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Palermo, Dionisi: “Sono sereno, testa alla Salernitana. Mi sento sempre in discussione”

Alessio Dionisi presenta la sfida tra Salernitana e Palermo, valida per la 31a giornata di Serie B. La partita in questione sarà fondamentale per capire se la squadra rosanero sta dalla parte del suo allenatore, dopo i venti di esonero soffiati durante la sosta. Queste le dichiarazioni rilasciate in apertura di conferenza stampa dal tecnico toscano: “La sosta è stata movimentata più all’esterno che all’interno. Io mi identifico nella squadra, e la squadra si è allenata bene. Ho perso poco bene a leggere quel che è uscito, non mi interessa. Ha parlato il direttore, anche con me, poi per la società rispondono i dirigenti mentre io rispondo per le prestazioni. Non mi tiro indietro dalle responsabilità ma queste vanno condivise, non mi sposto di un centimetro. A me interessa vedere la squadra che lavora bene, nell’ultima partita la mentalità è cambiata quando poteva mettersi in discesa. Dobbiamo combattere contro i nostri limiti, non possiamo sederci su un momento positivo della partita. Sono sereno, non sono nervoso”.

Dionisi presenta Salernitana – Palermo

Dionisi, dunque, si concentra unicamente sulla squadra. La preparazione della sfida contro la Salernitana, a detta del tecnico, sta procedendo bene: “Per me è più importante pensare a quel che dobbiamo fare. Ognuno risponde dei propri errori, li fanno tutti e non ho mai avuto dubbi sulla squadra e il gruppo. I ragazzi si allenano bene, questa settimana mi è piaciuta ma la scorsa mi è piaciuta ancor di più. La scorsa è stata una settimana di passaggio, ora stiamo preparando la partita in funzione della Salernitana. Fare l’allenatore è il mestiere più bello, ma anche il più precario. Io mi sento sempre in discussione, mi ci metto io stesso”.

La partita contro la Cremonese è forse lo specchio della stagione del Palermo. Dionisi fa capire che i problemi di questa squadra hanno radici più profonde: “Siamo tutti responsabili. Questo è un problema di lungo periodo, non di un mese solo. È una cosa più grande ed è più difficile da cambiare. Ci sono giocatori con più personalità che si soffermano su quel che è successo e alzano i toni affinchè non succedano più. C’è una serie di fattori che, se fossero così semplici, avremmo già risolto. Non posso dire che abbiamo risolto, esserne consapevoli è già qualcosa perchè vuol dire ammettere di avere limiti da superare o sui quali lavorare. Il resto è tutto mentalità ed equilibrio, a volte dimostriamo di non avere equilibrio in una partita che cambia”.

La presenza del City Football Group

In settimana si è tenuto anche un incontro tra la squadra e Alberto Galassi. L’esponente del City Football Group ha lasciato il segno nello spogliatoio del Palermo, come conferma Dionisi: “È stato un intervento molto positivo, successivamente ho avuto un feedback positivo dai ragazzi. Galassi è una persona che sa parlare e sa raccogliere l’attenzione di un gruppo. Ha l’esperienza e le conoscenze per farlo. Galassi ha trasferito l’idea che ha del gruppo, attraverso le sue parole i ragazzi sono rimasti colpiti. Sono state parole molto positive di un dirigente molto importante del gruppo. Ha cercato di spronare tutto l’ambiente squadra e ha colto nel segno”.

Un rivale con l’acqua alla gola

Si passa poi a parlare della Salernitana, prossimo avversario del Palermo. Dionisi ha fatto capire che partita si aspetta: “È una squadra che all’andata ci ha battuto, troveremo un ambiente caldo. Si portano dietro pro e contro di una retrocessione, in questo momento hanno bisogno di punti. In casa hanno battuto Cremonese e Modena, hanno fatto più punti a Salerno che in trasferta. Non sarà facile affrontarli, ma possiamo esprimere le nostre qualità di gioco che però non bastano. Ci serve qualcosa di più in fase difensiva, abbiamo perso duelli in area e non ce lo possiamo permettere. Dovremo stare dentro alla partita, l’ambiente non sarà favorevole. Sarà una partita bella da giocare, importante per entrambi e non facile”.

La squalifica di Valerio Verre porta Dionisi a cambiare qualcosa tra le linee. Oltre a questo, c’è da valutare le condizioni di altri giocatori: “Giocherà un elemento con caratteristiche diverse rispetto a Valerio. L’idea di gioco è quella, chiunque giocherà darà le proprie qualità nel nostro sistema. Sirigu non si è allenato per un attacco influenzale, spero di averlo. Nikolaou a oggi non si è ancora allenato con la squadra, Di Mariano è rientrato e si sta allenando a pieno regime da ieri. È disponibile e non escludo che possa giocare. Di Francesco non ci sarà”.

Prenderà il via a Salerno un micro campionato di 8 partite. Ogni gara sarà fondamentale per il prosieguo della stagione: “Non esistono partite semplici, sono tutte più equilibrate. Tutte giocano per fare punti, con il peso della classifica e delle aspettative. Questo non significa che termineranno con un risultato equilibrato, ma sulla carta lo sono, anche prima contro ultima. Concentriamoci su di lui, non possiamo perdere l’importanza nelle cose primarie, come il fatto che siamo fuori dai playoff al momento”.

Dionisi e l’utilità della sosta

Dionisi ha avuto modo di vedere una squadra che ha recuperato energie durante la sosta. Il tecnico del Palermo, però, fa capire che la squadra non sta male sul piano atletico: “La condizione fisica non era dovuta all’ultima partita, i test fisici hanno dato risposte che non mi aspettavo. Non è questione di condizione fisica, i ragazzi stanno meglio e non è scontato. Ci sono tanti fattori nella prestazione atletica di un giocatore. Tra questi rientra anche la mentalità, l’ansia da prestazione. Dobbiamo essere consapevoli ma anche leggeri. Due giocatori con i crampi stavano facendo il Ramadan, Brunori è uscito al 92′ e Audero è un caso unico. La partita con la Cremonese è stata dispendiosa, ma dipende anche da come stanno mentalmente i ragazzi. A volte si caricano troppo, devono saper essere più leggeri, è pur sempre calcio. Avremo più possibilità di vincere se saremo più leggeri”.

Il Palermo segna meno e subisce di più rispetto alla scorsa stagione. Giocatori come Jacopo Segre e Filippo Ranocchia, giusto per fare due nomi, stanno incidendo: “Jacopo segna poco perchè sta giocando meno. Non mi importa chi fa gol, è importante fare gol. Ne stiamo facendo meno perchè abbiamo aumentato il numero di reti subite e abbiamo lavorato su quello. Siamo diventati più offensivi negli interpreti ma possiamo prendere meno gol. Gli ultimi tre gol li abbiamo presi a difesa schierata, in una situazione comoda”.

Tre partite cruciali

Ci si chiede ancora quali siano i problemi di questo Palermo, non solo in questa stagione. Dionisi, però, non vuole giudicare il passato: “Certe valutazioni si fanno all’inizio o alla fine. Ho un’idea ma mi concentro più sul presente. Penso di conoscere le motivazioni, non ho la verità in tasca ma ho le mie idee. Sono stati fatti tutti investimenti giusti, ma tante società hanno investito per diversi anni per arrivare e stare. Questa proprietà ha investito e investirà per arrivare e stare dove vuole arrivare”.

Salernitana, Sassuolo e Bari. Tre partite tutte diverse tra loro, ma che potrebbero dare un responso sulla stagione del Palermo. Dionisi la vede così: “Se la vediamo così, diventa fondamentale quella contro la Salernitana. Giochiamo contro una squadra che non vale la posizione in classifica che occupa e che in casa è difficile da affrontare. È chiaro che mancando sempre meno partite alla fine, ogni gara diventa fondamentale”.

Infine si parla dei giocatori che entrano a gara in corso. Dionisi è consapevole delle difficoltà nella scelta di alcuni giocatori, dall’inizio e a gara in corso. Inoltre il tecnico del Palermo prova a spiegare perchè a volte i subentrati non rendono come dovrebbero: “Scelgo 11 giocatori e qualcun altro non gioca, ma ci sono giocatori che spingevano e spingono per giocare. Alcune scelte sono in funzione del fatto che non posso metterne più di 11 dall’inizio. Mi dispiace che chi entra non dia il contributo che sa dare, anche perchè si creano condizioni diverse. In panchina abbiamo qualità importanti tanto quanto quelle di gioca. Per me è importante che chi entra venga messo nelle condizioni di cambiare la partita. Tutti stanno spingendo”.

Redazione Sporticily
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