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Palermo, il dominio si paga: fase difensiva da migliorare, i dati sui gol subiti

La sosta per le nazionali è ancora lunga e i tifosi del Palermo fremono per rivedere i propri beniamini in campo. La squadra è prima in classifica in Serie B e tutti sognano un lieto fine al termine della stagione. Ma questa è ancora tutta da vivere e da giocare, e certamente i rosanero saranno protagonisti di un campionato molto equilibrato, come da tradizione in cadetteria. A far la differenza saranno i dettagli ed è proprio su questi che lavora mister Pippo Inzaghi in questa fase. Oltre le tante cose buone fatte sin qui, l’inizio di questa annata ha portato il Palermo a subire diversi gol. Un problema di non poco conto, dettato da diversi fattori, ma su cui c’è da concentrarsi in vista delle partite che verranno.

Palermo, occhi puntati sui gol subiti: i numeri

Se sin qui il percorso del Palermo è stato impeccabile sul piano dei risultati (6 vittorie e un pareggio tra Serie B e Coppa Italia), lo stesso non si può dire guardando i dati dei gol subiti. In tutte le competizioni, i siciliani hanno incassato 7 reti in 7 partite, tenendo la porta inviolata solamente in 2 circostanze. L’onore di far registrare questi clean sheet contro Lecce e Juve Stabia è toccato a Mattia Fortin, autore di ottime prestazioni e di grandi parate.

Negli altri incontri, però, il Palermo ha mostrato alcuni momenti di blackout, soprattutto al rientro dagli spogliatoi. Fasi in cui gli avversari non hanno quasi mai lasciato scampo ai siciliani. Basti pensare che 6 di questi 7 gol subiti sono arrivati tra il minuto 46 e il minuto 75 di gioco. La forza della squadra di Inzaghi è stata però quella di saper ribaltare le avversità, cosa che sino a poco tempo fa sembrava impossibile. Il tecnico è riuscito a restituire una certa sicurezza alla squadra, che se va sotto non si demoralizza e cerca di ribaltare il risultato. Cosa che è accaduta per esempio col Padova nell’ultima gara prima della sosta. Ed è forse nell’atteggiamento che si possono trovare le risposte e le soluzioni per il futuro.

L’atteggiamento offensivo paga, ma serve registrare la difesa

Lo scorso anno il Palermo ha puntato tanto sulla compattezza difensiva, tanto che nello stesso numero di partite tra campionato e Coppa Italia (7 appunto) aveva subito 4 gol e tenuto la porta inviolata 4 volte. Un assetto che ha permesso ai rosanero, alla fine della Serie B 2025-26 di perdere solo 6 partite e di chiudere al 4° posto. Ma è chiaro che si è chiesto alla squadra di Inzaghi di rischiare qualcosa in più quest’anno per centrare l’obiettivo grosso. Un calcio più aggressivo e offensivo, pensato non tanto per giocare di rimessa ma per comandare il match. Cosa che oggi il Palermo è riuscito a fare largamente.

Il lato della medaglia è però esporsi maggiormente alle sortite offensive degli avversari. È normale che la coperta sia corta e che non sempre è facile dominare la gara e non subire mai gli avversari. Inzaghi ne ha parlato più volte anche in conferenza stampa, parlando dei gol subiti anche con la voglia del Palermo di cercare di imporre il suo gioco. Allo stesso tempo è lo stesso tecnico che ha parlato di disattenzioni difensive che non vuole più vedere, per non rischiare di perdere punti. Rischio corso ad esempio contro l’Arezzo, quando una partita dominata si è trasformata in una vittoria sofferta all’ultimo secondo.

Il Palermo sa di avere giocatori di altissimo livello nel reparto difensivo: da Mattia Bani a Pietro Ceccaroni, passando per Federico Barba, Patrick Peda e Giangiacomo Magnani. E questo solo per parlare dei centrali, ma come si sa tutta la squadra concorre ad entrambe le fasi. Inzaghi è consapevole che c’è il materiale adatto per alzare ulteriormente l’asticella dell’attenzione e della prestazione, in questo caso difensiva. Un modo per aumentare le ulteriormente le possibilità di trionfo a fine anno.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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