Archiviata l’esordio con la Sampdoria, il tecnico del Palermo Michele Mignani deve subito pensare alle prossime sfida in campionato, la prima delle quali contro il Cosenza sabato 13 aprile. Certamente il tecnico avrà più tempo per preparare il piano tattico più adatto ai rosanero. Il rientro di alcune pedine da squalifiche ed infortuni potrebbe consentire all’allenatore di provare un nuovo vestito per il Palermo: il modulo 4-3-1-2. Questo per la necessità di trovare il giusto equilibrio in difesa e dare maggiore qualità dalla trequarti in su.
Palermo, qualche novità tattica contro la Sampdoria
Nonostante l’arrivo a due giorni dalla partita, il primo Palermo di Mignani visto con la Sampdoria ha mostrato qualche novità. Novità dettate certamente dalle assenze a centrocampo, dato che oltre ai già citati Gomes e Coulibaly mancavano anche Aljosa Vasic e Filippo Ranocchia. Ma il nuovo allenatore ha portato in campo anche qualche idea propria, dettata principalmente dalla voglia di registrare la difesa. Tentativo riuscito parzialmente, visti i due gol subiti. Ma è innegabile che il Palermo abbia subito meno le incursioni degli avversari, principalmente nel primo tempo.
Questo anche in virtù delle scelte tattiche di Mignani. Difficile dire se quello visto in campo fosse un 4-4-2 o un 3-5-2, ma certamente qualcosa di diverso si è visto. In primo luogo, una posizione molto arretrata (almeno nel primo tempo) di Francesco Di Mariano. Nonostante abbia fatto quasi il terzino, è stato autore di una prova maiuscola, forse una delle migliori da quando è in rosanero. Oppure, non sarà sfuggita ai più la posizione ibrida di Federico Di Francesco, che in copertura agiva quasi da mezzala. O, ancora, l’ingresso tra i titolari di Leonardo Mancuso, che non giocava da inizio gara dal 1° dicembre 2023 (Palermo-Catanzaro 1-2). Anche l’ex Monza ha vestito i panni del raccordo tra i reparti, agendo spesso alle spalle di Matteo Brunori.
I numeri lasciano sempre il tempo che trovano, ma si è visto che i rosanero hanno provato qualche novità proposta dal nuovo allenatore. I movimenti sono apparsi maggiormente organizzati, anche se non sono mancate le sbavature. Certo non si poteva pretendere troppo in così poco tempo. Il punto è però capire se l’assetto visto sabato sia stato solo frutto delle necessità contingenti oppure può essere riproposto nel prossimo futuro.
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Il modulo del futuro può essere il 4-3-1-2
Quanto dichiarato da Mignani al termine di Palermo-Sampdoria, il modulo visto coi doriani potrebbe essere solo un’eccezione. A più riprese l’allenatore ha detto di voler proporre qualcosa di più, anche in funzione dei giocatori a disposizione. E, in questo senso, si potrebbe pensare all’avvento del 4-3-1-2 come possibile modulo. Il rientro di Gomes e Coulibaly, oltre che gli eventuali miglioramenti degli infortunati, garantiscono certamente maggiori alternative sulla mediana.
Si può pensare ad un centrocampo più fisico, con Gomes vertice basso e Jacopo Segre e Liam Henderson ai suoi lati. Ma non si può escludere la conferma di Leo Stulac in cabina di regia (con il francese ad agire al suo fianco). E sulla trequarti le alternative non mancano, dato che il già citato Di Francesco o Roberto Insigne potrebbero essere potenziali elementi di raccordo. Senza dimenticare quanto ha fatto vedere Ranocchia prima dell’infortunio. La caccia al trequartista migliore permetterebbe di mettere una toppa ad una grande falla del Palermo 2023-24.
I vantaggi nel riempire la trequarti avversaria e avere una seconda punta
In tempi non sospetti (leggasi durante la gestione di Eugenio Corini), il Palermo ha puntato tutto sugli esterni, lasciando sguarnita spesso la trequarti alle spalle di Brunori. Talvolta si provava a riempire quello spazio con gli inserimenti dei centrocampisti, ma questa opzione non sempre ha avuto fortuna. Così, invece, pur lasciando aperta la possibilità di sfondare a destra o a sinistra, si potrebbe trovare qualche giocata anche nello stretto, nel cuore della metà campo avversaria.
Inoltre, si è già visto in passato come Brunori giochi molto meglio con un uomo al suo fianco. È successo in Serie C, quando si schierava Edoardo Soleri leggermente più arretrato, ma anche nell’ultima gara. Il lavoro di Mancuso contro la Samp, che ha tolto un po’ di pressione al capitano da parte degli avversari e ha provato a fargli qualche sponda ha comunque funzionato. E non sarebbe utopistico pensare ad una soluzione definitiva che coinvolga anche una seconda punta. Ruolo che gli stessi Di Francesco e Insigne hanno ricoperto in passate esperienze (seppur con caratteristiche diverse).
Una rivoluzione quasi copernicana per il Palermo, che avrebbe comunque la possibilità di provare questi nuovi meccanismi nel corso di queste settimane. Ormai non sono previste più soste e sarà una lunga corsa verso i playoff. Nella speranza di trovare le soluzioni vincenti per il finale di stagione.

