Mi sono trovato benissimo fin da subito. Ho legato con tutti, magari ci sono legami un po’ più stretti come con Segre, ma sto bene davvero con tutti. Poi quando sei in campo c’è da portare a casa i risultati e si gioca tutti insieme”.
Si chiude parlando di Eugenio Corini. Il tecnico non è esente da critiche, ma il portierone rosanero spiega la sua importanza all’interno del gruppo: “Il mister è stato qui parecchi anni anche da calciatore, ha fatto la sua storia a Palermo. Ci dà anche una carica importante prima delle partite. Ha il suo atteggiamento, le interviste le fa a suo modo. A noi però interessa solo come prepara le partite e come ci trasmette la sua carica, a suo modo”.

