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Palermo-Catania, può tornare il derby: i tifosi rosanero sperano nel sogno etneo

I tifosi di Palermo e Catania, pur non essendo nello stesso campionato, si sono di recente incrociati. Il pretesto è stato una situazione tutt’altro che piacevole, ovvero nella prematura scomparsa della piccola Alessia, che ha unito le due città. In occasione della camera ardente, una delegazione etnea è arrivata al “Barbera” per onorare la memoria della giovane tifosa, stringendo la mano agli esponenti della Curva rosanero. Anche al “Massimino” non sono mancate le manifestazioni di solidarietà, con striscioni e cori a lei dedicati. Da lì, un tam-tam di messaggi sui social, che ha travolto anche il lato sportivo, con un pensiero sostanzialmente inedito: forza Palermo e Catania, insieme. Così, a sorpresa, si è addolcita la tensione e la rivalità storica tra queste due piazze.

Dagli stessi tifosi è partita la proposta di un triangolare con protagoniste Palermo, Catania e una terza squadra, a fini solidali. La speranza è che le due formazioni siciliane non si potessero infatti incontrare, in virtù di una promozione per entrambe. Dopo l’uscita degli uomini di Filippo Inzaghi dai playoff, tuttavia, qualcosa è cambiato. La fame di derby infatti potrebbe essere rinfocolata nei prossimi giorni. Perché, se per il Palermo il sogno Serie A è sfumato, quello della Serie B per il Catania è più vivo che mai. E gli etnei hanno dei tifosi in più in questa avventura, proprio quelli rosanero.

Derby Palermo-Catania, storia di una rivalità mai sopita

Al netto dell’umana vicinanza nella vicenda di Alessia, come in tante altre questioni che hanno riguardato Palermo, Catania e i rispettivi territori limitrofi, è chiaro che dal punto di vista sportivo ci sia grande fame di derby. La partita più accesa della Sicilia manca dal 12 dicembre 2021, ma per entrambe le tifoserie è sempre stato un pensiero fisso. Il derby d’altronde ha scritto pagine importanti del calcio siciliano, a volte pure tragiche.

L’anno prossimo saranno vent’anni dalla morte dell’ispettore Filippo Raciti in un derby Catania-Palermo che in molti vorrebbero dimenticare. Ma da quella circostanza miseramente triste vennero fuori anche delle vetrine importanti, come il famoso giro di campo a braccetto tra Maurizio Zamparini e Antonino Pulvirenti. Due patron amati e odiati per la loro parabola, ma che hanno permesso di mettere in vetrina il derby di Sicilia.

Una sfida lunga novant’anni ma che proprio nei primi del 2000 ha visto toccare il suo apice, per palcoscenici calpestati. Le prodezze di Fabrizio Miccoli e Giuseppe Mascara, le giocate sudamericane di Javier Pastore e Maxi Lopez, le leadership di Eugenio Corini e Francesco Lodi. Squadre che oggi probabilmente duellerebbero, per livello di calcio espresso in quegli anni, probabilmente per un posto in Europa. Anche questo è il significato di un derby che Palermo e Catania vorrebbero rivedere.

Gli ultimi derby in era Covid e il fallimento dei due sodalizi

Gli ultimi derby giocati hanno tante storie da raccontare, ma per certi versi sono un po’ monchi per le emozioni contrastanti che portano con sé. Nel 2020-21, in Serie C, le due gare furono spettacolari in campo, con un pari in condizioni proibitive per i rosanero, i quali si imposero al ritorno con un super gol di Mario Santana. Ma le partite furono condizionate da stadi vuoti, privi d’anima. Lo spettro del Covid-19 aleggiava sulla testa di tutti noi e nessuno ancora poteva sperare di vedere una gara, seppur così attesa, seduto nel proprio seggiolino.

L’anno dopo, nel 2021-22, un derby a porte aperte si giocò e fu ad appannaggio del Catania. La doppietta di Luca Moro fece impazzire di gioia il ristretto pubblico del Massimino. Che però forse non ricorda quella stagione per il derby vinto, quanto più per il fallimento che li escluse a poche giornate dalla fine. Favorendo (seppur indirettamente) l’ascesa proprio del Palermo di Silvio Baldini, poi vincitore dei playoff.

Proprio le vicende economico-giudiziarie delle due società hanno impedito negli ultimi anni di giocare con frequenza i derby. Ma adesso le due piazze sognano nuove sfide.

Rosanero delusi dopo Catanzaro, rossazzurri ancora in corsa per il sogno Serie B

Alla fine, le stagioni di Palermo e Catania potrebbero rappresentare, come spesso capita, le due facce del derby. Una delusa e l’altra (e sotto l’Etna facciano tutti gli scongiuri del caso) vincente. Perché da un lato ci sono i rosanero che hanno dovuto abdicare all’idea di andare in Serie A nel 2026 dopo il doppio confronto col Catanzaro. L’ultima stagione nel massimo campionato è lontana ormai un decennio, e c’è delusione nella squadra e nella piazza. Ma c’è anche la consapevolezza che si può costruire, sul terreno di gioco e sul piano delle infrastrutture, qualcosa di importante. La squadra, a partire da Pippo Inzaghi, si dice pronta a puntare verso la Serie A.

E, forse, c’è un intimo desiderio di portare a casa l’obiettivo proprio affrontando gli storici rivali rossazzurri. Perché gli etnei sono l’ultima squadra siciliana ancora in corsa per l’obiettivo prefissato a inizio anno. Cosa non scontata dopo le peripezie affrontate, con l’avvicendamento tra Mimmo Toscano e William Viali e il ritorno poi del primo a compendio di un’annata complicata. Eppure si apprestano a sfidare l’Ascoli e provare l’approdo in finale playoff. Una partita che il Catania non riesce a giocare dal 2002, ma che allora aprì un ciclo vincente e permise di scrivere nuove pagine di derby.

Ecco perché, magari distrattamente, ci sarà chi da Palermo butterà un occhio ai risultati del Catania. E allo stesso tempo, sotto l’Etna ci sarà uno stimolo in più per provare a vincere gli spareggi promozione. Perché, alla fine, poche cose nella vita di un appassionato di calcio valgono più di un derby.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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