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Palermo, Di Mariano: “Finalmente gioco nella mia città, sono contento. Con Brunori grande coppia”

Il Palermo è volato alla volta di Manchester per un mini ritiro che durerà fino a sabato 24 settembre, un’esperienza di livello che sta lasciando tutti a bocca aperta. Uno tra questi è Francesco Di Mariano che, nel corso dell’intervista concessa a ‘Il Corriere dello Sport’, ha dichiarato quanto segue: «Lavorare all’Etihad è un’emozione fortissima che ti fa capire che è un altro calcio rispetto all’Italia, ma questo è il top mondiale. Un centro così ti forma anche culturalmente, è importante crescere con queste prospettive e infrastrutture all’avanguardia. Sono entusiasta di questa scelta e non mi pento».

Venezia e Lecce

L’attaccante esterno del Palermo ha ricordato le sue esperienze vissute con le maglie di Venezia e Lecce: «A Venezia e a Lecce, due promozioni dalla B. Ma il Salento mi è rimasto nel cuore, sia perché ci sono andato la prima volta a 14 anni, ho esordito in prima squadra, sono cresciuto tanto lì e poi ho vinto la B da primo. Ma il Lecce mi ha detto in estate che non rientravo più nel progetto. E ora sono nella mia città con un club ben più glorioso».

Ruolo e idoli

Il Palermo deve ritrovare il miglior Francesco Di Mariano, l’ex Lecce in questa prima parte di stagione non si è esaltato troppo e spera di poter dimostrare le proprie qualità: «Ho fatto la seconda punta, il trequartista e con De Rossi alla Primavera della Roma l’esterno per sfruttare la mia velocità. E poi ho continuato esterno, ma il mio idolo irraggiungibile da piccolo era Ronaldinho, un funambolo. Ora studio un po’ Neymar, Vinicius del Real Madrid, Leao del Milan, quelli del mio ruolo insomma, i loro movimenti in partita. Vorrei e dovrei segnare di più, anche quando sono stanco sotto porta».

Partner ideale

«Beh, per ruolo è inevitabile Brunori. Cerco di legare e di gio- care con lui, le sue sponde, i suoi uno-due, anche a Lecce dialoga- vo molto con Coda».

Serie B ostica

Francesco Di Mariano si è soffermato sull’inizio di stagione e sulle difficoltà che presenta questa Serie B: «Penso che tempo poi ne abbiamo poco, il campionato non ti aspetta, stiamo lavorando sulla nostra identità ma dobbiamo farlo presto. Essere compatti, uniti, solidali. Perché possiamo essere la mina vagante della B credere nel mister Corini- Io ne ho fatte sette di B e questa è la più difficile. E credo che nessuna rivale può essere sicura, non ci sono pronostici certi. Tutte sono mine vaganti, quindi pensiamo partita dopo partita. E dopo vediamo dove ci troviamo».

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