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Palermo, Desplanches: “Contento di essere rosanero, volo basso ma sogno la A”

Sebastiano Desplanches, portiere del Palermo, è stato intervistato per la trasmissione Generazione Azzurra, in onda sul canale tematico della Nazionale Italiana di calcio. L’estremo difensore rosanero (21 presenze con i siciliani in Serie B) è il titolare della rappresentativa azzurra Under 21. La stessa che si giocherà i campionati europei in Slovacchia nel mese di giugno del 2025. Un torneo che è tra gli obiettivi della nazionale italiana guidata da Carmine Nunziata e dello stesso Desplanches.

Desplanches: “Mondiale U20 grande esperienza, ora la testa all’Europei U21”

Il ricordo del Mondiale Under 20 2023 è per Desplanches ancora vivo nella memoria. Fu proprio in quella circostanza che sul talento misero gli occhi diverse squadre: “Fu un percorso straordinario. Eravamo un gruppo fantastico, sono state emozioni indelebili che rimarranno sempre nel mio cuore. Era un mese particolare, tanti campionati non erano ancora finiti. Ci davano per spacciati, nessuno credeva in noi. Poi siamo arrivati in Argentina e abbiamo sentito l’appoggio dei tifosi locali, e questo ci ha caricati: rimpianti veri non ne abbiamo, anche perché abbiamo dato il massimo. Certo, alzare la coppa sarebbe stato meglio”.

Ora però la testa va all’Europeo Under 21: “Il gruppo è unito, con il giusto equilibrio tra caratteri vivaci e giocatori più ‘calmi’. Sono molto legato a Giovanni Fabbian e Cesare Casadei, ma in generale possiamo fare molto bene. Capitan Lorenzo Pirola, per esempio, è il difensore che vorrei sempre in campo con me: trasmette tranquillità a tutta la squadra, quando si soffre un po’ di più è bravo a farci rimanere con la testa sul campo, è una fortuna averlo con noi”.

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Desplanches: “Dallo Sparta Novara al Palermo, ho fatto gavetta”

Guardando un po’ al passato, Desplanches ripercorre le tappe che l’hanno portato a vestire la maglia dell’Italia e quella del Palermo: “Ho iniziato a giocare nello Sparta Novara, poi sono passato all’Inter e successivamente al Milan dove sono rimasto fino alla Primavera, prima di andare a Vicenza. Dal giocare nel Milan a scendere in Serie C può sembrare un passo indietro ma in realtà non è così, perché il calcio dei grandi è un’altra cosa. Sono contento di aver fatto la gavetta e, ora, di essere a Palermo“.

Il portiere nativo di Novara racconta come si è innamorato di quel ruolo, ma anche del sostegno ricevuto dai suoi cari: “Sono stato fortunato ad avere i genitori dietro di me. I traguardi che ho raggiunto li devo anche a loro, mi portavano agli allenamenti fin da quando ero piccolo. Un giorno mi stavo allenando a Suno, scuola calcio Inter. Mi sono offerto di giocare in porta e da lì non ho più smesso. La prima convocazione in Nazionale fu una sorpresa. A quell’età si vive il calcio in modo più spensierato. Non era il mio obiettivo principale, ma è stata una cosa incredibile. Ogni volta che sento il mio nome legato alla Nazionale provo un’emozione straordinaria”.

“Il ruolo del portiere richiede un allenamento diverso rispetto agli altri giocatori, più mentale e focalizzato a non perdere mai la concentrazione. Il più forte di sempre è Gigi Buffon ma sono felice di essermi allenato ai tempi del Milan con Donnarumma. Ha preso la sua eredità. Parlando di altri sportivi, ammiro la mentalità di Sinner. Obiettivi? Voglio volare basso. Prima spero di esordire in Serie A, poi potrò pensare alla Nazionale maggiore”, conclude Desplanches.

Redazione Sporticily
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