Dario Mirri ha raggiunto il ritiro del Palermo. Il presidente della formazione rosanero è arrivato nelle scorse ore a Pinzolo, dove la squadra guidata da Eugenio Corini è giunta poco prima dell’ora di pranzo.
Queste le dichiarazioni che Mirri ha rilasciato ai giornalisti presenti in Trentino Alto Adige.
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Palermo, Mirri giunge in ritiro
Mirri, prima di parlare del Palermo, ha offerto il suo pensiero sulla situazione drammatica che sta vivendo la città sul piano climatico e degli incendi.
Dopodichè si è passati a parlare di calcio. In particolare del ritiro. Questa la riflessione di Mirri: “Ho visto bene la squadra, ci sono condizioni eccellenti per lavorare sia a Ronzone che qui. Da questo punto di vista i ragazzi stanno bene. Ho parlato con loro e con Corini, si inizia il percorso che tra qualche tempo ci porterà anche a proseguirlo a Torretta in condizioni eccellenti e in continuità, che è stata una difficoltà e un limite fino a ora”.
Si parla anche della maglia: “Dire che non la conoscevo sarebbe falso. Capisco che può piacere o non piacere, è normale nella vita. A me piace solo perchè è rosa e nero, i colori più belli del mondo. Che sia più rosa o meno rosa, è un tema di cui si parla all’infinito”.
Il tema del calciomercato viene, come sempre, dribblato da Mirri: “Come voi ben sapete da quattro anni, non ho mai trattato l’argomento. Non lo conosco, io ho sempre detto che mi occupo pochissimo di calcio. Lascio ai tecnici ogni valutazione e competenza. Con giocatori che si aggiungono a quelli dell’anno scorso, se riusciremo a ricreare alchimia e magia, potremo fare qualcosa di grande. A Manchester si è vinta una Champions che a Parigi non si è ancora vinta”.
Infine una battuta sui tifosi e sulla campagna abbonamenti: “Io lo dico dall’inizio: i tifosi del Palermo non saranno tantissimi, ma sono i migliori al mondo. Siamo capaci di tutto, di fare lo stadio sold out e di eguagliare record di abbonamenti. È un amore talmente grande che non ha limiti, mi aspetto sempre il massimo. Stanno rispondendo in maniera clamorosa, dobbiamo essere contenti”.

