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Palermo: “Catania ha investito molto ma in C non bastano i nomi, serve equilibrio”

Se si pensa a Palermo e Catania non si può fare a meno di pensare a uno dei derby più sentiti d’Italia. Una sfida accesissima e vibrante, due città in pieno contrasto praticamente su tutto. Eppure, sotto l’Etna hanno gioito tanto inneggiando al nome dei cugini quando Marco Palermo ha vestito la maglia rossazzurra. Ben 7 reti nella stagione 2022-23, che contribuirono a regalare il ritorno del Catania tra i professionisti al termine di quell’annata.

Proprio Marco Palermo, parlando ai microfoni di Sporticily, ha voluto ripercorrere la sua esperienza con la maglia rossazzurra. Analizzando, nell’occasione, anche i motivi del malcontento della piazza etnea dopo l’ennesima stagione da trascorrere in Serie C.

Palermo tifa Catania: “Società ambiziosa, sarà protagonista in Serie C”

Marco Palermo, oggi centrocampista della Nissa, ha detto la sua sulla stagione del Catania. Annata chiusa con un ottimo secondo posto, ma ancora una volta con la beffa della sconfitta ai playoff: “Quando una squadra forte non raggiunge l’obiettivo, raramente c’è una sola spiegazione. La Serie C è un campionato molto difficile soprattutto nel girone meridionale, dove ci sono tante piazze importanti e molta pressione. Toscano è un allenatore che ha dimostrato di saper vincere e la rosa aveva valori importanti, ma nel calcio non bastano i nomi. Servono continuità, equilibrio e anche episodi favorevoli nei momenti decisivi”.

Ora però i rossazzurri devono puntare a un pronto riscatto: “Per il prossimo anno mi aspetto un Catania ancora protagonista. È una società che ha ambizioni importanti e una tifoseria che merita categorie superiori. Sul nome dell’allenatore non mi piace fare classifiche ma credo che la scelta migliore sia quella di un tecnico che conosca bene la categoria e che sappia gestire una piazza esigente come Catania“.

Palermo: “Grande onore la promozione coi rossazzurri, città vive di calcio”

Tanti sono i dolci ricordi per Palermo con la maglia degli etnei addosso: “Per me è stata un’esperienza bellissima, che porterò sempre nel cuore. Indossare la maglia del Catania significa rappresentare una città che vive il calcio con una passione straordinaria. Ho avuto la fortuna di contribuire a un momento importante della storia recente del club rossazzurro”.

Lui, catanese doc (nonostante il cognome), fece parte di quel gruppo con il DNA etneo chiamato a riscattare la squadra dopo il fallimento del 2022. “Aver dato una mano al Catania per tornare nel professionismo è motivo di orgoglio. Ricordo l’entusiasmo della gente, lo stadio pieno e il senso di appartenenza che si respirava ogni giorno. Per me valeva tutto il doppio perché sono catanese e indossare quella maglia per me era un onore”.

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Palermo: “Pelligra? Vicino alla squadra. Critiche normali senza i risultati”

Palermo conosce bene le pressioni della piazza di Catania. E, nonostante il buon lavoro che secondo lui ha fatto la società di Ross Pelligra, sa benissimo quali sono le aspettative della città. “Capisco i tifosi, Catania è una piazza che ha conosciuto la Serie A e vuole tornare il prima possibile a quei livelli – dice il centrocampista – quando i risultati non arrivano è normale che ci siano critiche e aspettative elevate. Detto questo, credo che la proprietà abbia investito molto e abbia dimostrato di avere a cuore il progetto. Nel calcio si viene giudicati dai risultati, ma bisogna anche riconoscere il lavoro fatto per dare stabilità e prospettive a una società che veniva da anni molto complicati”.

Palermo ha conosciuto gli attuali vertici societari del Catania e ne parla in termini decisamente positivi. “Pelligra, per quello che ho potuto vedere e conoscere, è vicino alla squadra. Anche se non è sempre presente fisicamente, ho avuto la percezione di una proprietà attenta e coinvolta nelle vicende del club. Oggi molti presidenti seguono le società anche a distanza, ma ciò che conta è il sostegno concreto e la volontà di costruire qualcosa di importante. Credo che da questo punto di vista il suo impegno non sia mai mancato. Grella è una persona molto coinvolta nel progetto e che tiene molto al Catania. Poi, come accade nel calcio, il giudizio dipende sempre dai risultati e dagli obiettivi raggiunti”.

Aldo Sessa
Aldo Sessa
Aspirante giornalista, si occupa degli aggiornamenti sulle squadre di calcio siciliane professionistiche e non solo. Collabora con Sporticily dal 2022 e cura la trasmissione Pillole di Sessa sul calciomercato

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