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Palermo, Mirri ricorda Chimenti: “Mito irraggiungibile, Coppa Italia 1979…”

Oggi, presso la sala stampa dello stadio Renzo Barbera, è stato presentato un libro dedicato alla vita e alla carriera di una grande bandiera del calcio palermitano: Vito Chimenti. La storia di un giocatore che è stato amato dal pubblico del Palermo in maniera viscerale, anche da chi non l’ha visto giocare. Come ha detto lo stesso autore del libro, Enrico Buccheri, è stato un maestro di calcio e di vita, un esempio di un uomo semplice ma al contempo straordinario. Il libro, dal titolo “Vito Chimenti, un eroe rosanero“, non solo servirà a far conoscere meglio la figura dell’ex attaccante rosanero. Infatti nel progetto è stato coinvolta anche l’associazione Autismo e movimento, che aiuta ragazzi affetti da sindrome dello spettro autistico. Parte del ricavato verrà destinato alle iniziative dell’associazione. Tra i vari intervenuti anche il presidente del Palermo, Dario Mirri, e la vedova di Vito Chimenti, Anna Maria Moro.

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Palermo, Mirri: “Chimenti mito irraggiungibile”

Queste le parole di Dario Mirri: “Le mie emozioni sono quelle di un tifoso che hanno vissuto questo mito. Senza tutti i mezzi di comunicazione e i social. Potevi vederli solo allo stadio, solo chi faceva le trasferte poteva vedere le partite lontane. È un mito davvero irraggiungibile. Ho scritto la prefazione come privilegio dei tifosi, grazie a gente come Vito o Renzo Barbera posso farlo.

“Lui era il bomber che ci ha fatto sognare la Serie A e la finale di Coppa Italia. Ne soffrì tanto. Purtroppo non la completò e chissà che sarebbe successo se Antonio Cabrini non fosse intervenuto sul suo ginocchio. Visse col dispiacere di non averci potuto regalare la coppa. Poi ci furono tante altre voci ma la verità era quella. Il Palermo che avesse vinto con la Juve con gol di Chimenti sarebbe stato il sogno di tutti i tifosi”.

Le parole della vedova Chimenti: “Lui amava la Curva nord”

Durante la conferenza stampa è anche intervenuta la vedova Chimenti: “Vito è andato via con il rammarico per via di problemi societari. Nel 2015 fece una partita amichevole con Ficarra e Picone, andando verso la Curva Nord. Disse che quello era un popolo povero di moneta ma di gran cuore. Poi il presidente Mirri lo coinvolse dopo la rinascita, si sentiva coinvolto. Avrebbe detto oggi che siamo in B, e non più in D. Se non andremo in A, dobbiamo ricordarci che siamo qui grazie all’opera di Dario Mirri”.

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